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L’ultima volta che cambia tutto

Racconti Relazione · circa 11 min di lettura · Vietato ai minori di 18

Le dita di Lena tremano mentre preme la maniglia. La pioggia ha inzuppato la sua maglietta, che aderisce alla pelle come un secondo strato freddo. “Stai tremando”, nota Marc, la sua voce un sussurro roco che riempie lo stretto corridoio. Lui chiude la porta dietro di lei – un lieve scatto che esclude il mondo esterno. Lei ride, un suono secco che si perde nel silenzio. “Solo bagnata. La passeggiata è durata più del previsto.” Si infila una ciocca bagnata dietro l’orecchio e sente il suo sguardo, pesante e caldo, come un contatto. Da due anni vivono uno accanto all’altra – incontri sulle scale, un cenno, un sorriso – ma oggi è la prima volta che entra nel suo appartamento. La sua mano esita sulla maniglia, come se stesse valutando se l’ha davvero fatta entrare. Eppure l’ha invitata lui, sulle scale, quando si sono incrociati di sfuggita, fradici e ridendo. “Sali un attimo, ti do un asciugamano.” Una frase che mette tutto in moto.

Lui le porge un asciugamano morbido, e mentre lei si asciuga le braccia, lui sta lì, con le mani infilate nei jeans, e la scruta. Tra di loro c’è una tensione, accumulata come le nuvole scure fuori. Lena sa della fidanzata – una bella bionda che a volte resta per il fine settimana. Lui sa di Thomas, il suo ragazzo, che viaggia molto per lavoro. Ma oggi, in questa stanza, quelle persone sembrano ombre ai margini.

“Mettiti comoda”, dice Marc, indicando il divano. “Prendo qualcosa da bere.” Lei sprofonda nei cuscini morbidi e ascolta il tintinnio dei bicchieri in cucina. La pioggia tamburella contro i vetri, un ritmo incessante che sottolinea il silenzio. Quando lui torna, con due bicchieri di vino rosso in mano, si siede più vicino a lei del necessario – la sua coscia sfiora la sua. Lei beve un sorso, il vino è vellutato, con note di ciliegia e un accenno di vaniglia. Le scalda lo stomaco e scioglie la tensione dalle spalle. Chiude gli occhi per un istante, godendosi il momento di sicurezza. Quando li riapre, vede che lui la sta ancora guardando, con un’espressione che oscilla tra esitazione e desiderio.

Le loro dita si sfiorano mentre lei prende il bicchiere. Un breve sussulto che sfocia in un sorriso. “Salute”, dice lei. Il vino è corposo, scalda dall’interno e allenta la tensione nelle sue spalle. Marc posa il bicchiere e si gira verso di lei. “Sai”, inizia, “ti ho vista stamattina alla finestra. Ballavi, con la musica delle tue cuffie. Tutta per te.”

Il sangue le sale alle guance. “Mi hai spiata?”

«Solo un attimo. Sembrava bello. Libero.» La sua mano ora poggia sulla piega del suo ginocchio, un tocco leggero che chiede permesso. Lei annuisce, quasi impercettibilmente, e le sue dita sfiorano lentamente la pelle sensibile dietro il suo ginocchio. Un brivido le percorre il corpo – non per il freddo. «Marc…» Il suo nome suona come una domanda, una confessione. Sente lo stomaco contrarsi, il cuore battere più forte. Vorrebbe dirgli che anche lei lo desidera, ma le parole le restano bloccate in gola.

«Non dire niente», sussurra lui, si china e la bacia. Un bacio esitante, che presto guadagna intensità. Lei sente il vino sulla sua lingua, il suo calore, la sua vicinanza. Ricambia il bacio, si lascia affondare nei cuscini, mentre la sua mano sale lentamente dal ginocchio lungo la coscia. Il contatto brucia attraverso il tessuto sottile dei suoi pantaloncini. Lei geme piano nella sua bocca e apre le gambe per dargli più spazio. Le sue dita scivolano lungo l’interno della sua coscia, lasciando una scia di fuoco. Non può farne a meno, stringe le cosce, intrappola la sua mano, la preme più forte contro di sé.

«Lo voglio», ansima tra un respiro e l’altro. «Ma noi…»

«Lo so.» Lui la guarda, occhi scuri di desiderio. «Solo questa volta. Oggi. Domani sarà tutto come prima.»

Lei annuisce, anche se nel profondo sente che nulla sarà più come prima. Ma il pensiero è troppo lontano, troppo insignificante, mentre le labbra di Marc percorrono il suo collo e la sua mano scivola sotto la sua maglietta. Lei alza le braccia, lui le toglie il capo di vestiario, lo getta distrattamente sul pavimento. Il suo sguardo sui suoi seni nudi è colmo di una fame che la fa sentire desiderata come non accadeva da tempo. I suoi seni sono pieni e pesanti, i capezzoli già duri ed eretti, come se sentissero già il suo tocco. Lei si china, lo bacia di nuovo, mentre i suoi pollici sfiorano i suoi capezzoli, facendoli diventare duri boccioli. Un brivido di piacere le percorre il corpo, e lei si preme contro di lui.

«Mio Dio, Lena», mormora lui, si china e prende uno dei suoi capezzoli tra le labbra. Un suono soffocato le sfugge, mentre la sua lingua vi ruota intorno – un vortice morbido e umido che invia segnali direttamente al suo bassoventre. Lei affonda le dita nei suoi capelli, lo stringe più forte a sé. Lui passa all’altro lato, mentre la sua mano accarezza il colle libero, inarcandole la schiena. Lei sente i suoi capezzoli lucidi di umidità, e la vista la eccita ancora di più. Il suo respiro si fa più rapido, il suo petto si alza e si abbassa, e può sentire la sua fica inumidirsi, aprirsi.

È già umida quando le sue dita trovano l’elastico dei suoi pantaloncini e scostano il tessuto. Accarezza lo slip, percepisce il calore che emana da lei. “Sei così bagnata”, constata, con un accenno d’orgoglio nella voce. Lei si contorce sotto la sua presa, vuole sentirlo, tutto, senza barriere. “Marc, per favore…” Il suo sussurro è rauco, urgente.

Lui capisce. Con un movimento fluido le toglie pantaloncini e slip, si inginocchia davanti a lei sul tappeto. La luce che cade disegna ombre sui suoi lineamenti. Le apre le cosce, si china su di lei. “Voglio assaggiarti”, dice, e poi abbassa la testa. Lei sente il suo alito caldo sul suo punto più intimo, prima che la sua lingua la tocchi. Il primo contatto della sua lingua con il suo clitoride è uno shock di puro piacere. Un grido, che oscilla tra dolore ed estasi, le sfugge. La sua lingua è abile, le gira intorno alla clitoride, a volte dolce, a volte più decisa, e lei sente la sua fica aprirsi, il piacere che le attraversa il corpo. Non è più se stessa, è solo quel punto di fuoco che la sua lingua lavora. “Oh Dio, Marc, sì…”, ansima, e le sue mani gli afferrano i capelli, spingendolo più a fondo dentro di lei.

Lui immerge la lingua nella sua fessura, assapora la sua umidità, il suo succo, che ora scorre abbondante. Il suo sapore è dolce e salato, e lui ci succhia come da un frutto. Lei sente la sua lingua penetrarla, come lui la lecca, come se volesse assorbire ogni goccia di lei. Lei si aggrappa ai cuscini, il suo bacino si solleva dal divano, e si spinge incontro alla sua bocca. “Sto per venire”, geme, e lui diventa ancora più frenetico, la sua lingua lavora la sua clitoride con un’intensità che la porta al limite. E poi l’onda la travolge. L’orgasmo la scuote, un’ondata che le attraversa il corpo, lei sussulta e trema, e sente un getto di liquido schizzarle fuori, direttamente nella sua bocca. Lui lo succhia avidamente, lo ingoia, e lei sente di rilassarsi, di abbandonarsi a lui.

Giace ansimante sul divano, le sue gambe tremano ancora, mentre lui si solleva. Il suo viso brilla della sua umidità, e lui sorride. “È stato così eccitante, Lena. Hai un sapore fantastico.” Lei non può rispondere, è ancora troppo inebriata, ma allunga la mano verso di lui. “Ora tocca a te”, sussurra rauca.

Lui si alza e si spoglia. Camicia, pantaloni, mutande – tutto vola sbadatamente sul pavimento. Il suo cazzo è dritto e duro, il glande luccica umido del suo desiderio. Lei lo guarda, quella vista la eccita ancora di più. È lungo e grosso, le vene sporgono, e lei sente la sua fica contrarsi di nuovo, come lo vuole. “Vieni qui”, dice lei e apre le braccia. Lui viene da lei, si siede accanto a lei, e lei afferra il suo cazzo. Le sue dita lo avvolgono, lei sente la sua durezza, il suo calore. Inizia ad accarezzarlo, lentamente, dalla base alla punta, e lui geme. “Sì, così, continua”, mormora lui, e lei diventa più audace, la sua mano scivola più veloce, il ritmo si fa più esigente. Lei vede il piacere nei suoi occhi, come lui si contorce tra le sue mani, e si china, prende il suo glande in bocca.

Il sapore del suo cazzo è intenso, un po’ salato, un po’ amaro, e lei lo adora. Lo prende più a fondo, più profondo che può, fino a dover soffocare. Lui geme forte, le sue mani afferrano i suoi capelli, guidano la sua testa. “Sì, prendilo tutto, troia vogliosa”, ansima lui, e lei sente come lui sussulta nella sua bocca. Lei succhia più forte, la sua testa si muove su e giù, e lei può sentire che lui è vicino a venire. Ma lui si stacca, respira affannosamente. “Non ancora”, dice lui, la voce roca. “Voglio venire dentro di te.”

Lui la spinge sul divano, le apre le gambe. La sua fica è ora bagnata e pronta, le labbra gonfie, la clitoride dura. Lui si posiziona tra le sue cosce, il glande del suo cazzo tocca la sua apertura. Lei sente il calore, la tensione, l’attesa. “Per favore, Marc, fot-timi”, sussurra lei, e quello è il momento. Lui spinge, con una spinta dura e profonda che la riempie. Un grido le sfugge quando lui entra in lei, la sua durezza, la sua grandezza la dilata, la riempie completamente. Lui inizia a muoversi, un ritmo costante che li travolge entrambi. Il suo cazzo scivola nella sua fica, si succhia alle sue pareti, e lei sente come si chiude intorno a lui, come lo accoglie dentro di sé.

“Sì, così, proprio così”, geme lei, le sue mani si aggrappano alla sua schiena. Lui si china, la bacia, mentre continua a spingere dentro di lei. I suoi movimenti diventano più veloci, più duri, e lei sente che la sua seconda ondata di piacere si sta accumulando. Lui cambia angolazione, spinge ora più profondo, colpisce un punto dentro di lei che la fa urlare. “Lì, proprio lì, oh Dio, sì!”, ansima lei, e lui pompa dentro di lei, il suo corpo trema sotto di lui. Lei sente come tutto si contrae dentro di lei, come l’orgasmo la coglie, un’ondata esplosiva che attraversa il suo corpo. Lei urla, i suoi muscoli si contraggono intorno al suo cazzo, e lei sente come lui sussulta dentro di lei, come si scarica in lei. Un getto di liquido caldo schizza dentro di lei, e lei sente come entrambi si perdono nell’estasi.

Giacciono ansimanti sul divano, i corpi sudati, il respiro ancora affannoso. La sua mano le accarezza il ventre, e lei sente il suo sperma colarle fuori, gocciolare sulla pelle del divano. Lo guarda, e sa che nulla sarà più come prima. Ma in quel momento, nel silenzio rotto solo dalla pioggia, è felice. Lo ha sentito, completamente, e questo è tutto ciò che conta.

«È stato…», comincia lui, ma lei gli posa un dito sulle labbra.

«Non dire niente», sussurra. «Solo questa volta.» Ma nel profondo sa che questa singola volta ha cambiato tutto. Chiude gli occhi e ascolta la pioggia, mentre sente il calore del suo corpo e odora nell’aria il profumo del sesso e del vino.

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