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La prima volta in autostrada

Racconti Prime Volte · circa 12 min di lettura · Vietato ai minori di 18

L’odore di asfalto caldo e prateria arida entra dalle finestre aperte del vecchio Cadillac. Lena appoggia la testa contro il vetro fresco, sente la leggera vibrazione del motore attraverso il sedile. Accanto a lei siede Felix, le dita morbide sul volante, lo sguardo fisso sulla strada infinita. Da cinque ore attraversano la vastità del Nevada, il sole cala lentamente in un tripudio di colori arancioni e viola. L’aria è pesante, afosa, carica di tensione inespressa.

Lena lo osserva con la coda dell’occhio: il modo in cui apre leggermente la bocca quando è concentrato, come la sua mano accarezza impaziente la pelle del volante. Si conoscono da tre anni, hanno parlato attraverso notti piene di telefonate, si sono cercati tra dubbi e speranze. Ma non sono mai stati soli. Mai così vicini. Il suo cuore batte più veloce quando sente la sua mano sulla sua coscia. Le sue dita sono calde, le vene sotto la pelle sono palpabili, e lei trema sotto quel tocco semplice ed elettrizzante.

Felix afferra la sua mano, la posa sulle sue cosce. La sua pelle è calda, i muscoli sotto sono tesi. “Lena”, dice a bassa voce, la voce roca di desiderio, “ti voglio. Adesso. Qui.” I suoi occhi sono scuri, lo sguardo intenso, come se potesse trafiggerla. Lei sente il tremore nella sua voce, che ha trattenuto così a lungo, e il suo grembo si contrae.

La decisione

Lena deglutisce. Il suo cuore martella contro le costole mentre fissa lo sguardo sulle colline deserte. Nessun’altra macchina in vista. Il crepuscolo si posa come un velo sulla terra. “Qui?” La sua voce suona rauca, quasi soffocata, mentre sente lo slip nei suoi jeans stretti, che già si inumidisce.

Felix accosta la macchina al bordo della strada, lascia il motore acceso. Il silenzio è opprimente, solo il lieve ronzio del motore e il suo stesso respiro. Poi si gira verso di lei, le prende il viso tra le mani. I suoi occhi sono scuri, il respiro caldo sulle sue labbra. “Ti voglio tutta. Non solo baci che gridano per altro. Voglio sentirti. Voglio sentire la tua fica bagnata sulla mia lingua, la tua figa intorno al mio cazzo.”

Lena annuisce, un patto silenzioso tra loro. Salgono sul grande sedile posteriore, l’imbottitura geme sotto il loro peso. L’aria è densa di odore di pelle e benzina, mescolato al sudore di entrambi, alla tensione frizzante. Lei sente la sua figa pulsare, come l’umidità si raccoglie tra le sue gambe.

Le sue mani trovano la sua nuca, la attirano a sé. Il primo bacio è dolce, quasi esitante, una domanda. Le labbra di Lena si schiudono, lei sente il sapore del sale e qualcosa di dolce della Coca-Cola che hanno bevuto un’ora prima. La punta della sua lingua sfiora il suo palato, un brivido che le scende dritto in grembo. Sente i suoi capezzoli indurirsi, l’umidità aumentare tra le sue gambe.

Lei affonda le dita tra i suoi capelli, si stringe più forte a lui. Lo spazio angusto della macchina li costringe ad avvolgersi l’uno nell’altra. Felix sbottona la sua camicetta, un bottone dopo l’altro, con una lentezza che la fa impazzire. L’aria fresca colpisce la sua pelle, la pelle d’oca si diffonde come un fuoco d’artificio. I suoi seni sono sodi, i capezzoli eretti, e lei vede come il suo sguardo vi si sofferma.

Lui sposta il tessuto di lato, china il capo e prende il suo capezzolo in bocca. Lena ansima, spinge la sua testa più forte contro di sé. La sua lingua gioca attorno alla punta dura, un dolce risucchio che manda ondate di piacere attraverso il suo corpo. Lei sente l’umidità salire tra le sue gambe, il tessuto del suo slip inumidirsi. Può sentirne l’odore – il suo stesso profumo caldo e umido che si diffonde nello spazio ristretto.

«Felix», sussurra, la sua presa tra i suoi capelli più salda. «Ho bisogno di te. Ho bisogno della tua lingua sulla mia fica.»

Lui alza la testa, la guarda, un sorriso gli sfiora le labbra. «Sei così bella quando sei eccitata. I tuoi capezzoli sono così duri, la tua pelle così calda.» La sua mano scende più in basso, accarezza il suo ventre, l’interno delle sue cosce. Lena sussulta al suo tocco, così delicato eppure così esigente. Sente la sua fica pulsare, desiderare di più. Le sue labbra sono gonfie, il clitoride duro, e ogni contatto attraverso il tessuto dei suoi jeans è una tortura.

Felix si china, bacia il suo collo, succhia dolcemente il punto sensibile sotto il suo orecchio. Un gemito le sfugge, e lei si spinge contro di lui. Le sue mani scivolano sotto il suo slip, accarezzano la sua fica umida. Lei è pronta, così pronta. Le sue dita trovano le sue labbra gonfie, scivolano attraverso l’umidità, massaggiano il clitoride. Lena ansima, solleva i fianchi.

«Voglio assaggiarti», mormora lui, scivola più in basso, bacia il suo ventre, i suoi fianchi. Lena solleva i fianchi mentre lui sposta il suo slip di lato e abbassa la testa tra le sue gambe. Il primo colpo della sua lingua è una rivelazione – caldo, abile, direttamente sul suo clitoride. Lei ansima, affonda le dita tra i suoi capelli. Lui la lecca, succhia dolcemente, si immerge in lei mentre il suo naso preme contro il suo clitoride. Il piacere sale, un’onda che si accumula. La sua lingua circonda il suo clitoride, sempre più veloce, sempre più profonda, mentre le sue dita penetrano la sua fica bagnata, la allargano.

«Oh, Felix», geme, il suo respiro è a scatti. «Non smettere. Leccami la fica, portami all’apice.»

Lui obbedisce, accelera il ritmo, la sua lingua ruota, si preme contro di lei. Lei sente di avvicinarsi, sente tutto contrarsi. Poi esplode – un orgasmo che la scuote, che la fa urlare. La sua fica si contrae, le pareti si stringono attorno alle sue dita mentre lei si spinge contro il suo viso. Felix continua a succhiare, prolunga le contrazioni, finché lei giace esausta, il cuore che le batte all’impazzata, il corpo che trema.

Lui si solleva, il mento lucido di lei, le labbra umide. «Hai un sapore così buono. Così dolce e umida. Potrei leccarti per tutta la sera.»

La preparazione

Lui si raddrizza, la guarda negli occhi. «Voglio vederti così tanto, Lena. Tutta.» Le apre la cintura, il bottone dei suoi shorts, abbassa la cerniera. Lei solleva i fianchi, lo aiuta a togliere il capo, finché resta seduta solo con le mutandine e la camicia aperta. La sua pelle brilla nella luce fioca del cruscotto, i suoi seni sono sodi, i capezzoli eretti.

Felix deglutisce, la gola si muove. «Sei meravigliosa. Le tue tette, la tua pelle, la tua fica bagnata.» La sua mano si posa sul suo ventre piatto, scende giù, accarezza la pelle morbida sopra lo slip. Lena trema sotto il suo tocco, così delicato eppure così esigente. Lei può vedere come il suo cazzo pulsa nei pantaloni, come il rigonfiamento diventa più grande.

Lui scosta lo slip da parte, si immerge in lei con un dito. Lena ansima, preme la testa contro il poggiatesta. Il suo dito è caldo, scivola senza sforzo nel suo calore umido. Lei è così pronta, così aperta. Lui lo muove lentamente, a cerchio, colpendo proprio quel punto che le fa tremare le gambe. Lei sente la sua fica contrarsi attorno al suo dito, sente il calore salire nel suo ventre.

«Non ancora», geme, «voglio sentirti dentro di me. Per favore. Il tuo cazzo, duro e profondo dentro di me.»

Lui si ritrae, apre i pantaloni. Il suo membro scatta fuori, duro e lucido della sua umidità. Lena guarda, sente un tirante profondo dentro di sé, una brama che la sorprende persino. Il suo cazzo è lungo, il glande rosso e gonfio, le vene ben visibili. Lei si sporge in avanti, afferra l’asta con la mano, lo guida verso la sua bocca. Felix geme quando lei lo prende, sente la sua punta contro il palato. Lei lo lecca, succhia dolcemente, un preludio che lo rende ancora più duro. La sua lingua gioca attorno al glande mentre la sua mano massaggia l’asta.

«Lena, non resisterò ancora a lungo», ansima, le sue mani tra i suoi capelli. «La tua bocca, la tua lingua sul mio cazzo – è troppo.»

Lei lascia andare, si sdraia all’indietro, le braccia tese verso di lui. «Vieni dentro di me. Scopami, Felix. Fammi tua.»

Lui si solleva su di lei, il corpo teso nella penombra dell’auto. Lena allarga le gambe, sente l’aria fresca sulla sua fica umida. La sua ghianda sfiora le sue labbra, scivola attraverso l’umidità, trova il suo ingresso. Lui spinge, una spinta profonda e dura che la riempie. Lena ansima, la sua fica si stringe subito intorno a lui, le pareti si contraggono come se non volessero mai lasciarlo andare.

Lui è profondo dentro di lei, così profondo che lo sente fino nel ventre. “Cazzo, Lena”, geme, la testa che cade in avanti mentre si ferma un attimo, abituandosi alla sensazione. “Sei così stretta. Così bagnata. La tua fica intorno al mio cazzo – è perfetto.”

Poi comincia a scopare. Lentamente all’inizio, movimenti profondi e spinti che riempiono ogni centimetro delle sue pareti. Lena sente la sua ghianda sfiorare il suo punto G, la frizione che la porta alla follia. Affonda le dita nell’imbottitura, solleva i fianchi per farlo entrare più a fondo. Le sue mani le afferrano la vita, la tengono ferma mentre lui aumenta il ritmo.

“Scopami più forte”, ansima lei, la voce poco più di un sussurro. “Scopa questa fica finché non urlo.”

Lui obbedisce. Le sue spinte diventano più veloci, più dure, ogni spinta un colpo che preme il suo corpo contro l’imbottitura. L’auto dondola al ritmo della loro scopata, i finestrini appannati dal calore di entrambi. I seni di Lena rimbalzano a ogni spinta, i suoi capezzoli sono duri, e lui si china per leccarli mentre continua a spingere dentro di lei.

“Ti sento dentro di me”, geme lei, le mani tra i suoi capelli. “Il tuo cazzo mi riempie completamente. Non riesco più a pensare.”

La sua mano scivola tra le sue gambe, trova il suo clitoride. Lo massaggia con il pollice mentre continua a scopare, e Lena sente che l’onda successiva si sta formando. Il suo orgasmo è vicino, la tensione insopportabile.

“Vieni per me, Lena”, ansima lui, la voce roca. “Vieni sul mio cazzo. Fammi sentire come vieni.”

Le sue parole, il suo tocco, il suo cazzo dentro di lei – è troppo. Lei esplode, il corpo trema, la sua fica si contrae, stringe il suo cazzo in contrazioni selvagge. Lei urla, il suo nome, il suo nome, parole sconnesse che si confondono nell’aria vizza dell’auto.

Felix spinge ancora una volta, due, poi geme, il corpo che si irrigidisce. “Cazzo, Lena, vengo”, ansima, e poi lei lo sente – il suo sperma, caldo e denso, che le schizza dentro, a ondate profonde e pulsanti. Lei sente ogni ondata, come riempie la sua fica, come cola fuori da lei, mescolandosi alla sua stessa umidità.

Giacono immobili, avvinghiati l’uno all’altra, solo i loro respiri affannosi riempiono l’auto. La sua fronte poggia sulla sua spalla, il suo peso su di lei, e lei sente il suo membro ammorbidirsi dentro di lei. Il calore dello sperma nella sua fica è una sensazione di appagamento, di connessione.

Dopo un lungo, silenzioso minuto, lui solleva la testa, la guarda negli occhi. “È stato incredibile”, sussurra, le sue labbra al suo orecchio. “Sei incredibile.”

Lena sorride debolmente, le sue mani accarezzano la sua schiena. “Voglio di più”, dice a bassa voce, la sua voce ancora rauca per le grida. “Prima che il sole tramonti del tutto, voglio averti ancora una volta. Stavolta da dietro, spinta contro la portiera, mentre mi scopi.”

Felix si raddrizza, un sorriso sul volto che nella penombra è appena percettibile. “Il tuo desiderio è un ordine”, mormora, e le sue mani trovano la sua vita, la girano, la spingono contro il vetro freddo della portiera posteriore. Le apre le gambe, sente la sua fica, ancora bagnata di lui, e spinge di nuovo, senza esitare, direttamente nel calore umido e aperto.

Lena geme, la testa le cade in avanti mentre lui la prende da dietro, duro e veloce, ogni spinta una promessa per la notte a venire. Le stelle iniziano a brillare nel cielo mentre la Cadillac dondola sull’autostrada, due corpi avvinghiati, in cerca di altro.

Lui afferra i suoi fianchi, la tira a sé mentre le sue spinte diventano più rapide. “Sei così bella”, ansima, il suo respiro caldo al suo orecchio. “La tua fica è così stretta, così pronta.” La sua mano ritrova il suo clitoride, lo massaggia mentre lui spinge in profondità dentro di lei.

Lena sente di essere di nuovo vicina. L’attrito, la pressione, le sue dita – tutto si unisce in un’onda che la travolge ancora. “Vengo di nuovo”, geme, la sua voce tremante.

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