Salvia e pietra fredda si fondono in un profumo che brucia nei polmoni di Kaelan mentre entra nel cerchio interno. Le fiamme del braciere sacrificale proiettano ombre danzanti, disegnando il profilo di una donna sulle colonne – Maestra Elara. È inginocchiata davanti all’altare, nuda, coperta solo dai simboli di gesso che adornano la sua pelle: spirali che le girano intorno alle spalle, scivolano sulla curva dei seni e scendono fino al ventre. I suoi seni sono pieni e sodi, i capezzoli duri ed eretti, come se il freddo della pietra li avesse eccitati. L’aria è pesante, quasi liquida, come se il tempo stesso si fosse fermato per essere testimone di questo momento. Posso vedere il bagliore umido tra le sue gambe, un sottile filo di umore che gocciola dalla sua fica sull’ossidiana lucidata. È pronta, lo so per istinto.

La gola di Kaelan è secca. L’ha vista spesso, ma mai così. Il suo atteggiamento non è quello di una supplice, ma di una cacciatrice che attende la sua preda. Solleva la testa, e i suoi occhi, solitamente del colore di un cielo invernale, ora ardono come oro fuso. Esamina il suo corpo, il suo petto, teso sotto la veste, il suo cazzo, che già si delinea sotto il tessuto. Sento il mio stesso corpo reagire a lei, il mio sangue che mi affluisce al grembo, come se la magia stessa mi spingesse verso di lei.
«Avvicinati, allievo», dice, la sua voce più profonda del solito, vibrante di forza repressa. «Il rituale richiede la tua presenza – e il tuo sangue.» Le sue parole sono dirette, taglienti, e so che non è una richiesta. È un comando a cui devo obbedire, che mi trascina più a fondo nell’oscurità.
Lui fa un passo avanti, i suoi passi echeggiano sull’ossidiana lucidata. Le sue mani tremano mentre prende il calice di cristallo che lei gli porge. Il coltello al suo interno balena alla luce del fuoco. Si incide il pollice, spremendo perle di sangue nel calice, riempito di un vino rosso scuro. Il dolore è dolce, una promessa di ciò che verrà. Elara si alza, e lui vede le linee sulla sua pelle, che ora iniziano a brillare, come polvere di fata che arde sotto la pelle. La sua fica è ora ben visibile, le labbra gonfie, umide, come se avesse aspettato a lungo il mio tocco. Le rune sul suo ventre pulsano, mostrando la strada verso il suo centro.
Il sussurro della magia
Lei prende il calice, beve un sorso, e le rune sul suo petto si accendono. «Ora tu», sussurra, e quando le sue labbra toccano il bordo, sente un’ondata di calore che gli attraversa la lingua e si diffonde in tutto il corpo. Il vino sa di rame e frutti dolci, ma anche di qualcosa di antico, qualcosa che inizia a cantare nel suo sangue. La mia lingua si sente pesante, il mio cazzo si indurisce, come se il sangue dentro di me si trasformasse in fuoco.
Elara posa la mano sul suo petto, proprio sopra il cuore. Le sue dita sono fresche, ma la pressione è decisa. «Lo senti? La magia si sta risvegliando.» La sua mano scivola più in basso, oltre i muscoli che si tendono sotto il suo tocco, fino a sfiorare il tessuto sopra il suo sesso. Ansimo quando le sue dita tracciano i contorni della mia erezione, che preme contro la veste. «Sì, lo sento», riesco a dire, la voce roca.
E lui lo sente. Un pulsare che non è solo il suo cuore, ma il tempio stesso, il battito della terra attraverso la pietra. I loro occhi si incontrano, e nel loro oro lui vede un fuoco che non aveva mai notato prima. Non brucia solo per la magia – brucia per lui. Lei si sporge in avanti, le sue labbra quasi sulle mie, e io sento il vino, il sangue, il suo odore muschiato che sembra provenire direttamente dalla sua fica. «Ti voglio, Kaelan», sussurra, e le parole mi colpiscono come un pugno.
I confini della Maestra
«Maestra…», comincia lui, ma lei gli posa un dito sulle labbra. «Zitto. Non ora. Non con le parole.» Si avvicina, finché il suo corpo sfiora quasi il suo. L’odore della salvia si mescola al suo, un aroma pungente e muschiato che intorpidisce i suoi sensi. I suoi seni premono contro il suo petto, i capezzoli duri che perforano il tessuto. «Il rituale richiede l’unione – non solo delle anime, ma anche dei corpi. Se sei pronto.» La sua mano avvolge il suo sesso attraverso la veste, salda, imperiosa. «Sento quanto sei duro. Quanto hai bisogno di me.»
La sua gola è serrata, ma lui annuisce. Lei prende la sua mano, lo guida verso i cuscini stesi davanti all’altare. Il fuoco crepita, come a dare il suo consenso. Lei cade in ginocchio, la sua fica ora all’altezza dei suoi occhi, il triangolo umido tra le sue gambe che brilla alla luce del fuoco. Riesco a sentire l’odore dolciastro della sua eccitazione, che si mescola al fumo della salvia.
Lei si inginocchia, e lui fa lo stesso. I loro volti sono alla stessa altezza, il suo alito sfiora le sue guance. «Togliti la veste», ordina a bassa voce, e obbedire sembra la cosa più naturale del mondo. Il tessuto scivola dalle sue spalle, e l’aria fresca del tempio accarezza la sua pelle. Il mio sesso è eretto, il glande violaceo, una goccia densa di umore perlaceo perla sulla punta. Lei lo vede, e un sorriso le sfiora le labbra.
Elara lo scruta, gli occhi le scorrono sul petto, l’attaccatura dei fianchi, la tensione delle cosce. “Sei bello, Kaelan”, dice, e la sua voce suona roca, come da un lungo silenzio. “Ti ho sempre guardato quando non te ne accorgevi. La tua concentrazione, la tua forza – mi hanno insegnato più di quanto tu immagini.” Si sporge in avanti e lecca la goccia dal mio glande, la sua lingua è calda e ruvida. Sussulto quando mi prende in bocca, solo la punta, ma basta a farmi trasalire.
Lui deglutisce. “E ora?” La sua voce trema.
“Ora ti insegnerò ciò che nessuna pergamena può mostrarti.” Si raddrizza, le mani sulle mie spalle, e mi spinge sui cuscini. Giaccio supino, e lei mi cavalca, la sua fica direttamente sopra il mio cazzo. Il calore che emana da lei è incredibile, come se un fuoco ardesse dentro di lei. Si sporge in avanti, i suoi seni pendono sopra il mio viso, e posso vedere i duri boccioli che reclamano la mia bocca.
Il fuoco del contatto
Lei si sporge in avanti, le sue labbra sfiorano le sue. È un bacio dolce, quasi interrogativo, ma quando ricambio, diventa più profondo, più esigente. La sua lingua scivola sulla mia, il sapore di vino e sangue, e le sue mani si affondano nei miei capelli. Le mie mani vagano verso i suoi fianchi, la pelle sotto le mie dita sembra calda, quasi febbrile. I simboli di gesso si sbavano sotto il mio tocco, e lei geme, un suono profondo e gutturale che mi colpisce dritto al cazzo. Scivolo con una mano tra le sue gambe e sento l’umidità che emana dalla sua fica. Le labbra sono gonfie, e il mio dito scivola subito dentro, nella stretta calda e bagnata.
Lei lo spinge sui cuscini, lo cavalca, le sue cosce avvolgono la sua vita. Il peso del suo corpo è perfetto – né troppo pesante, né troppo leggero. Si china su di lui, e i suoi seni sfiorano il suo petto, i duri capezzoli tracciano sentieri ardenti sulla sua pelle. “Sì, toccami lì”, ansima, mentre le mie dita scivolano più a fondo nella sua fica. “Sono così umida per te. La magia scorre attraverso di me, e ho bisogno di te dentro di me.”
“Senti come scorre la magia”, sussurra, e mentre parla, la sua pelle formicola nei punti in cui lei lo ha toccato. “Ci unisce. Ogni tocco approfondisce il legame.” Bacia il suo collo, mordicchia il suo lobo, e ogni piccolo morso invia una scossa attraverso il suo corpo. La sua mano scivola giù dal suo petto, oltre il suo ventre, fino ad avvolgere la sua erezione, che preme contro il suo ventre. Lei geme, come se toccarlo la eccitasse, e la sua presa si fa più salda. Strofina il mio glande contro la sua fica, le labbra si aprono, e sento il calore che emana dal suo interno.
«Voglio sentirti dentro di me», sussurra lei, e le parole gli mandano un brivido lungo la schiena – questa volta non è un cliché, ma una vera pelle d’oca che gli rizza i peli sulla nuca. Lei si sporge in avanti, la sua lingua nella mia bocca, mentre la sua mano guida il mio cazzo, direttamente all’ingresso della sua fica. La pressione è incredibile, il primo centimetro che si infila dentro di lei è come una liberazione.
La fusione
Lei si solleva, afferra il suo asta, e lui sente il calore che emana dal suo centro. Lentamente, infinitamente lentamente, si cala su di lui. Il primo centimetro è uno shock di puro calore che lo brucia dall’interno. Il suo interno lo avvolge stretto, e lui deve chiudere gli occhi per non perdersi subito. Sento ogni piega, ogni contrazione della sua fica che si avvolge attorno al mio cazzo, come se non volesse mai lasciarmi andare. Sono profondo dentro di lei, così profondo da sentire la sua cervice che preme contro la mia glande.
Lei si ferma un attimo, il respiro a scatti. «Sì», fa con voce strozzata, «proprio così.» Poi si cala ancora, finché lui non è completamente dentro di lei, finché lei non riposa sui suoi fianchi e lui può sentirla fino in fondo. Un brivido la attraversa, e lei chiude gli occhi, la testa cade all’indietro. «Mi riempi così tanto», geme. «Ti sento in ogni fibra del mio essere.»
Lei inizia a muoversi, su e giù, al ritmo del fuoco che danza sull’altare. Ogni movimento verso l’alto strofina il suo clitoride contro la sua sinfisi pubica, e i suoi gemiti diventano più forti. Lui afferra i suoi fianchi, guida i suoi movimenti, e i simboli sulla sua pelle brillano più intensi, pulsano al ritmo delle sue spinte. Sento la magia scorrere attraverso di noi, mentre si diffonde nel mio sangue, mentre i miei fianchi sbattono contro i suoi. Ogni spinta è più profonda, più dura, e i suoi gemiti diventano urla che riecheggiano tra le pareti di pietra.
«Sì, fottermi», urla lei, la voce stridula, il controllo che di solito tiene così perfettamente si frantuma. «Fottermi, Kaelan! Voglio sentire il tuo liquido dentro di me, la magia che brucia in te!» Le sue mani si conficcano nelle mie spalle, le sue unghie lasciano strisce rosse, ma il dolore è dolce, un catalizzatore per il piacere che sale in me. Sento la sua fica contrarsi attorno a me, sento che è sull’orlo del culmine.
La rovescio sulla schiena, senza tirare fuori il mio cazzo da lei. Lei giace sotto di me, le sue gambe avvolte attorno ai miei fianchi, la sua fica aperta e pronta. Spingo di nuovo dentro di lei, questa volta più veloce, più duro, ogni spinta colpisce il suo punto più profondo. I suoi seni dondolano al ritmo, e io mi chino in avanti, prendo un capezzolo in bocca, ci succhio mentre continuo a fotterla. Lei grida quando la mia lingua circonda la punta dura, e le sue mani si seppelliscono tra i miei capelli.
„Arrivo“, ansima, il suo corpo inizia a tremare. „Sì, scopami fino all’orgasmo! Voglio sentirlo!“ La sua fica si contrae, a ondate, e sento il calore salire dentro di me, come il mio culmine diventi inevitabile. Spingo più a fondo, più forte, e quando lei finalmente cade oltre il limite, il suo corpo che si inarca sotto di me, anch’io mi lascio andare. Un getto di seme schizza dentro di lei, caldo e denso, mentre continuo a penetrarla, ogni spinta accompagnata dal suo orgasmo. Veniamo insieme, i nostri corpi si fondono nel fuoco della magia che divampa intorno a noi.
Lei giace sotto di me, ansimante, la sua pelle arde. I runi sul suo corpo brillano ancora, ma ora sono mescolati al mio seme, che cola dalla sua fica. Sorride, un sorriso soddisfatto, selvaggio. „Il rituale è compiuto“, sussurra. „Il nostro patto è sigillato.“ Mi attira a sé, mi bacia, e assaggio il mio stesso succo sulle sue labbra. La magia scorre tra di noi, un ciclo infinito di piacere e potere.
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