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Il profumo del rituale proibito

Racconti Fantasia · circa 10 min di lettura · Vietato ai minori di 18

L’odore di salvia bruciata e terra umida mi investe mentre scendo i gradini spezzati del palazzo nella foresta. È un profumo pesante, antichissimo, che si insinua nei miei polmoni e mi rende immediatamente duro. Il muschio ricopre le colonne di pietra come una pelliccia vellutata, e attraverso le vuote cavità delle finestre filtra una luce lunare azzurrastra, immergendo le rovine in un bagliore spettrale. La mia signora Elara è inginocchiata davanti all’altare di pietra consunta, i suoi lunghi capelli neri cadono come una cortina scintillante sulla sua schiena nuda. È completamente nuda, la sua pelle brilla al chiaro di luna come avorio levigato. Io resto in piedi dietro di lei, il mio cazzo già pulsa nei pantaloni, duro e inconfondibile.

“Metti le mani sulle mie spalle, Kael”, dice, senza voltarsi. La sua voce suona profonda e calma, ma sento un tremore appena percettibile – come la vibrazione di una corda sul punto di spezzarsi. Obbedisco, e quando le mie dita toccano la sua pelle calda, lei sussulta leggermente. L’aria è greve di magia e di qualcos’altro, del suo desiderio che posso annusare, dolce e umido e impetuoso.

“Oggi imparerai l’ultima lezione”, sussurra. “L’unione degli elementi. Fuoco e acqua, terra e aria. In te e in me.” Inizia a mormorare parole sommesse, un linguaggio antico le cui sillabe non riesco a decifrare, ma che mi entrano direttamente nel sangue. Le rune sull’altare si accendono, prima debolmente, poi più luminose – un pulsare che vibra attraverso il pavimento e si irradia direttamente nel mio cazzo. Un formicolio mi percorre le braccia, e sento la magia agitarsi dentro di me, come una bestia che si risveglia e la desidera.

“Apriiti, Kael”, dice. “Lascia che la magia scorra attraverso di te.” Respiro profondamente e chiudo gli occhi. L’odore di salvia diventa più intenso, si mescola al suo odore – di pioggia che cade sulla terra secca, e di gelsomino, pesante e dolce, ma anche della sua fica umida e calda, che già posso sentire. Le mie mani scivolano dalle sue spalle lungo le sue braccia, fino ai suoi seni, che giacciono sodi e pesanti nelle mie mani. Lei si appoggia all’indietro contro di me, la sua schiena nuda si preme contro il mio petto, e sento il suo calore attraverso i miei vestiti. Le mie dita si chiudono attorno ai suoi capezzoli, che sono duri come piccole pietre, e lei emette un gemito sommesso.

“Sì”, sussurra. “Così va bene.”

La sua mano trova la mia e la guida più in profondità, giù sul suo ventre piatto, oltre l’ombelico, fino al triangolo umido tra le sue gambe. Le mie dita scivolano attraverso i suoi peli pubici, umidi e appiccicosi, e poi sulla sua fessura, già grondante. È così bagnata che le mie dita scivolano subito dentro di lei, due alla volta, e lei geme forte, un grido soffocato che riecheggia nella sala. I suoi muscoli interni avvolgono le mie dita, saldi e caldi, e io le muovo dentro di lei, lenti e profondi, mentre lei si preme contro di me, il suo culo nudo e sodo contro il mio cazzo duro e pulsante, ora sotto i miei pantaloni.

“Il rituale richiede abbandono”, dice lei, la voce ora roca, ruvida come ghiaia, mentre le mie dita lavorano nella sua fica. “Aban-dono totale. Alla magia, al momento, a ciò che accade tra noi. A ciò che stai per darmi.”

Lei si gira verso di me, e per la prima volta vedo i suoi occhi al chiaro di luna – dorati, con pupille che si dilatano per l’eccitazione, quasi inghiottendo l’intera iride. Le sue labbra sono socchiuse, i suoi seni si alzano e si abbassano rapidamente, e io mi chino per baciarla. Il bacio è dolce all’inizio, una delicata esplorazione, poi più esigente. La mia lingua spinge nella sua bocca, e il sapore di menta e miele mi riempie, mescolato al sapore salato della sua eccitazione ancora sulle mie dita. Lei succhia le mie dita, le lecca pulite, mentre la sua mano afferra nei miei pantaloni e libera il mio cazzo duro e pulsante.

I nostri vestiti cadono, un lieve fruscio sul terreno coperto di muschio, che si diffonde come un sussurro per la sala. La sua pelle è calda sotto le mie mani mentre afferro i suoi fianchi e la tiro più vicina a me. Il suo corpo si preme contro il mio, e sento il suo calore, la sua umidità che già trasuda sulle mie cosce, mentre il suo monte di Venere spinge contro il mio duro asta. Lei è nuda e aperta e pronta, e non posso più trattenere il mio desiderio.

“Kael”, sussurra lei, e il suo respiro sfiora il mio orecchio, caldo e fremente. Il suo alito umido mi solletica il lobo. “Prendimi. Scopami forte. Il rituale lo richiede.”

La sollevo, le sue gambe si avvinghiano alla mia vita, e la poso sull’altare. La pietra fredda non sembra darle fastidio; è tutta concentrazione, tutto desiderio, le sue dita si conficcano nelle mie spalle, le unghie scavano nella mia carne. Le mie mani scivolano lungo l’interno delle sue cosce, larghe e invitanti, e sento che trema – un sottile fremito che le percorre tutto il corpo. La sua fica è spalancata, le sue labbra sono rosse e gonfie, lucide della sua umidità, e vedo come il suo buco si apre e si chiude bramoso, come se mi invitasse. È pronta, così pronta che mi chiedo per quanto tempo abbia represso questo desiderio, per quanto tempo si sia trattenuta dal sentire le sue dita nella propria fica mentre pensava a me.

Allineo il mio cazzo, il glande rosso e lucido della mia stessa attesa, e lo posiziono alla sua apertura. Spingo lentamente, ma è così stretta che devo fermarmi un attimo. Lei geme, un suono che è metà dolore e metà desiderio, e le sue mani si aggrappano ai miei capelli, tirandomi giù. “Sì, Kael, sì, prendimi tutta, scopami a fondo”, sussurra.

Spingo dentro, una spinta dura e potente che la riempie fino all’asta. Un grido sfugge a entrambi, un suono che si mescola all’eco della magia che ora pulsa intorno a noi. È stretta e calda e mi avvolge completamente, come se fosse fatta apposta per questo, ogni piega della sua fica massaggia il mio cazzo, lo succhia. All’inizio mi muovo lentamente, a fondo, e lei affonda le unghie nella mia schiena, un dolore che mi spinge più a fondo, più forte, più veloce. La magia intorno a noi infuria ora, turbina per la sala, fa fiammeggiare le rune e tremare il pavimento, e sento che scorre attraverso i nostri corpi, attraverso i nostri sessi uniti, una cascata di puro desiderio e potere.

“Sì, sì, proprio così”, balbetta. “Compia il rituale, riempimi, scopami, scopami, scopami!” La sua lingua scorre sulle mie labbra, e io mordo il suo labbro inferiore, un dolore acuto che la eccita ancora di più.

Aumento il ritmo, ogni spinta la porta più vicina al limite. I miei fianchi sbattono contro i suoi, uno schiocco ritmico di pelle bagnata che riecheggia per la sala. I suoi fianchi si sollevano verso di me, i suoi muscoli interni mi massaggiano ritmicamente, mi succhiano più a fondo, più a fondo, più a fondo nel suo calore umido. Mi piego in avanti per baciare il suo capezzolo, circondarlo con la lingua, leccarlo, succhiarlo, morderlo, finché lei non grida, un suono selvaggio e incontrollato. Il suo sapore è sulla mia lingua – salato, dolce, di desiderio, del suo sudore, della sua eccitazione, della sua magia che brucia nelle mie vene.

“Sono vicino”, ansima, la sua voce si spezza per l’eccitazione. “Vieni con me, Kael. Adesso. Scopami fino in fondo. Fammi venire. Fammi venire sul tuo cazzo!”

La sua fica inizia a pulsare, i suoi muscoli interni si contraggono intorno a me, e sento che è sull’orlo del culmine. Spingo ancora più forte, un ultimo, profondo affondo che la riempie fino alla corona, il mio asta sfiora il suo punto G, e lei esplode. Il suo orgasmo la travolge, un’onda che le attraversa tutto il corpo, dalle dita dei piedi alla punta dei capelli. Urla il mio nome, un’ondata di grida che la scuote, mentre la sua fica si contrae intorno al mio cazzo, un vuoto pulsante e risucchiante che mi trascina con sé. Le sue contrazioni sono violente, implacabili, ogni spasmo della sua fica sfregia il mio punto più sensibile, e non posso farne a meno. Mi riverso in profondità dentro di lei, un ultimo, violento affondo che mi fa tremare, mentre il mio sperma la inonda a getti caldi, ogni pulsazione risucchiata dalla sua fica. Sento i suoi muscoli interni assorbire lo sperma dentro di sé, come se bruciasse in lei, un fuoco che accende la magia.

Restiamo sdraiati, intrecciati l’uno nell’altra, mentre la magia intorno a noi rifluisce come una marea che si ritira. Il mio cazzo, lentamente rimpicciolendosi, è ancora dentro di lei, e sento il suo sperma e il mio colare dalla sua fica, sulle sue labbra, sui miei testicoli, sulla pietra fredda dell’altare. La luce della luna ne scolpisce i lineamenti, e vedo il sorriso sulle sue labbra – un sorriso silenzioso, sapiente, che mi fa fermare il cuore. Le sue dita scorrono tra i miei capelli sudati, e io appoggio la testa tra i suoi seni, ascolto il battito del suo cuore.

“Il rituale è compiuto”, dice a bassa voce. “E ora sei davvero mio allievo.” La sua voce è roca, rauca per le grida, ma piena di soddisfazione, piena di dolce stanchezza.

Le bacio la fronte, sento il sudore sulla sua pelle – caldo e salato, mescolato al profumo di salvia bruciata e al suo odore unico. Nel palazzo della foresta è silenzio, ma dentro di me arde un fuoco che non si spegnerà mai. Un fuoco che profuma di lei, di salvia e gelsomino e desiderio, della sua fica umida e calda e del sapore del suo orgasmo sulla mia lingua. So che non la dimenticherò mai, che questa notte mi cambierà per sempre. Mi ritraggo lentamente da lei, il mio cazzo scivola fuori dalla sua fica con un lieve schiocco, e vedo il mio sperma colarle via, un rivolo appiccicoso che gocciola sull’altare. Lei geme piano quando la lascio, e chiude le gambe.

“Dobbiamo ripetere tutto questo ogni mese”, sussurra, mentre si solleva e affonda le mani tra i miei capelli. “Il rituale lo richiede. Ogni luna piena.” E sento il mio cazzo indurirsi di nuovo, al solo pensarci, al pensiero di fotterla ancora, di venire di nuovo nella sua fica, di lasciare che la magia scorra di nuovo attraverso di noi. Mi piego in avanti e la bacio, a lungo e profondamente, mentre la mia mano scivola tra le sue gambe e le mie dita si immergono nella sua fica ancora bagnata. Lei geme nella mia bocca, e so che questa notte non è ancora finita.

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