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Il terzo ospite

Racconti Cornuto · circa 12 min di lettura · Vietato ai minori di 18

Lara apre la porta e l’uomo che sta nel corridoio odora di pioggia e tabacco freddo. Il profumo le penetra nelle narici, pesante e familiare, come se lo avesse sempre conosciuto. Ben lo ha raccolto un’ora fa in un bar – sguardi fugaci, un cenno, un appuntamento che entrambi hanno preso solo a metà sul serio. Adesso è qui, e Lara sente il cuore batterle contro le costole, un ritmo selvaggio e impaziente. La sua fica inizia già a inumidirsi, solo alla vista di questo sconosciuto. Si scosta, lo fa entrare. Le sue dita tremano sulla maniglia, mentre un’ondata calda le scorre nelle vene.

La prima impressione

Si chiama Felix, sulla trentacinque, con capelli scuri che gli cadono sulla fronte e un sorriso che non è né timido né spavaldo – è un sorriso che sa tutto. Porta sotto il braccio una giacca di pelle consumata, una camicia a quadri con il colletto aperto, sotto cui si intravede una traccia di peli sul petto. Ben lo saluta con una pacca sulla spalla, come se fossero vecchi amici. Lara osserva i due uomini stringersi la mano – le dita curate di Ben che si chiudono attorno alla mano più larga e ruvida di Felix. Un formicolio le scende lungo la nuca, una scossa elettrica che si raccoglie nella sua fessura umida. Stringe le cosce, sente la sua clitoride sfregare contro il tessuto dei pantaloni, un primo, piccolo tremore di piacere.

“Vino?”, chiede Ben, già in soggiorno. Felix annuisce, e mentre Ben riempie i bicchieri, Felix si siede sul divano, proprio dove Lara era seduta un’ora fa, con i piedi sotto le cosce e il portatile sulle ginocchia. Lei prende la poltrona di fronte, il cuoio freddo attraverso i pantaloni di stoffa leggera, uno shock sulla sua pelle accaldata. Ben porge un bicchiere a Felix, si siede accanto a lui, lascia la mano poggiata con noncuranza sulla sua spalla. È un gesto che Lara conosce – il modo di Ben di suggerire familiarità, di rassicurare. Ma oggi sembra un ponte su cui qualcosa scorre avanti e indietro tra i due uomini, qualcosa di invisibile e ardente. Le mutandine di Lara aderiscono già alle sue labbra, una promessa bagnata.

“Salute”, dice Ben. Bevono. Il vino è un Cabernet Sauvignon, scuro e corposo, lascia una traccia di ciliegia e vaniglia sulla lingua di Lara, una dolce promessa. L’appartamento è silenzioso, a parte il lieve fruscio della città fuori, che sembra un battito cardiaco lontano. Le tende sono tirate, la luce della lampada da terra immerge la stanza in un oro ingannevole, che dipinge ombre negli angoli. La fica di Lara pulsa, un battito duro e pressante che palpita tra le sue gambe. Immagina il grosso cazzo di Felix penetrarla, riempirla, toglierle il respiro.

Ben parla del bar, di una band che ha suonato lì, di un tizio che ha offerto un giro. Lara non ascolta. Osserva Felix, come tiene il bicchiere, come fa roteare il vino, lasciando che il liquido disegni cerchi che si riflettono nei suoi pensieri. Il suo sguardo incrocia il suo, si ferma, poi scende sulle sue labbra. Lei sente le labbra secche, se le lecca, un lento e consapevole scivolare della lingua. Felix sorride, un movimento appena percettibile, ma qualcosa si squarcia dentro di lei, una porta che non aveva mai chiuso del tutto. I suoi capezzoli si tendono sotto il reggiseno, duri germogli che premono contro il tessuto.

«Lara suona il pianoforte», dice Ben all’improvviso. Lo sguardo di Felix si sposta sul vecchio pianoforte a coda nell’angolo. «Ci suoni qualcosa?»

«Forse più tardi», risponde lei. La sua voce suona estranea, più profonda del solito, un’ottava piena di desiderio. Ben si alza, va al bar, si versa del whisky. «Sai», dice, rivolto a Felix, «non l’avevamo mai fatto. Invitare qualcuno così.» Ride, un suono breve e teso che si frantuma nel silenzio. La mano di Lara scende inconsciamente al suo grembo, preme contro il tessuto, un piccolo conforto per la sua fica ardente.

Felix si appoggia all’indietro, le braccia aperte sullo schienale del divano, un re sul suo trono. «E perché oggi?»

Lara vede le spalle di Ben irrigidirsi. Lui beve un lungo sorso di whisky, che gli brucia scendendo per la gola. «Non lo so. Perché siamo curiosi.» Si siede di nuovo accanto a Felix, questa volta più vicino, il suo fianco quasi all’altezza della coscia di Felix. Il polso di Lara martella contro le sue tempie, un battito violento che le rimbomba nelle orecchie. Si alza, va da loro, si siede sul bracciolo del divano, vicinissima a Ben. Le sue dita scivolano tra i suoi capelli, arrotolano una ciocca che si sente setosa. Ben le sorride, ma i suoi occhi sono seri, scuri di aspettativa. Lara sente che la sua mutandina è completamente inzuppata, il succo della sua fessura cola e lascia una macchia scura sul tessuto.

Felix la osserva, come uno spettatore a teatro che assapora la tensione sul palco. Lara si sporge in avanti e bacia Ben – un bacio lungo, indagatore, che apre le loro labbra e invita la sua lingua. Sente il whisky e qualcosa di salato, il sudore della sua eccitazione. La mano di Ben si posa sul suo fianco, la stringe dolcemente, la attira più vicino. Ma i pensieri di Lara sono sulla presenza di Felix, sul calore che emana dal suo corpo, a pochi centimetri di distanza, una brace che le brucia la pelle. Si stacca da Ben, gira la testa. Lo sguardo di Felix è scuro, le sue pupille dilatate, due buchi neri che la divorano. “Ti piace guardare?”, chiede lei. La sua stessa franchezza la sorprende, una scintilla che le scoppia dentro. La sua fica batte di desiderio, un rumore umido che solo lei sente.

Felix annuisce lentamente. “Sì, voglio vederti mentre vieni scopata.” La parola resta sospesa nell’aria, pesante e definitiva. Il respiro di Lara si blocca, la sua passera sussulta a quelle parole.

Ben la tira sulle sue ginocchia, e lei sente la sua erezione attraverso il tessuto dei pantaloni, una pressione dura e insistente contro le sue natiche. Si strofina contro di lui, un movimento lento e circolare, mentre guarda Felix. La sua mano scivola lentamente verso la cintura, la apre, un clic metallico che taglia l’aria. Ma non fa alcun gesto per denudarsi. Solo il gesto. Una minaccia. Una promessa. Lara respira più velocemente, il suo petto si alza e si abbassa sotto il tessuto sottile della maglietta. Le mani di Ben scivolano sotto, accarezzano la sua pancia, le sue costole, la pelle brucia sotto le sue dita. Lei chiude gli occhi, li riapre – Felix è ancora lì, immobile, una sagoma scura nella luce della lampada, un’ombra che respira. Il suo cazzo si delinea chiaramente sotto i pantaloni, un rigonfiamento duro e grosso che fa venire l’acquolina a Lara.

“Spogliati”, le dice Ben. La sua voce è roca, aspra di desiderio. Lara obbedisce. Si toglie la maglietta sopra la testa, uno strattone che le scompiglia i capelli, sbottona i pantaloni, li lascia cadere. È rimasta solo con il reggiseno nero e le mutandine abbinate, che si sono scure, una macchia umida proprio sopra la sua fessura. Le sue tette escono dal reggiseno, piene e pesanti, i capezzoli visibili come punti duri attraverso il tessuto. Lo sguardo di Felix vaga dai suoi seni giù fino alle sue cosce, si ferma sulla macchia umida. Si lecca le labbra, un suono animalesco, affamato.

Ben apre il reggiseno di Lara, un gesto abile che fa scivolare le bretelle dalle sue spalle. I suoi seni cadono liberi, pieni e pesanti, i capezzoli scuri e duri. Le mani di Ben li avvolgono, li massaggiano, pizzicano i capezzoli finché Lara non geme. «Sì, toccami», sussurra, mentre guarda Felix. La sua mano è ora sul suo inguine, preme contro il cazzo duro, lo strofina attraverso il tessuto. Lara può vedere la saliva accumularsi sulle sue labbra, come i suoi occhi diventano vitrei per la lussuria.

«Togliti anche le mutandine», ordina Ben. Lara fa scivolare il tessuto umido sui suoi fianchi, lo lascia cadere. La sua figa è esposta, le labbra gonfie e bagnate, la clitoride dura e rossa, un piccolo bottone di piacere che spunta. Allarga leggermente le gambe, offrendo a Felix una vista perfetta della sua fica bagnata e aperta. «Vedi quanto sono eccitata?», sussurra. «La mia fica gocciola solo per te.» Felix geme piano, la sua mano ora strofina più forte sul suo cazzo, che si delinea come un’asta sotto il tessuto.

Ben la spinge in avanti, la piega sullo schienale del divano. Il suo culo si solleva in alto, la sua fica aperta e pronta. Lui si mette dietro di lei, apre la cerniera lampo. Il suo cazzo salta fuori, duro e spesso, il glande lucido dal prepuzio. Lara fissa Felix mentre sente il cazzo di Ben premere contro le sue labbra. «Sì, scopami», ansima. «Mostragli come mi scopi.» Ben spinge dentro, una spinta dura e profonda che la riempie, dilata la sua fica. Lara urla, un suono selvaggio che le esce dalla gola. «Oh Dio, sì!» Il suo cazzo scivola dentro di lei, bagnato e caldo, il succo della sua eccitazione gli rende facile penetrarla in profondità. Ogni spinta la sospinge ulteriormente contro lo schienale del divano, le sue tette oscillano al movimento, i capezzoli sfregano contro la pelle.

Felix la osserva, la sua mano ora sul cazzo scoperto. Si è sbottonato i pantaloni, aperto la cerniera, il suo cazzo grosso e turgido in mano. Il glande è rosso scuro, una goccia di piacere cola dalla punta. Lo accarezza lentamente mentre guarda Ben scopare Lara. «Sì, cavalcalo», mormora. «Prendilo in profondità nella tua fica.» Lara geme, il suo respiro è a scatti brevi e violenti. Sente il cazzo di Ben pulsare dentro di lei, muoversi nella sua vagina calda e bagnata, un ritmo costante e duro che la spinge verso l’orgasmo.

Ben si china in avanti, il suo petto contro la sua schiena, le sussurra all’orecchio: «Voglio che anche lui ti scopi.» Il cuore di Lara accelera, un battito selvaggio e incredulo. «Sì», ansima. «Sì, voglio sentire il suo cazzo dentro di me.» Ben si ritira, il suo cazzo bagnato dal suo succo, un filo lucente che si spezza tra di loro. Lara si raddrizza, si gira verso Felix. «Vieni qui», dice, la sua voce rauca di desiderio. «Scopa la mia fica bagnata.»

Felix si alza, il suo cazzo si erge davanti a lui, un pezzo di carne spesso e duro. Lara si inginocchia, apre la bocca. Vuole assaggiarlo, sentire il suo glande sulla lingua. Ma Felix le afferra il mento, le solleva la testa. «No, voglio nella tua fica», ringhia. La spinge di nuovo sul divano, le apre le gambe, immerge la testa tra le sue cosce. La sua lingua trova subito il suo clitoride, ci gioca, un gioco umido e abile che fa urlare Lara. «Sì, leccami!», geme. «Lecca la mia fica bagnata!» La sua lingua si immerge in lei, assapora il suo succo, il suo sudore, il suo piacere. Lara si aggrappa ai suoi capelli, preme la sua testa più forte tra le sue gambe. La sua bocca succhia il suo clitoride, una trazione dura e ritmica che la porta sull’orlo. «Vengo!», grida. «Oh Dio, vengo!» Il suo corpo trema, un orgasmo selvaggio e incontrollato che la attraversa, la sua fica si contrae intorno alla sua lingua, la inonda del suo succo. Felix beve avidamente, la sua bocca salda sulla sua figa, finché lei non si rilassa.

Prima che possa riprendersi, Felix si raddrizza, le afferra i fianchi, la gira a pancia in giù. Il suo culo giace davanti a lui, aperto e pronto. Guida il suo cazzo verso la sua fessura bagnata, si spinge dentro. Un unico colpo profondo che la riempie fino alla gola. Lara urla, un suono selvaggio e doloroso che si trasforma in piacere. Il cazzo di Felix è più spesso di quello di Ben, la dilata, la riempie fino a farla scoppiare. La scopa forte, ogni spinta un colpo di martello che la spinge più a fondo nel cuscino del divano. Ben sta accanto, la mano intorno al proprio cazzo, se lo strofina mentre guarda. Il suo respiro è pesante, i suoi occhi vitrei di lussuria. Lara sente il cazzo di Felix pulsare dentro di lei, muoversi nella sua figa calda e stretta, un ritmo selvaggio e implacabile. Le sue tette sfregano contro la pelle, i capezzoli bruciano di piacere. Mordica il cuscino per non urlare, ma i gemiti le escono di bocca, suoni caldi e sporchi che riempiono la stanza.

«Scopala più forte», geme Ben. «Mostrale come scopa un vero cazzo.» Felix obbedisce, le sue spinte diventano più veloci, più profonde, ognuna una dichiarazione del suo piacere. Lara sente un secondo orgasmo crescere, una tempesta potente e divorante. «Vengo di nuovo!», grida. «Oh Dio, vengo di nuovo!» La sua fica si contrae intorno al cazzo di Felix, una contrazione violenta e ritmica che lo travolge. Lui spinge una, due, tre volte, poi si scarica dentro di lei, un caldo

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