L Lorotica Il portale erotico multilingue

L’ultima partita

Racconti Terzetto · circa 12 min di lettura · Vietato ai minori di 18

La bottiglia di champagne era fresca nella mano di Lena, l’argento brillava al chiaro di luna mentre trovava l’equilibrio sulla ringhiera del balcone. Nessuna esitazione, nessuno sguardo verso il basso – solo il peso del corpo massiccio e l’urlo delle sue amiche alle spalle. “Ce la faccio”, disse, le parole una promessa a sé stessa. Era il suo addio al nubilato, e aveva giurato a sé stessa di non infrangere alcuna regola. Ma quella notte apparteneva solo a lei – il suo corpo, il suo piacere, la sua decisione.

L’appartamento pulsava ancora, un mare di stelle filanti e risate. Marie, la sua migliore amica d’infanzia, si strinse accanto a lei, gli occhi spalancati e lucidi di adrenalina. “E se non ce la fai?”, chiese, il sorriso scavato nelle guance. “Allora paghi il prossimo giro.”

Lena scosse la testa, i capelli mossi dal vento notturno. “Ce la faccio.” Si sollevò, i talloni saldi sul metallo freddo, le mani allentate attorno al collo della bottiglia. Le altre trattennero il fiato mentre faceva saltare il tappo – uno schiocco secco che trafisse l’oscurità, e lo champagne traboccò sulle sue dita, scorrendole lungo il polso. Saltò di nuovo in salotto, il vestito incollato alle cosce, bagnato e pesante, il tessuto trasparente sulla pelle.

Marie le porse un asciugamano, il tocco un lampo fugace che fece indurire i capezzoli di Lena. “Sei pazza”, sussurrò, e la sua voce tremava.

“Questa è la mia ultima serata libera”, disse Lena, asciugandosi, l’asciugamano sulle cosce bagnate. “Domani sarò una brava moglie.” Le parole avevano un sapore estraneo sulla sua lingua, come frutti proibiti.

La festa si protrasse, i bicchieri si svuotarono, le voci si fecero più forti, finché rimasero solo in tre: Lena, Marie e un uomo di nome Felix. Felix era il fratello del fidanzato di Lena, con un sorriso storto e mani che formavano gesti continui, come se afferrassero cose invisibili. Era rimasto accovacciato in un angolo per tutta la notte, una birra in mano, a osservare. I suoi occhi seguivano ogni movimento, ma diceva poco. Il suo sguardo si fermò sul vestito bagnato di Lena, sulle curve che si delineavano sotto.

“Trio”, disse all’improvviso Marie, fissando il suo smartphone. “Una prova di coraggio per la sposa.” Tenne alto il display, la lista brillava nella luce blu: “Trio con uno sconosciuto. Punti: 100.”

Lena rise, ma la risata le rimase bloccata in gola mentre un’ondata calda le attraversava il basso ventre. “Ora diventa assurdo.”

“Assurdo va bene”, disse Marie. Il suo sguardo si spostò su Felix, che alzò le sopracciglia. “Ci resta solo un candidato.”

“Sono solo il fratello”, disse lui, ma la sua voce non suonò difensiva, bensì roca e interessata. La sua mano si passò tra i capelli, come se si stesse preparando.

«Tanto meglio», disse Marie. «Niente sentimenti, solo divertimento.» La sua lingua scivolò sul labbro inferiore, lenta, quasi provocatoria.

Lena sentì il calore salirle alle guance, un formicolio che strisciava più in profondità, dritto nella sua fica. Guardò Felix, che la scrutava senza battere ciglio, come se stesse valutando il suo peso, i suoi seni, i suoi fianchi. «Non lo so», mormorò, e le parole sembravano una confessione, l’invito che intendeva davvero.

«Paura?», chiese Marie, avvicinandosi, la mano sul braccio di Lena, le dita leggere ma esigenti. «Poco fa ti sei sporta dal quarto piano – questo è innocuo.»

«Quella era un’altra cosa.» La voce di Lena tremava, ma i suoi capezzoli erano duri sotto il vestito, e sentiva la sua fica inumidirsi, un desiderio bagnato che si raccoglieva tra le sue cosce.

«No, non lo era», disse Marie, mettendosi accanto a lei, le loro spalle si sfioravano. «È solo una notte. E se lo facciamo, lo facciamo per bene.» La sua mano era sul braccio di Lena, leggera ma decisa, e la tirò più vicino, finché i loro seni quasi si toccarono.

Felix posò la birra, ma rimase seduto, le braccia sullo schienale, le gambe larghe, un invito. La sua erezione era chiaramente visibile, un arco duro sotto i jeans. Il suo sguardo passò da Lena a Marie, come se le stesse soppesando, spogliando i loro corpi nella sua mente. «Io esco, se volete.» Ma non fece alcun gesto per andarsene.

Lena inspirò a fondo, l’alcol le ronzava nel sangue, ma la sua mente era lucida. Guardò Marie, che conosceva dall’asilo, che l’aveva sorretta quando sua madre era morta, che non le aveva mai chiesto nulla – tranne oggi. «Okay», disse Lena. «Ma facciamo a modo mio.»

Marie annuì lentamente, le sue dita sfiorarono il polso di Lena, un tocco gentile che fece accelerare il battito di Lena. Felix si alzò, i suoi passi erano silenziosi sul tappeto. «Quali regole?» La sua voce era profonda e calma, come l’acqua nella notte, ma piena di promesse.

«Niente nomi, niente vezzeggiativi, niente baci sulla bocca», disse Lena, la voce ferma, nonostante il cuore le martellasse. «E smettiamo se qualcuno dice che basta.»

«D’accordo», disse Felix. La sua voce suonava roca, quasi avida, e si avvicinò, il suo alito caldo sulla guancia di Lena. «Niente baci sulla bocca – ma tutto il resto?», chiese, gli occhi che scintillavano.

«Tutto il resto», sussurrò Lena, e le parole bruciavano sulla sua lingua.

Marie prese la mano di Lena e la condusse in camera da letto. Il letto era ancora appena rifatto, l’odore di lavanda aleggiava nell’aria, pesante e dolce, ma la mente di Lena era già piena di immagini sporche. La spogliò, lentamente, come se fosse un rito. Il vestito cadde a terra, un sussurro setoso, poi il reggiseno, le mutandine. Lena stava nuda davanti a lei, la pelle pallida al chiaro di luna, i seni pesanti e i capezzoli già duri, come piccoli e rigidi germogli. Marie le toccò la spalla, accarezzò la curva del seno, la linea della vita. “Sei bellissima”, sussurrò, e le sue dita lasciarono una scia di pelle d’oca che indurì ancora di più i capezzoli di Lena.

Felix era rimasto sulla soglia, un’ombra contro il corridoio illuminato. Si spogliò senza fretta, ogni movimento consapevole. Il suo petto era liscio, i muscoli rilucevano nella penombra. Aveva un corpo snello, ma spalle larghe, e quando lasciò cadere i pantaloni, la sua erezione era chiaramente visibile, lunga e pesante, il cazzo rigido, il glande rosso scuro per il desiderio, un grosso fusto che pulsava davanti agli occhi di Lena. Sentì la sua fica diventare ancora più bagnata, un formicolio caldo che rese le sue labbra appiccicose.

Marie si girò e posò le mani sui fianchi di Lena. La spinse dolcemente verso il letto, il materasso cedette, fresco e morbido. Lena si lasciò cadere, lo sguardo fisso al soffitto, mentre Marie saliva sul letto dietro di lei. Le sue labbra trovarono il collo di Lena, baci morbidi che sembravano domande, che vagavano lungo la sua schiena. Felix si chinò su di lei, il suo respiro caldo sul suo ventre, una nuvola che le faceva formicolare la pelle. Le sue mani scivolarono sulle sue cosce, le dita dolci ma esigenti, e le aprì le gambe finché non giacque spalancata, la sua fica nuda e umida.

Lena chiuse gli occhi, ma le immagini rimasero: le labbra di Marie vagavano sulle sue scapole, mentre Felix con le dita accarezzava l’interno delle sue cosce – dolcemente, poi con più forza. Sussultò quando la sua mano salì più in alto, le dita scivolarono nella sua apertura umida. “Sei già bagnata”, disse, e la sua voce suonò rauca, quasi sorpresa. Le sue dita si immersero in profondità nella sua fica, il calore umido che la avvolgeva, e iniziò a massaggiare, lentamente ma intensamente, le sue dita che accarezzavano le sue pareti interne.

“Smettila di parlare”, disse Lena, ma non suonò arrabbiato, piuttosto una supplica, un gemito che le sfuggì dalla gola. Sentì le sue dita penetrare più a fondo, fino in fondo, e affondò le unghie nel copriletto.

Marie rise piano e mordicchiò il lobo dell’orecchio di Lena, il suo respiro caldo e umido. “Lascialo fare, puttana”, sussurrò, e la sua mano scivolò sul ventre di Lena, giù verso la sua fica, dove sentì le dita di Felix. “Lui sa cosa fa.”

Felix si chinò più in basso e leccò attraverso le sue labbra vaginali. La sua lingua era morbida, determinata, una striscia umida che la elettrizzava, direttamente sul suo sensibile clitoride. Lena gemette forte e affondò le dita nel copriletto, mentre Marie accarezzava i suoi seni, torcendo i capezzoli con le dita, finché lei non urlò di piacere. La lingua di Felix lavorava sulla sua fica, si immergeva in profondità nella sua fessura umida, poi risaliva verso il suo clitoride, che lui circondò con le labbra e succhiò, duro e imperioso. Lena sentiva le gambe tremare, il piacere bruciare nel suo basso ventre, un fuoco che si diffondeva.

«Sì, sì, continua», gemette lei, e Marie si chinò su di lei, i suoi seni sfiorarono il viso di Lena, i capezzoli duri e rosa. Lena aprì la bocca, prese il capezzolo di Marie tra le labbra, lo succhiò, mentre la lingua di Felix ruotava nella sua fica. Marie gemette quando la lingua di Lena sfiorò il suo capezzolo, e strinse più forte la testa di Lena al suo seno.

Felix si raddrizzò, il viso lucido dell’umidità di Lena. Teneva il suo cazzo in mano, un’asta spessa e dura, il glande lucido dell’umidità di Lena. «Pronta per il mio cazzo?», chiese, la voce roca di desiderio.

«Scopami», sussurrò Lena, le parole un comando, una preghiera. Allargò le gambe di più, la sua fica aperta e pronta, bagnata e calda.

Marie ritrasse il seno dalla bocca di Lena e si girò, si inginocchiò accanto alla testa di Lena, la sua fica direttamente davanti al viso di Lena. «Leccami», ordinò, la voce tagliente di piacere. «Lecca la mia fica mentre lui ti scopa.»

Felix si posizionò tra le cosce di Lena, il glande della punta del suo cazzo premette contro le umide labbra vaginali di Lena. Entrò lentamente, centimetro dopo centimetro, mentre Lena tratteneva il respiro. Il suo cazzo era spesso, lei sentiva ogni millimetro che dilatava, riempiva la sua stretta fica. Quando fu completamente dentro di lei, gemette, un suono profondo e gutturale che echeggiò nel silenzio della stanza.

Marie si chinò più in basso, la sua fica sopra la bocca di Lena. Lena aprì le labbra, la sua lingua trovò il clitoride di Marie, la perla umida e calda che pulsava sotto le sue labbra. Lei leccava, mentre il cazzo di Felix scivolava dentro e fuori dalla sua fica, ogni spinta più profonda, più dura. Marie gemette forte, le mani tra i capelli di Lena, mentre muoveva i fianchi contro la bocca di Lena, strofinando la sua fica sulla lingua di Lena.

Le spinte di Felix diventarono più veloci, il suo respiro pesante, il sudore lucido sulla sua fronte. «Sì, puttana eccitata», ansimò, le mani sui suoi fianchi, che la tenevano ferma mentre lui penetrava più a fondo in lei. «La tua fica è così stretta, così bagnata.»

Lena gemeva contro la fica di Marie, la sua lingua lavorava tra le labbra umide, mentre il cazzo di Felix la colpiva ancora e ancora, più profondo, finché pensò di esplodere. Marie sussultò, un grido le sfuggì mentre veniva sulla lingua di Lena, il suo corpo tremante, la fica che pulsava contro le labbra di Lena. Lena bevve la sua umidità, che sapeva di dolce e salato sulla sua lingua.

Felix accelerò, le sue spinte diventarono incontrollate, il suo cazzo profondo nella sua fica, che lo stringeva come se non volesse lasciarlo andare. «Vengo», ansimò, la sua voce un ringhio. «Vengo nella tua fica porca.»

«Sì, sì, sborrami dentro», gridò Lena, e sentì l’onda del piacere crollare su di lei. Il suo corpo sussultò quando l’orgasmo la colpì, la sua fica si contorse attorno al cazzo di Felix mentre lui si scaricava dentro di lei, caldi e densi getti che le riempivano il ventre. Urlò di piacere, le sue mani si aggrapparono al lenzuolo, mentre Marie ancora tremante era china su di lei.

Felix rimase profondo dentro di lei, il suo respiro pesante, il suo cazzo ancora duro nella sua fica umida. «Cazzo», sussurrò, la voce roca. «È stato… intenso.»

Lena non riuscì a rispondere, rimase solo lì, il suo corpo ancora tremante per le scosse dell’orgasmo, il calore del suo seme dentro di lei. Marie si lasciò cadere accanto a lei, la sua mano sulla pancia di Lena, le dita nell’umidità che gocciolava dalla sua fica.

«Questo è solo l’inizio», sussurrò Marie, la sua voce una promessa. «Abbiamo ancora tutta la notte.» Si chinò su Lena, le sue labbra trovarono la bocca di Lena, e questa volta non ci furono più regole – solo il calore, l’umidità, il desiderio che le univa.

Felix si raddrizzò, il suo cazzo ancora mezzo duro, e guardò le due donne. «Sono pronto per il secondo round», disse, e il suo sorriso era pieno di avidità.

Lena sentì il piacere risvegliarsi di nuovo in lei, un fuoco che non era stato spento. Si girò a carponi, la sua fica umida e aperta, il suo culo in aria, pronta per altro. «Allora vai», disse, la sua voce un ringhio.

Gefällt dir die Geschichte? Teile sie 🔥

X Reddit Telegram WhatsApp Tumblr kopiert ✓
Valuta: Sii il primo

Le voci della community

Ancora nessuna voce — di’ per prima che cosa ti ha eccitata.

Niente registrazione, niente e-mail — solo il tuo pseudonimo.

Zutritt nur für Erwachsene

Diese Website enthält ausschließlich für volljährige Personen bestimmte Inhalte sinnlicher und erotischer Natur.

Mit dem Eintreten bestätige ich:

Die Bestätigung wird in einem Cookie für 30 Tage gespeichert. Ein Widerruf ist jederzeit durch Cookie-Löschung möglich. Diese Abfrage ersetzt keine technische Jugendschutzsoftware nach § 11 Abs. 1 JMStV; deren Einsatz wird Eltern dringend empfohlen.

Susi · KI-Komplizin (Avatar: AI-generiert via Pollinations.ai Flux, CC0-Stil)Scrivi con Susi