Il vino scintillava color ambra alla luce delle candele, mentre Lena sollevava il bicchiere e ne prendeva un sorso. Era seduta sul bordo del divano di pelle, con le gambe incrociate, e lasciava vagare lo sguardo per la stanza. Vaniglia e legno di cedro la avvolgevano, una nuvola pesante e sensuale. Felix, suo marito, era appoggiato alla porta, con le mani affondate nelle tasche dei suoi jeans. Le sue mascelle serrate, e lei riconobbe la tensione nelle spalle. Il suo cazzo era già semiduro nei pantaloni, un rigonfiamento che lei vedeva attraverso il tessuto. Sulla poltrona di fronte a lei sedeva Lukas, il suo migliore amico. Aveva le gambe accavallate con nonchalance, un sorriso sapiente sulle labbra, e i suoi occhi riposavano su di lei, come se non ci fosse nient’altro nella stanza. La fica di Lena cominciò a pulsare, un desiderio profondo e umido che cresceva tra le sue cosce.

Le regole della serata
«Sei sicura?», chiese Lukas. La sua voce era profonda e calma, ma aveva un tono che accelerava il polso di Lena. Non guardava Felix, ma Lena, come se la risposta fosse solo sua. Lei annuì, un lento e consapevole inclinare del capo. Ne avevano parlato a lungo – stabilito i confini, fissato le regole, scelto le parole che definivano il gioco. Felix doveva guardare, solo guardare. Lena avrebbe fatto ciò che voleva con Lukas, e Felix sarebbe stato lì, parte del gioco, ma non dell’azione. Era una fantasia che Felix aveva menzionato per la prima volta mesi prima, timidamente, quasi imbarazzato a colazione. E ora era realtà. La fica di Lena si inumidiva al pensiero che Felix guardasse mentre un altro uomo la scopava.
«Lo voglio», disse Lena. Posò il bicchiere sul tavolino, con un lieve tintinnio, e si alzò. Il suo cuore batteva forte e veloce, un rimbombo nelle orecchie, ma le sue mani erano ferme. Si avvicinò lentamente a Lukas, ogni passo un respiro, e sentì lo sguardo di Felix sulla sua schiena, pesante come una mano. I suoi seni, sodi e rotondi sotto la sottile canotta di seta, si alzavano e abbassavano a ogni respiro. Lukas si alzò a sua volta, le prese il viso tra le mani e la baciò. Non era un bacio gentile. Esigeva, prendeva, non lasciava dubbi su ciò che sarebbe accaduto. La sua lingua penetrò nella sua bocca, e lei assaporò il whisky che lui aveva bevuto. Le ginocchia di Lena si fecero molli mentre la sua lingua esplorava la sua bocca, e sentì il respiro affannoso di Felix. Si staccò per un momento, guardò suo marito. Lui era appoggiato al muro, le braccia incrociate, il viso un misto di eccitazione e tensione. La sua mano era ora nei pantaloni, e lei vide che afferrava il suo cazzo duro. «Guarda», sussurrò lei. Lukas rise piano, una vibrazione calda contro le sue labbra.
Le mani di Lukas scivolarono sotto la sua sottile canotta di seta, trovando la pelle calda della sua schiena. Le tolse il capo dalla testa, lasciandolo cadere a terra con un fruscio soffice. I seni di Lena si tesero sotto il reggiseno di pizzo nero, e i pollici di Lukas vi scivolarono sopra prima che lui aprisse la chiusura. Il reggiseno si sciolse, cadde. Lei stava nuda davanti a lui, davanti a entrambi, e per la prima volta non provò vergogna, solo un calore ardente che si irradiava dal suo ventre, risalendo la nuca. I suoi capezzoli erano duri, piccole bacche scure che chiedevano di essere toccate. Lukas si avvicinò, facendo scorrere le labbra sul suo collo, sulle sue spalle, mentre le sue mani le afferravano i seni, torcendo le punte dure tra le dita. Lena gemette piano, lasciando cadere la testa all’indietro, gli occhi chiusi. Sentì Felix muoversi, avvicinarsi, ma non troppo. Lui manteneva la distanza, come concordato, eppure la sua presenza era un peso a sé nella stanza. La sua fica era ora bagnata, un succo caldo che le colava lungo le cosce.
“Mostragli cosa ti piace”, mormorò Lukas al suo orecchio, e Lena aprì gli occhi. Guardò Felix, che ora stava a soli due metri di distanza, le mani in tasca, i pantaloni visibilmente tesi. Con dita tremanti, afferrò la cintura di Lukas, la aprì, lasciò scivolare i suoi pantaloni a terra. Il suo membro era già duro quando lo liberò dai boxer, spesso e caldo nella sua mano. Lasciò scorrere le dita su di esso, sentendo la pelle vellutata sopra l’asta dura, e un brivido la percorse. Il suo cazzo era grande, almeno venti centimetri, con un grosso glande purpureo già umido del suo desiderio. Lukas gemette, un suono profondo che le colpì lo stomaco, e la spinse all’indietro finché i suoi polpacci non toccarono il bordo del divano. “Siediti”, disse, e lei si lasciò cadere, le gambe leggermente aperte. Lui si inginocchiò davanti a lei, le divaricò le gambe, e il suo respiro era caldo sull’interno coscia, un alito che risvegliò la sua pelle.
La sua bocca la trovò subito, senza esitazione. La sua lingua divise le sue pieghe umide, trovò il punto più sensibile, e Lena si inarcò, con le mani affondate tra i suoi capelli. La sua lingua era ruvida e abile, circondava il suo clitoride, ora dolce, ora imperiosa. Sentì la propria umidità aumentare, la sua bocca che la beveva, le sue dita che scivolavano dentro di lei, prima una, poi due. Le sue dita erano lunghe e spesse, e la riempivano in un modo che la faceva urlare. Si aprì, lo accolse, sentì le sue dita esplorare il suo stretto canale. «Sì», sussurrò, «sì, proprio lì». Con la coda dell’occhio vide Felix, che ora si toccava, la mano nei pantaloni, e la vista la rese ancora più bagnata. Il suo cazzo era ora completamente duro, e lui lo tirò fuori, un lungo e spesso fusto che muoveva lentamente su e giù. La lingua di Lukas circondava il suo clitoride, ora dolce, ora imperiosa, mentre le sue dita trovavano dentro di lei un ritmo che la portava sull’orlo. La tensione cresceva nel suo ventre, un nodo di calore e luce, e sentì di avvicinarsi alla vetta. Ma lui si fermò, poco prima che lei venisse, si alzò e la tirò su.
«Non ancora», disse, la voce roca. «Voglio te sul letto». Le prese la mano e la condusse in camera da letto, Felix li seguì, fermandosi sulla soglia. Il letto era appena rifatto, lenzuola bianche che brillavano alla luce delle candele. Lena si sdraiò sulla schiena, guardando Lukas. Lui si spogliò completamente, la pelle lucida, e quando si chinò su di lei, sentì il suo peso, il suo calore. Il suo cazzo sfiorò le sue cosce, una promessa calda e pulsante. Lui le divaricò le gambe, si raddrizzò, e poi fu dentro di lei, con un unico, profondo affondo. Lena gridò, non per il dolore, ma per la sensazione di pienezza, di tensione. Lui era più grande di Felix, e lei dovette adattarsi, stringerlo. La sua fica si contrasse, lo avvolse stretto, una prigione umida e calda. Lui si muoveva lentamente, lasciandole il tempo di abituarsi, mentre le sue mani tenevano i suoi fianchi, trascinandola nel suo ritmo. Ogni spinta penetrava più a fondo, fino a toccarle il collo dell’utero, e lei sentì i suoi muscoli contrarsi intorno a lui.
Lena quasi dimenticò che Felix era lì, finché non sentì la sua voce. «Lena, guardami», disse, e lei girò la testa. Lui era in piedi ai piedi del letto, i pantaloni aperti, il suo membro in mano, e lo accarezzava mentre guardava Lukas prenderla. «Ti piace?», chiese, la voce roca per l’eccitazione. «Sì», ansimò lei, «sì, è così bello.» Lukas aumentò il ritmo, le sue spinte diventarono più dure, più veloci. Il suo cazzo scivolava dentro e fuori di lei, un rumore umido e schioccante che riempiva la stanza. I seni di Lena sobbalzavano a ogni spinta, e lei li afferrò, li strinse, pizzicò i suoi capezzoli duri. «Scopami», urlò, «scopami più forte.» Lukas obbedì, conficcando il suo cazzo in profondità nella sua fica, ogni spinta un colpo che la spingeva più a fondo nel letto. Sentì l’orgasmo crescere, un’ondata di calore e luce che le attraversava il corpo. «Vengo», gridò, «vengo!» E poi esplose, un’esplosione di piacere che la scosse tutta. I suoi muscoli si contrassero attorno al cazzo di Lukas, e lui gemette forte mentre veniva dentro di lei, calde e spesse scariche di sperma che riempivano la sua fica. Lei lo sentì colare fuori, lungo le sue cosce, una sensazione calda e umida.
Felix era ancora lì in piedi, il volto una maschera di eccitazione e invidia. Si masturbava, più veloce ora, e Lena vide il suo glande arrossarsi. «Vieni qui», disse, la voce rauca. «Vieni e mostrami cosa vuoi.» Lui si avvicinò, e lei si chinò in avanti, aprì la bocca. Il suo cazzo era liscio e caldo quando lo prese in bocca. Assaporò il suo sudore, la sua eccitazione, e succhiò forte, facendo roteare la lingua attorno al glande. Felix gemette, le afferrò i capelli, e lei sentì che si muoveva nella sua bocca. «Sì», ansimò, «succhialo, succhialo a fondo.» Lei lo prese più a fondo, fino a toccarle la gola, e lui soffocò leggermente, ma lei continuò. Lukas si inginocchiò accanto a lei, il suo cazzo flaccido ancora bagnato dal suo succo, e le accarezzò la schiena. «Lo stai facendo bene», disse. Felix spinse, duro, e lei sentì che veniva, liquido caldo e salato che le riempiva la bocca. Lei deglutì, deglutì tutto, finché lui si ritirò, esausto.
Cadderono uno accanto all’altro sul letto, tutti e tre, sudati e senza fiato. Lena giaceva tra di loro, sentiva il calore dei loro corpi, l’umidità tra le sue gambe. Felix si girò verso di lei, la baciò, e lei assaporò il proprio succo sulle sue labbra. “Grazie”, sussurrò lui. Lei sorrise, appoggiò la testa sul suo petto. La mano di Lukas era sul suo ventre, scese più in basso, trovò la sua fica ancora sensibile. Lei sussultò, ma non lo spinse via. La serata era ancora giovane, e i limiti del gioco erano ancora lontani dall’essere raggiunti. Sapeva che Felix l’avrebbe scopata più tardi, che Lukas avrebbe guardato, che l’avrebbero fatto di nuovo, ancora più selvaggiamente, ancora più sporcamente. Ma per il momento giaceva lì, intrappolata tra due uomini, appagata e soddisfatta, e sentiva come il desiderio continuasse a bruciare dentro di lei.
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