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Tre in una notte

Racconti Terzetto · circa 9 min di lettura · Vietato ai minori di 18

«Hai davvero accettato?» La risata di Lara suona beffarda, i suoi occhi brillano alla luce delle candele. Fisso il telefono, dove lampeggiano le chat degli ultimi giorni. «Sì. E ora sono qui come un idiota.» Il bar sul porto odora di sale e d’estate, fuori l’acqua luccica sotto i lampioni.

Lara sorseggia il suo cocktail, scrutandomi oltre il bordo del bicchiere. «Non preoccuparti, è molto simpatica. E aperta a… cose nuove.» Il suo ammiccamento è come una scossa elettrica. Deglutisco a fatica.

Poi appare lei. Riccioli scuri cadono su un vestito senza spalle che sottolinea ogni suo passo. «Mira, immagino?» La mia voce raschia, come arrugginita. Lei sorride, si siede con noi. La conversazione scivola su lavoro e viaggi, ma sotto la superficie crepita qualcosa come la tensione prima di un temporale. La mano di Lara scivola sul braccio di Mira – un gesto familiare, possessivo. «Siamo migliori amiche dall’università», spiega Mira inclinando la testa. «E abbiamo un gioco.»

«Un gioco?» Le mie sopracciglia si sollevano.

«Facciamo swipe insieme», dice Lara. «E ciò che ci piace, lo condividiamo.» Il suo sguardo fluttua tra Mira e me, un legame invisibile. «Stasera abbiamo entrambe fatto swipe a destra.»

Il sangue mi sale alla testa, mi scalda la nuca. Intendono…? «Voi due… con me?» La mia voce è più roca del previsto. Mira annuisce lentamente, il suo indice traccia cerchi sul tavolo, come se modellasse pensieri. «Se vuoi.»

Paghiamo, camminiamo in tre lungo la passeggiata sul lungomare. Il vento soffia caldo, porta odore di sale e le risate dei passanti. La mano di Lara trova la mia schiena, scende più in basso, fino a posarsi sulla cintura dei miei pantaloni. Allo stesso tempo Mira sfiora il mio braccio, una promessa delicata. Sono intrappolato tra loro, ogni passo un battito cardiaco.

Nel loro appartamento – soffitti alti, candele su ogni tavolo – mi lascio cadere sul divano. Loro scompaiono per un attimo in bagno, sento i loro sussurri attraverso la porta. Quando tornano, hanno cambiato i vestiti: Lara indossa una sottile sciarpa di seta, avvolta intorno al seno, i capezzoli si delineano. Mira porta un reggiseno di pizzo nero e solo uno slip che cela quasi nulla. Il mio respiro si blocca.

Lara si siede accanto a me, le sue dita vagano sulla mia camicia, la sbottonano con una lentezza che mi fa impazzire. Mira si inginocchia davanti a me, apre la mia cintura con un clic metallico. «Abbiamo discusso come vogliamo farlo», dice Lara a bassa voce. «Nessuna regola, solo noi tre.» Le sue labbra sfiorano il mio collo, succhiano dolcemente la pelle, mentre le mani di Mira aprono i miei pantaloni.

Sento la lingua di Lara al mio orecchio, umida e calda, mentre Mira mi afferra il cazzo attraverso il tessuto. Un gemito mi sfugge, profondo e roco. “Ti piace?” sussurra Lara, la sua voce un soffio. Annuisco in silenzio, incapace di parlare. Mira mi abbassa i boxer, il mio membro scatta libero, duro e pronto. Lei lecca una volta la punta – un tratto tiepido e umido che mi fa sussultare.

Lara scosta la sciarpa di seta, i suoi seni premono contro il mio petto, i capezzoli duri, che sfiorano la mia pelle. Mentre mi bacia – un bacio profondo, esigente, che sa di menta e desiderio – Mira mi prende il cazzo in bocca. La sua testa si muove su e giù, la sua lingua circonda il glande, una danza abile. Affondo le dita nei suoi riccioli, tiro dolcemente mentre lei scende più in profondità.

“Cambio”, ordina Lara a bassa voce, la sua voce ferma. Subito Mira lascia la presa, scivola verso l’alto, i suoi seni oscillano. Lara scivola giù da me, afferra la mia punta bagnata con le labbra, succhia con un ritmo perfetto. Mira si china su di me, i suoi seni fluttuano davanti al mio viso. Apro la bocca, succhio un capezzolo, mentre lei geme piano, gettando indietro la testa. La lingua di Lara lavora abilmente, il suo ritmo è un’arte. Sento l’onda arrivare, la pressione nel basso ventre, ma non voglio ancora.

“Fermo”, ansimo, la mano sul suo braccio. Lara si stacca sorridendo, le sue labbra lucide. “Vuoi entrambe, vero?”

Mi aiutano a togliere i vestiti rimasti, le loro mani ovunque, finché sono nudo. Poi Mira mi conduce in camera da letto – un letto enorme con lenzuola bianche, candele che tremolano sul comodino. Mi sistemano al centro, poi si arrampicano accanto a me, i loro corpi caldi e profumati.

Mira si siede a cavalcioni sul mio viso, il suo slip è umido, sento la sua eccitazione, un profumo dolce-salato. Lara si inginocchia accanto a me, accarezza con le dita il mio petto, gli addominali, l’interno delle mie cosce. Alzo la testa, lecco attraverso il tessuto sottile il clitoride di Mira. Lei geme, si preme contro di me, il suo bacino ruota. Contemporaneamente, Lara afferra il mio cazzo, lo guida verso la sua bocca, ma lo lascia immergere solo un attimo, un assaggio provocante.

“Ti voglio”, dice, la voce roca di desiderio. Si sfila lo slip, il pezzo cade a terra. Apre le gambe sopra il mio bacino, e sento la sua umidità sulla mia punta, calda e invitante. “Sì”, sussurro, e lei si cala su di me. Un sospiro comune, mentre mi accoglie completamente, le sue pareti si chiudono intorno a me. Inizia a muoversi, lenta, ondulata, un saliscendi che mi trascina in un ritmo. Mira scivola più in basso, il suo slip è ora spostato di lato, e immergo la lingua nella sua fessura umida, sento il calore, odorò il suo muschio. Il suo sapore è dolce, salato, intenso.

Cavalcammo per un po’ – Lara su di me, la mia bocca su Mira, un circolo di piacere. I movimenti di Lara si fanno più rapidi, il suo respiro è a scatti. Sento come si contrae, un primo tremito che le attraversa le cosce. “Presto…”, ansima, ma voglio che aspetti, che prolunghiamo questo momento. Le premo i fianchi verso il basso, fermo il movimento, lei si blocca. “Non ancora.”

Lei sorride, capisce subito. Scende da me, si sdraia accanto a Mira, la sua mano accarezza la schiena di Mira. “Tocca a te”, dice alla sua amica, un invito. Mira si mette a carponi, il bacino sollevato, lo slip scivola di lato, rivelando la sua fica umida. Mi inginocchio dietro di lei, accarezzo le sue labbra, sento il calore, la disponibilità. Con una mano guido il mio cazzo verso di lei, scivolo lentamente dentro, centimetro dopo centimetro. Sono entrambe così strette, così diverse – Lara morbida ed esigente, Mira soda e profonda. Mira geme forte quando sono completamente dentro di lei, la testa le cade in avanti. Inizio a spingere, prima lentamente, poi più veloce, ogni spinta un colpo alla mia stessa eccitazione. Lara ci osserva, la sua mano scende tra le sue gambe, gioca con la sua clitoride umida.

“Toccala”, dico a Lara, la voce roca per la tensione. Subito lei infila la mano sotto Mira, le sue dita trovano il clitoride, lo massaggiano con movimenti circolari. Mira quasi urla, il suo corpo si tende, la schiena si inarca. Sento come si contrae intorno a me, a ondate, e questo porta anche me sull’orlo. Mi ritiro, non voglio venire prima di lei.

“Voglio sentirti”, sbuco fuori, le parole quasi incomprensibili. Cambio posizione, mi sdraio sulla schiena. “Mira, siediti sulla mia faccia. Lara, cavalcami.” Obbediscono senza esitare, come se l’avessero provato. Lara monta il mio cazzo, il suo peso si abbassa lentamente finché non sono completamente dentro di lei. Mira si sistema sulla mia bocca, la sua fessura umida direttamente sulle mie labbra. Le sento entrambe contemporaneamente – il calore della vagina di Lara, che si contrae ritmicamente intorno a me, e il sapore salato dell’eccitazione di Mira, che mi cola sul mento. Si muovono in sincronia, una danza di due corpi che mi incanta. Lara mi cavalca forte, i suoi seni sobbalzano, il suo respiro diventa a scatti. Lecco Mira, succhio il suo clitoride, finché non sussulta, il suo corpo si tende e il suo orgasmo la travolge – un getto umido che mi scorre sul viso, caldo e salato. Lei urla, cade di lato, ansimante, le dita tra i miei capelli.

Lara è vicina, lo sento dai suoi fianchi che si tendono, dal modo in cui si aggrappa a me. «Vieni con me», sussurro, e lei annuisce, con gli occhi chiusi. Spingo in profondità dentro di lei, un ultimo, potente affondo, mentre l’apice mi travolge. Il mio seme sgorga, caldo e inarrestabile, mentre lei si contrae intorno a me, il suo stesso orgasmo la scuote, un lungo, vibrante tremore. Veniamo insieme, un istante senza fine in cui il mondo si ferma. Poi crolla su di me, ansimante, il suo cuore batte contro il mio.

Restiamo lì, intrecciati, corpi un reticolo di braccia e gambe. Mira si stringe al mio fianco, la sua testa nell’incavo della mia spalla, Lara dall’altro lato, il suo respiro sfiora il mio petto. Il sudore si asciuga sulla nostra pelle, ci incolla l’uno all’altra. «È stato…», comincio, le parole troppo pesanti.

«… perfetto», conclude Lara la frase, la sua voce stanca e soddisfatta. Mira ride piano, un gorgoglio sommesso. «Partita vinta.»

Le stringo entrambe più forte a me, sento il calore dei loro corpi. La notte è ancora giovane, fuori l’acqua luccica al chiaro di luna, dentro siamo noi tre, un nodo di pelle e respiro. E lo so: questa notte non sarà l’ultima.

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