Il vapore si posa come un secondo corpo sulla nostra pelle, umido e pesante, aprendo ogni poro a ciò che verrà. «Credi che se ne accorga?» La voce di Mara è roca, appena un graffio nell’orecchio, mentre sprofonda accanto a me sulla panca di legno. La sua coscia preme contro la mia, bagnata e calda, la pelle viscida di sudore. Dall’altro lato, Lina si lascia cadere – lentamente, come se volesse assaporare ogni istante. La sua pelle brilla, perle di condensa scendono tra i suoi seni, tracciando un solco lungo il ventre, giù fino all’ombra scura tra le sue gambe, dove il tessuto del suo slip da bagno già si tende. I miei occhi seguono quel solco, si fermano sul leggero rigonfiamento sotto la stoffa bagnata, e sento il respiro farsi più corto.

Il primo sguardo
Scuoto la testa, anche se non lo so. Lina mi aveva già guardata nello spogliatoio – quello sguardo indagatore che chiede più di quanto le labbra direbbero mai, che sembrava strisciare dritto nei miei pensieri. «È curiosa», sussurro a Mara, la mia voce appena udibile sopra il sibilo del vapore. La sua mano trova la mia coscia, e il calore rende quel tocco qualcosa di più intenso, come se ogni poro fosse un nervo scoperto. Le sue dita salgono più in alto, sfiorano l’interno della mia coscia, e sento il mio corpo tendersi.
Lina versa acqua sulle pietre. Un getto di vapore sibilante si solleva, per un istante è solo una sagoma nel bianco, un’ombra di calore e desiderio. Poi il suo corpo riemerge: sodo, flessuoso, ogni linea un invito. I suoi seni sono pieni e pesanti sotto il tessuto sottile, i capezzoli si delineano, duri e imperiosi. Si siede sulla panca superiore, proprio davanti a noi. Le gambe leggermente divaricate, le braccia appoggiate, il suo sguardo passa da Mara a me – e si ferma sulla mia mano, che ancora riposa sulla coscia di Mara. Un sorriso le sfiora le labbra, un sorriso sapiente, promettente.
«Abbastanza caldo per voi?» La sua voce ha quel tono canzonatorio che ogni volta mi conficca una fitta nelle viscere, che mi colpisce dritta al grembo. Mara non risponde, ma si avvicina. Il suo torace sfiora il mio braccio, la pelle umida sembra succhiarsi a me, come se non volesse più lasciarmi andare. Sento il calore del suo corpo, il battito del suo cuore, che credo di percepire attraverso il suo petto.
„Potrebbe essere più caldo“, dico, la voce rauca. Le mie dita risalgono lungo la coscia di Mara, fino a sfiorare il bordo del suo costume da bagno. Il tessuto è fradicio, incollato alla sua pelle, e sento il calore che pulsa al di sotto. Lina osserva il movimento, i suoi occhi si socchiudono. Si passa la lingua sulle labbra – lentamente, con voluttà, come se avesse tutto il tempo del mondo. La sua lingua scorre sul labbro inferiore, e immagino come si sentirebbe, morbida e calda. La stanza è piena di aria pesante e del profumo di eucalipto, che si mescola al nostro sudore, un cocktail inebriante di calore e desiderio.
Il gioco ha inizio
Mara afferra il mio polso, le sue dita sono umide e tremanti, e guida la mia mano più in basso. Sento il calore tra le sue gambe, il tessuto che si è già inzuppato, che aderisce e tende. Quando raggiungo l’arco del suo pube, lei emette un respiro sommesso, un sospiro che si soffoca nella nube di vapore. Lina si agita sulla panca, un’inquietudine che non può nascondere – o non vuole. Le sue cosce si serrano, si rilasciano di nuovo, e vedo la sua mano muoversi involontariamente verso il proprio grembo, prima di lasciarla ricadere.
„Continuate“, dice lei. Non una domanda. Un’ingiunzione. La sua voce è roca, impastata, il desiderio in essa inconfondibile.
Guardo Mara. Lei annuisce – appena percettibile, ma abbastanza chiaro. I suoi occhi sono semichiusi, le pupille dilatate, la bocca leggermente aperta. Poi sposto da parte il tessuto bagnato. La pelle sottostante è liscia, calda, e quando passo due dita sulla sua fessura, sento quanto è già bagnata. L’umidità mi scorre sulle dita, calda e scivolosa. Scivolo dentro di lei, senza resistenza, è aperta e pronta.
Mara geme sommessamente, la sua testa cade all’indietro, la gola scoperta. Lina si sporge in avanti, le mani sulle ginocchia, lo sguardo fisso sul grembo di Mara, come se la sua vita dipendesse da quello. Osserva le mie dita scomparire in Mara, il tessuto incresparsi intorno al mio polso. Il suo respiro si fa più rapido, i suoi seni si alzano e si abbassano.
„Mostrale come si fa“, sussurra Lina. „Falla venire.“ La sua voce è poco più di un soffio, ma penetra il vapore come un comando.
Obbedisco. Il mio pollice ruota intorno al clitoride di Mara, una piccola perla dura che si gonfia sotto il mio tocco. Sento come sussulta, come tutto il suo corpo si tende. Le mie dita pompano dentro di lei, un’immersione ritmica nel suo calore umido che la fa gemere. Il suo bacino si solleva verso di me, la sua mano si aggrappa alla mia nuca, le unghie scavano nella mia pelle. Lina è ora molto vicina, il suo respiro sfiora il seno di Mara, caldo e imperioso. Allunga la mano e accarezza il capezzolo eretto di Mara, che sporge sotto il tessuto sottile, duro e appuntito. Lo pizzica, e Mara sussulta, un suono soffocato le esce dalla gola, un gemito che si trasforma in un lamento.
„Ti piace?“, chiede Lina, la sua voce un sussurro direttamente all’orecchio di Mara. La risposta di Mara è un gemito che diventa un grido quando accelero, più profondo. Le sue cosce bloccano la mia mano, i muscoli sussultano, e sento come si contrae intorno a me, una presa pulsante. Un’ultima, profonda spinta – e lei supera il limite. Il suo corpo trema sotto i nostri sguardi, un fremito ondulatorio che percorre tutto il suo corpo. Il suo grido soffoca nel vapore, e sento il suo fluido scorrere lungo la mia mano, caldo e abbondante.
Scambiarsi i ruoli
Restiamo distesi per un po’, i vapori ci avvolgono come un segreto. Il respiro di Mara si calma lentamente, la sua testa poggia sulla mia spalla. Lina si è appoggiata all’indietro, la mano tra le gambe, le dita che si muovono sotto il bikini, un movimento impaziente e cercante. Vedo le sue dita immergersi nel tessuto, i suoi fianchi sollevarsi e abbassarsi leggermente. Ci osserva, i suoi occhi scuri di desiderio. Mara si raddrizza, il suo sguardo è chiaro, deciso. La stanchezza dell’orgasmo è svanita, sostituita da un nuovo fuoco.
„Ora tocca a te“, dice a Lina e afferra la parte superiore del suo bikini. Lina lascia che Mara gliela faccia scivolare sopra la testa. I suoi seni vengono alla luce, pieni e pesanti, i capezzoli scuri e duri, eretti come piccole bacche. Il sudore brilla sulla sua pelle, e devo mordermi le labbra. Mara si china e ne prende uno in bocca. La sua testa si muove ritmicamente, la sua lingua gioca intorno alla punta dura, succhiandola. Lina geme, un suono profondo e gutturale che riecheggia nel silenzio della stanza.
Linas Keuchen riempie lo spazio. Mi avvicino, poso la mano sul suo ginocchio e lo spingo di lato. Lei si apre subito a me, le sue gambe scivolano via, le cosce si aprono come un invito. Scosto il tessuto umido del suo perizoma. È rasata, la pelle liscia e setosa, e l’umidità già le cola lungo la coscia – un filo luccicante che scende dalla sua fessura, un segno appiccicoso e invitante del suo eccitamento. Le sue labbra sono gonfie, rosa e umide, e vedo come si aprono quando lei inspira.
Passo il dito sulla sua fessura, una volta, due volte. Lei sussulta e si preme contro la mia mano, i suoi fianchi si sollevano, cercando più contatto. “Sì”, sussurra. “Lì.” La sua voce è rauca di desiderio, i suoi occhi chiusi.
Penetro in lei, due dita che scompaiono nel suo calore. È stretta e calda, i suoi muscoli mi avvolgono subito, un benvenuto vivo e pulsante. Sento come si contrae intorno a me, un preludio di ciò che verrà. Mentre Mara succhia il suo seno, la lingua che circonda la punta dura, sento tutto il corpo di Linas tendersi. I suoi muscoli giocano intorno alle mie dita, un sussulto ritmico che mi spinge più a fondo. Trovo un ritmo, profondo e lento, un’immersione e un ritiro che la fa gemere. Mara si raddrizza, le sue labbra sono umide, e attira il viso di Linas verso di sé. Si baciano – aperto, esigente, le loro lingue giocano insieme, un suono umido e schioccante che si mescola al sibilo del vapore. Mentre le loro bocche si uniscono, le mie dita scivolano nell’umidità di Linas, sempre più a fondo, sempre più veloci.
L’unione
Sento il mio membro premere contro il costume da bagno, duro ed esigente, un desiderio pulsante che non può più essere ignorato. Mara si stacca dal bacio e mi guarda. I suoi occhi sono vitrei, le sue labbra gonfie. “Toglilo”, dice, la sua voce un comando. Obbedisco. Mi sfilo il costume da bagno, e il mio cazzo balza fuori, duro e umido, il glande lucido nella luce diffusa della sauna. Mara mi osserva mentre slaccia il perizoma di Linas. Nudi sediamo lì, tre corpi che desiderano di più, che gridano per il contatto, per la fusione.
Lina scivola dalla panca, si inginocchia davanti a me. Le sue mani afferrano i miei fianchi, le dita si conficcano nella mia pelle. La sua bocca è calda quando mi accoglie in sé, le sue labbra si chiudono attorno al mio glande. Mi appoggio all’indietro, le mani tra i suoi capelli, e guardo la sua testa scorrere su e giù – uno spettacolo ipnotico. La sua lingua mi accarezza, la sua bocca succhia, e sento l’onda montare dentro di me. Mara si posiziona dietro Lina, le sue dita si immergono nella sua umidità, e Lina geme attorno a me, una vibrazione che mi spinge sull’orlo. I suoi muscoli si contraggono, e sono sul punto di esplodere.
«Non ancora», ansimo e la sollevo. Lei ride, un suono gutturale che riecheggia nel mio grembo, e si lascia cadere sulla panca. Le sue gambe si spalancano, un invito che non posso rifiutare. Mi chino su di lei, le mani sui suoi fianchi, e scivolo dentro di lei. Un grido le sfugge quando sono profondo in lei – bagnata e calda, perfetta. I suoi muscoli mi avvolgono, pulsano, mi attirano più a fondo. Mi muovo lentamente, godendo ogni sussulto del suo corpo, mentre Mara si siede accanto a noi. La sua mano si sposta verso di me, accarezza la mia schiena, mentre io spingo in Lina, sempre più profondo. Lina geme, le sue dita si conficcano nelle mie braccia, le sue gambe si avvolgono attorno ai miei fianchi. Il ritmo accelera, il vapore attorno a noi è denso e caldo, i nostri corpi si fondono. Sento l’orgasmo montare in me, inarrestabile, come un’onda. E quando Lina viene sotto di me, i suoi muscoli si contraggono attorno a me, un ultimo, disperato sussulto, io spingo a fondo in lei e mi lascio andare, il mio sperma irrompe dentro di lei, caldo e abbondante. Il suo grido mi accompagna, un’eco nell’afa che lentamente si spegne. Sprofondiamo insieme, i nostri corpi incollati l’uno all’altro, il vapore ci avvolge, e il calore della sauna custodisce il nostro segreto.
Le voci della community
Ancora nessuna voce — di’ per prima che cosa ti ha eccitata.
