L Lorotica Il portale erotico multilingue

La bottiglia di vino e la terza ragazza

Racconti Terzetto · circa 8 min di lettura · Vietato ai minori di 18

„Allora, chi si fa avanti?“, chiese Lena, lasciando cadere sul tavolo la carta con la scritta „Prova di coraggio“. Il suo sorriso era un misto di curiosità e provocazione. Eravamo seduti in tre in soggiorno, la bottiglia di vino quasi vuota, l’aria densa di calore e alcol. Guardai Marie, la mia amica, poi Mira, la nostra conoscenza comune, che era con noi da qualche ora. Gli occhi di Marie brillavano, un sorriso di sfida le giocava sulle labbra piene, e sentii il polso accelerare.

„Cosa c’è scritto?“, chiesi, afferrando la carta. Lena l’aveva comprata anni prima, un gioco da festa con compiti stravaganti. Lessi ad alta voce: „Bacia il giocatore alla tua sinistra per almeno dieci secondi.“ Marie rise piano, un suono vellutato. „È innocuo“, disse. „Mira, ti va?“

Mira esitò un attimo, la lingua le sfiorò il labbro inferiore. Poi scrollò le spalle, un sorriso le attraversò il viso. „Perché no? È solo un gioco.“ Si chinò verso di me, le sue labbra incontrarono le mie. All’inizio il bacio fu dolce, quasi timido, ma poi divenne più intenso. La punta della sua lingua scivolò sul mio labbro inferiore, una carezza umida e provocante, e sentii Marie stringermi la mano, le sue dita scavarsi nella mia. Contai i secondi dentro di me, ma quando arrivai a dieci, Mira non si staccò. Solo dopo quella che parve un’eternità si ritrasse, il respiro corto, le guance arrossate, le labbra lucide e leggermente gonfie.

„Wow“, disse Lena ridendo, un suono gutturale. „Sono stati più di dieci secondi.“

Marie mi guardò, il suo sguardo scuro e pesante. „Continua così“, mormorò, si chinò e mi diede un bacio rapido e caldo, che sapeva di Mira. Giocammo ancora qualche turno, i compiti divennero più intimi, l’aria intorno a noi sembrava vibrare. „Togliti un capo d’abbigliamento“, „Strofinati la guancia contro quella dell’altro“, „Sussurra qualcosa di sporco all’orecchio del giocatore a destra“. Gli sguardi si fecero più lunghi, i tocchi più intenzionali. A un certo punto ero rimasto solo in boxer, Marie in slip e reggiseno, Mira in una canottiera sottile e mutandine, la pancia nuda, la pelle lucente.

Poi Lena pescò la carta successiva, il suo viso si contorse in un sogghigno. „Questa prova di coraggio è per i due che sono più vicini.“ Fece scivolare la carta sul tavolo. „Dovete farvi venire a vicenda, fino al culmine.“ Gli occhi di Mira si spalancarono, guardò Marie, poi me. „Questo è… pesante“, disse piano, la voce quasi un sussurro.

Marie si alzò, lentamente, quasi con eleganza, e si sedette accanto a Mira sul divano. La sua mano si posò dolcemente sulla coscia di Mira, la pelle nuda sembrava ardere sotto quel tocco. «Non dobbiamo, se non vuoi», disse Marie, la voce morbida come seta. «Ma a me piacerebbe.» Le sue dita tracciavano cerchi sulla coscia di Mira, e vidi Mira deglutire, il suo pomo d’Adamo che si sollevava e abbassava. Chiuse gli occhi, respirò a fondo, il petto che si sollevava sotto il tessuto sottile. «Okay», sussurrò, e la parola rimase sospesa nell’aria, carica di promesse.

Osservai Marie chinarsi verso Mira e baciarla. Con tenerezza, in modo esplorativo, le loro labbra si aprirono come petali. Le loro mani vagarono sul tessuto della canottiera, e sentii il mio cazzo indurirsi nei boxer, un pulsare che attraversava tutto il mio corpo. Marie tolse la canottiera di Mira, i suoi seni apparvero, sodi e rotondi, i capezzoli già eretti, duri come piccole perle. Ne prese uno in bocca, leccò e mordicchiò, la lingua che giocava attorno alla punta, mentre la sua mano scivolava nelle mutandine di Mira. Mira gemette piano, la testa cadde all’indietro, la gola scoperta e vulnerabile.

«Vieni qui», disse Marie a me, la voce roca di desiderio, e indicò il posto accanto a Mira. Mi sedetti, il mio membro premeva contro il tessuto, una pressione calda e pulsante. Marie mi tolse i boxer, il mio cazzo balzò fuori, rigido e pronto. Lo prese in mano, le sue dita si chiusero attorno a me, iniziarono ad accarezzarmi lentamente, mentre continuava a lavorare sul capezzolo di Mira, la sua lingua che girava e succhiava. «Anche tu», esortò Mira, la voce un comando che suonava come miele. «Toccalo.»

Mira esitò, i suoi occhi guizzarono. Poi posò la sua mano sulla mia, che riposava sulla sua coscia. Girai la mano, le nostre dita si intrecciarono. «Va tutto bene», dissi piano, la voce rauca. Lei annuì, la punta della lingua le sfiorò le labbra, e poi afferrò il mio cazzo. La sua mano era calda, il tocco incerto, ma la sensazione mi attraversò come un lampo. Posai la mia mano sopra la sua e la guidai, mostrandole il ritmo che mi piaceva – lento, deciso, poi più veloce. Marie si staccò dal seno di Mira e mi baciò, la sua lingua penetrò nella mia bocca, mentre la sua mano continuava a lavorare sul mio asta, una danza perfetta e sincrona.

Così ce ne stavamo seduti, un cerchio di piacere. Marie leccava il lobo dell’orecchio di Mira, sussurrandole qualcosa, una promessa calda e sporca che non capivo, ma Mira gemeva più forte, il suo corpo tremava. Sentivo la tensione crescere dentro di me, il mio bacino si muoveva involontariamente contro le mani, un ritmo animalesco. Marie mi baciò di nuovo, la sua lingua giocava con la mia, e io affondai le dita nei suoi capelli, tirandoli delicatamente. Allo stesso tempo accarezzavo l’interno coscia di Mira, la sua pelle era morbida e umida, e sentivo che tremava.

„Ci sono quasi“, ansimai, le parole uscivano a scatti. Marie accelerò i movimenti, la sua mano divenne più ferma, e la presa di Mira si rafforzò. Venni con un gemito che veniva dal profondo della gola, lo sperma schizzò caldo sulle dita di Marie e sulla pancia di Mira, una striscia bianca e lucente. Mira sussultò quando il liquido caldo la colpì, ma non smise di accarezzarmi finché non fui scosso dai brividi, il mio corpo che si scaricava a ondate.

Marie si leccò le dita, lentamente, con voluttà, gli occhi socchiusi. Poi si chinò verso Mira. „Adesso tocca a te“, disse, la sua voce un sussurro, e scostò le mutandine di Mira. Le sue dita si immersero nella fessura umida, che già brillava, bagnata dal desiderio. Mira ansimò quando Marie cominciò a stimolarla, il suo respiro divenne affannoso, i suoi seni si sollevavano e abbassavano. Osservavo le dita di Marie penetrarla, come Mira si sollevava loro incontro, il suo bacino che ruotava. „Toccami“, gemette Mira, e io posai la mia mano su quella di Marie che sfregava il clitoride di Mira, un piccolo nodo duro sotto le mie dita. Insieme lavorammo su di lei, le nostre dita si fusero, finché non venne con un gemito prolungato, il suo corpo tremò e si inarcò, un grido che rimase sospeso nell’aria.

Marie si staccò da lei e la baciò con devozione, le sue labbra si aprirono per bere i gemiti di Mira. Poi si girò verso di me, i suoi occhi scuri e lucenti. „Non abbiamo ancora finito“, disse, la sua voce una promessa, e mi tirò sul divano. Mi montò a cavalcioni, il suo slip era già umido, una macchia scura sul tessuto. Lo scostò, e sentii il suo calore, un calore umido e invitante, mentre si abbassava su di me. Un sospiro comune ci sfuggì. „Mira, vieni qui“, chiamò, e l’altra donna si alzò, si avvicinò, il suo corpo lucido nella luce soffusa. Marie aprì la bocca, e Mira capì subito. Si mise accanto a noi, e Marie cominciò a succhiarle i seni, la sua lingua giocava con i capezzoli induriti, mentre cavalcava me, il suo bacino ruotava e mi attirava più a fondo dentro di sé. Io afferrai i fianchi di Mira, la tirai più vicina, e lei si chinò verso di me, le sue labbra trovarono le mie, un bacio dal sapore di sale e dolcezza.

Così ci amavamo, una danza di corpi, un ritmo di gemiti e sospiri. Marie si muoveva su di me, sempre più veloce, il suo bacino ruotava, i suoi muscoli interni si contraevano intorno a me. Sentivo la tensione crescere in lei, e venne, il suo grido si spense nel bacio di Mira, il suo corpo tremò e si afflosciò su di me. Rimasi profondo dentro di lei mentre si ritirava lentamente, un ultimo fremito, poi si lasciò cadere accanto a noi, il suo respiro affannoso.

Mira mi guardò, interrogativa, ma anche desiderosa, i suoi occhi ardenti. «Lo vuoi?», chiesi, e lei annuì, un sì muto. La stesi sul tappeto, le sue gambe si aprirono per me, il suo corpo era pronto, umido e aperto. Mi immersi in lei, era stretta e calda, e un gemito le sfuggì. Marie venne accanto a noi, accarezzò i capelli di Mira, le sussurrò dolci parole, mentre io mi muovevo dentro di lei, sempre più profondo, finché entrambi dimenticammo dove eravamo, e solo il piacere contava, il fuoco che ci consumava.

Gefällt dir die Geschichte? Teile sie 🔥

X Reddit Telegram WhatsApp Tumblr kopiert ✓
Valuta: Sii il primo

Le voci della community

Ancora nessuna voce — di’ per prima che cosa ti ha eccitata.

Niente registrazione, niente e-mail — solo il tuo pseudonimo.

Zutritt nur für Erwachsene

Diese Website enthält ausschließlich für volljährige Personen bestimmte Inhalte sinnlicher und erotischer Natur.

Mit dem Eintreten bestätige ich:

Die Bestätigung wird in einem Cookie für 30 Tage gespeichert. Ein Widerruf ist jederzeit durch Cookie-Löschung möglich. Diese Abfrage ersetzt keine technische Jugendschutzsoftware nach § 11 Abs. 1 JMStV; deren Einsatz wird Eltern dringend empfohlen.

Susi · KI-Komplizin (Avatar: AI-generiert via Pollinations.ai Flux, CC0-Stil)Scrivi con Susi