L Lorotica Il portale erotico multilingue

La prima notte sulla tratta

Racconti Prime Volte · circa 11 min di lettura · Vietato ai minori di 18

Lena spinge lo sportello dell’auto, l’aria serale irrompe, pesante del profumo dei pini e della terra umida. Allunga le gambe, che dopo sei ore di viaggio formicolano, e sente come il tessuto stretto dei suoi shorts si incava negli incavi del suo grembo. La sua fica pulsa sotto il tessuto sottile, un desiderio umido che non vuole nominare, ma che sente a ogni movimento della coscia. Le labbra già si appiccicano leggermente, umide per l’attesa che si diffonde nel suo bassoventre. Accanto a lei scende Felix, le sue mani si passano tra i capelli scuri. Il campeggio è deserto, solo la loro tenda è già montata, gialla nell’ultima luce. Hanno parlato per tutto il viaggio, riso, ascoltato musica – ma da quando srotolano il sacco a pelo, qualcosa è diverso. Una tensione che cresce, un legame invisibile che attira i loro sguardi sempre l’uno verso l’altro. Le mutandine di Lena sono già inzuppate, un succo appiccicoso le cola lentamente lungo le cosce, mentre il suo corpo si prepara a ciò che verrà.

La decisione

Lena si appoggia al cofano, il metallo freddo si preme attraverso il tessuto sottile del suo top nella sua schiena. Felix si avvicina, i suoi passi sono lenti, esitanti. La sua spalla sfiora la sua, un tremito la attraversa, una scossa elettrica che spara direttamente nella sua fica umida. “Potremmo ancora fare un giro”, dice, ma la sua voce suona rauca, quasi spezzata dal desiderio. Lei scuote la testa, posa una mano sul suo petto. “Voglio qualcos’altro.” Le sue dita sentono il suo battito cardiaco sotto la maglietta sottile, la lastra dura dei suoi pettorali che si tendono sotto il suo tocco. Lui deglutisce, il suo pomo d’Adamo sobbalza. “Anch’io.” Non è una grande confessione, piuttosto un sussurro che cambia l’aria, la rende pesante e densa. La mano di Lena scende più in basso, sul suo ventre, i muscoli addominali duri sussultano sotto i suoi polpastrelli, fino a quando non palpa il contorno duro del suo cazzo sotto i jeans. Il tessuto si tende sull’erezione possente, lei può sentirne chiaramente la lunghezza e lo spessore. Felix sussulta, il suo respiro si blocca, un gemito sommesso sfugge dalle sue labbra. “Cazzo, Lena”, fa uscire, le sue mani trovano i suoi fianchi e la tirano più vicino.

Si dirigono verso la tenda, la notte cala rapida, le prime stelle iniziano a brillare. All’interno è caldo, il sacco a pelo è disteso, morbido e invitante. Lena si siede, con le ginocchia piegate, Felix si accovaccia davanti a lei. I loro sguardi si incontrano, una comunicazione silenziosa, più forte di qualsiasi parola. “Sei sicura?”, chiede lui, la voce tremante. Lei annuisce, gli scosta una ciocca dalla fronte, le sue dita si soffermano sulla sua guancia. “Lo voglio con te. Voglio sentire il tuo cazzo dentro di me.” Le sue dita cercano l’orlo della sua maglietta, la sollevano. Lui l’aiuta, il tessuto scivola sulle sue spalle, rivelando il suo torso. Il suo petto è stretto ma asciutto, la pelle chiara nella penombra, coperta da un sottile strato di sudore. Lei vi appoggia i palmi, sente il calore, i piccoli rilievi delle costole, i capezzoli duri che si rizzano al suo tocco. Felix respira più velocemente, i suoi occhi sono spalancati, le pupille dilatate. Lena si sporge in avanti e prende uno dei suoi capezzoli in bocca, lo succhia finché lui non ansima, finché non si contorce sotto di lei. La sua lingua gioca attorno alla punta dura, mentre la sua mano massaggia l’altro capezzolo. “Sì, proprio così”, geme lui, le sue mani si infilano tra i suoi capelli.

Lena si toglie la propria canottiera, la getta da parte. I suoi seni cadono liberi, sodi e rotondi, i capezzoli duri e scuri nel crepuscolo. Lui li guarda, esita, poi li tocca, le sue dita tracciano cerchi attorno ai capezzoli. Lei ansima piano, la schiena si inarca. «Di più», sussurra. «Succhiami le tette.» Lui si piega in avanti, la sua bocca trova un capezzolo, ci succhia, mentre la sua mano impasta l’altro seno. Un’ondata di calore le attraversa il basso ventre, stringe le cosce, sente la sua fica diventare ancora più umida, come il succo le coli e inzuppi le mutandine. Si stende sul sacco a pelo, Felix si sdraia accanto a lei, la sua mano vaga sul suo ventre, fino all’orlo dei suoi pantaloncini. Lei li sbottona da sola, solleva i fianchi, lui tira giù il tessuto, le mutandine seguono subito. Le sue gambe sono nude, il sacco a pelo graffia la pelle, un contrasto piacevole. Lui accarezza l’interno della sua coscia, un tocco leggero che la fa tremare. «Sei così morbida», mormora. Le sue dita scivolano oltre, la trovano umida tra le gambe. Lei geme forte, preme la testa nel cuscino, le sue mani si aggrappano al sacco a pelo. Le sue dita sfiorano le sue labbra vaginali, già lisce e bagnate, che si aprono sotto il suo tocco. Lui infila un dito nella sua fica e lei quasi urla, lo shock della penetrazione fa vibrare il suo corpo. La sua fica è stretta e calda, si succhia attorno al suo dito. «Scopami con le dita», sussurra rauca. «Preparami per il tuo cazzo grosso.» Lui obbedisce, infila due dita nella sua cavità umida, la scopa con le dita, mentre il suo pollice le gira attorno al clitoride, sfregando la punta sensibile. Il suo bacino si solleva verso di lui, preme le sue tette contro il suo petto, le sue mani trovano la sua nuca. «Sì, più a fondo», geme, il suo respiro si fa corto. «Sono pronta», dice, la sua voce un tremito rauco. «Voglio sentire il tuo cazzo dentro di me.»

Felix si raddrizza, apre i pantaloni con dita tremanti. Il suo membro emerge, duro e lungo, almeno venti centimetri, il glande luccica nella luce fioca, una goccia densa di liquido preseminale sgorga dall’apertura e scivola lentamente lungo l’asta. Lui vi passa sopra, espira profondamente, la sua mano avvolge la lunghezza rigida. Lena lo osserva, un pulsare nel suo grembo, una sensazione di vuoto che solo lui può colmare. Allarga le gambe, le ginocchia cadono all’infuori, la sua fica è aperta, lucida di umidità, le labbra gonfie e pronte. Lui si inginocchia tra di esse, le sue cosce tremano per la tensione. «Piano», dice lei, e lui annuisce, si morde il labbro inferiore. Si mette in posizione, il glande tocca la sua apertura umida, il calore del suo corpo avvolge la sua punta. Un dolore lancinante la attraversa quando lui spinge i primi centimetri nella sua fica stretta, lei si morde il labbro, il suo corpo si tende. Felix si ferma, il suo volto è contratto per la concentrazione. «Tutto bene?», chiede, la voce sottile, appena udibile. Lei annuisce, respira a fondo, si concentra sulla sensazione di distensione. «Sì, continua. Scopami piano.»

Lui si spinge dentro, millimetro dopo millimetro, il suo glande si infila attraverso l’apertura stretta. La sensazione è estranea, una distensione che la riempie, il suo grembo si succhia attorno alla sua lunghezza. Stringe gli occhi, si concentra sul respiro. Le pareti della sua fica si contraggono, lo abbracciano, si adattano alla sua forma. Felix resta immobile, il suo viso è teso, una goccia di sudore gli scende sulla fronte, le sue vene sporgono. «Non fa più male», sussurra lei dopo un po’, la voce rauca. Lui si muove, un primo, esitante avanti e indietro, i suoi fianchi spingono contro i suoi. Il calore si diffonde, un pulsare sordo nella sua fica, che lentamente si trasforma in un desiderio ardente. Lei solleva i fianchi, lo accoglie più a fondo, la sua fica si apre per lui. Ora lui geme, i respiri diventano più veloci, irregolari. Lei apre gli occhi, lo vede sopra di sé, il volto contratto per lo sforzo, i muscoli delle braccia e delle spalle tesi. Accarezza con le dita la sua mascella, le sue labbra. «Non fermarti», dice, la sua voce un comando. «Vieni nella mia fica. Riempimi del tuo latte.»

I suoi movimenti diventano irregolari, affonda il cazzo in profondità dentro di lei, i testicoli sbattono contro il suo culo. Poi si ferma, un tremore gli attraversa il corpo, gli occhi chiusi. Lui geme forte, un grido che riecheggia nel silenzio della notte, mentre si riversa dentro di lei. Lei sente il calore del suo latte che le schizza nella fica, un formicolio che la fa indurire ancora di più. Un getto dopo l’altro, caldo e denso, la riempie. Lui crolla su di lei, pesante, il cuore che le batte all’impazzata sul petto, il respiro a scatti violenti. Il suo cazzo resta ancora dentro di lei, ammorbidendosi, mentre il suo sperma le cola lentamente fuori, una pozza calda sul sacco a pelo. Lei lo tiene, gli accarezza la schiena, sente i muscoli sotto le sue dita. Restano così per un po’, i rumori della notte filtrano attraverso la tenda, il frinire dei grilli, il vento tra gli alberi. Poi lui alza la testa, il suo sguardo è morbido, quasi vulnerabile. «È stato okay?», chiede. Lei sorride, gli asciuga il sudore dalla fronte. «È stato meraviglioso. Ma non abbiamo ancora finito.»

Il secondo tentativo

Lei si gira, si appoggia su mani e ginocchia, il suo culo sporge in alto, la sua fica luccica bagnata di sperma e del suo stesso succo, le labbra gonfie e rosse. La posizione le dà una sensazione di controllo, di potere. Felix capisce subito, le si mette dietro. Le sue mani le afferrano i fianchi, salde e esigenti, le dita le affondano nella carne. Il suo cazzo è già di nuovo duro, l’erezione è impressionante, il glande rosso scuro. Lei sente che lui sfiora con la punta le sue labbra umide, la prende in giro, prima di penetrarla lentamente. Questa volta è più facile, la sua fica è pronta, larga per la sua prima eiaculazione. Lui scivola in profondità dentro di lei, una lunga spinta fluida che la riempie fino in fondo. Lei geme forte, la testa le cade in avanti. «Sì, fottermi forte», geme. «Prendimi da dietro.»

Inizia a spingere, prima lentamente, poi più velocemente, i suoi fianchi sbattono contro il suo culo, un rumore umido e schioccante riempie la tenda. Ogni spinta spinge il suo cazzo più a fondo nella sua fica, lei sente come lui dilata le sue pareti interne, come colpisce ogni punto sensibile. Si appoggia sui gomiti, abbassa il busto, solleva il culo ancora più in alto. «Sì, proprio così», ansima. «Più a fondo. Squarciami.» Sente le sue dita trovare il suo culo, mentre lentamente infila un dito nel suo ano stretto. Lo shock della doppia penetrazione la fa urlare, la sua fica si contrae, stringe il suo cazzo ancora più forte. «Cazzo, Felix, sì!», grida. Lui muove il dito nel suo culo al ritmo delle sue spinte, dilatandola da entrambe le estremità. Il suo respiro si fa affannoso, gocce di sudore cadono dalla sua fronte sulla sua schiena. Lei sente un secondo orgasmo crescere dentro di lei, la tensione accumularsi nel suo basso ventre, come un fuoco che si diffonde. La sua fica inizia a pulsare, lei si preme contro di lui. «Vengo», geme. «Scopami fino all’orgasmo.»

Lui spinge il suo cazzo più a fondo, le sue dita nel suo culo si muovono più veloci. E poi l’onda la travolge, un’ondata di piacere che la scuote, che afferra tutto il suo corpo. Lei grida il suo nome, tutto il suo corpo trema, la sua fica si contrae, massaggia il suo cazzo a ogni contrazione. Sente che lui si riversa di nuovo dentro di lei, un secondo getto di latte caldo che le spruzza nelle profondità. Lui si ferma, il suo corpo trema, poi sprofonda su di lei, il suo petto premuto contro la sua schiena. Giacciono lì, intrecciati, sudati, senza fiato. Le sue mani trovano le sue, le dita si intrecciano. Lei sente il suo sperma colare fuori da lei, una scia calda. Gira la testa, cerca il suo sguardo. «È stata la decisione migliore», sussurra. Lui bacia la sua spalla. «Abbiamo ancora un’intera settimana.» E lei sorride, sente il suo cazzo diventare lentamente molle dentro di lei, mentre la notte li avvolge, piena di promesse per le notti che verranno.

Gefällt dir die Geschichte? Teile sie 🔥

X Reddit Telegram WhatsApp Tumblr kopiert ✓
Valuta: Sii il primo

Le voci della community

Ancora nessuna voce — di’ per prima che cosa ti ha eccitata.

Niente registrazione, niente e-mail — solo il tuo pseudonimo.

Zutritt nur für Erwachsene

Diese Website enthält ausschließlich für volljährige Personen bestimmte Inhalte sinnlicher und erotischer Natur.

Mit dem Eintreten bestätige ich:

Die Bestätigung wird in einem Cookie für 30 Tage gespeichert. Ein Widerruf ist jederzeit durch Cookie-Löschung möglich. Diese Abfrage ersetzt keine technische Jugendschutzsoftware nach § 11 Abs. 1 JMStV; deren Einsatz wird Eltern dringend empfohlen.

Susi · KI-Komplizin (Avatar: AI-generiert via Pollinations.ai Flux, CC0-Stil)Scrivi con Susi