La porta della sauna in legno massello si chiude come un sigillo. Felix resta immobile per un battito di cuore, prima che l’aria surriscaldata lo avvolga: secca, imperiosa, carica dell’odore di quercia umida e di concentrato per infuso pungente. La brace nel forno arde rossa attraverso la grata, un occhio famelico. Due corpi sono già distesi sulle panche superiori: Marlene e Konstantin, i suoi amici più cari dell’università. Dalla laurea non si erano più visti tutti e tre – questo appuntamento alle terme era stata un’idea spontanea di Konstantin.

Felix fa un respiro profondo, il calore gli penetra nei polmoni, li dilata. Sente la quotidianità cadergli di dosso – le preoccupazioni per il lavoro, le piccole tensioni delle ultime settimane –, tutto si dissolve in questa brace secca. La sua pelle inizia subito a formicolare, mentre il calore si insinua attraverso i pori. Osserva Marlene mentre si stiracchia, l’asciugamano scivola, scoprendo un tratto del suo fianco. Il suo sguardo è velato, pigro, ma quando lo riconosce, si illumina.
“Finalmente, Felix”, esclama Marlene. Il suo viso luccica di sudore, i capelli le aderiscono in ciocche scure e umide alle tempie e alla nuca. Indossa solo un sottile asciugamano, avvolto morbidamente attorno ai fianchi. Konstantin è sdraiato supino, le mani intrecciate dietro la nuca, i pettorali contratti, come se assorbisse in sé la forza del calore. Felix posa il suo asciugamano sulla panca inferiore e si siede, le braccia attorno alle ginocchia, il legno sotto le sue cosce quasi insopportabilmente caldo.
Chiacchierano dei vecchi tempi – le loro voci attutite dal silenzio della stanza, dal lieve sibilo della stufa. Il calore si insinua nei muscoli di Felix, li rende morbidi e cedevoli. Le cosce di Marlene luccicano umide, e quando si gira per versare un mestolo d’acqua sulle pietre, il suo asciugamano scivola per un attimo – la pelle nuda balena, prima che lei lo tiri su con noncuranza. Felix si morde il labbro. Ricorda quella festa in cui Marlene giaceva in bikini a bordo piscina, come già allora desiderasse il suo corpo, ma non avesse mai trovato il coraggio di mostrarlo. Ora, in questo calore racchiuso, tutto sembra possibile.
Konstantin si mette a sedere, versa una nuova porzione d’acqua. Il vapore sibila, li avvolge in una nuvola di calore e umidità che rende la stanza ancora più intima. “Vi ricordate la notte di festa dopo l’ultimo esame?”, chiede. Marlene ride. “Felix, che si è addormentato in cucina e noi lo abbiamo svegliato con i chicchi di caffè?” Felix sorride. “E tu, Konstantin, hai flirtato con la compagna di corso finché non ti ha dato uno schiaffo.” Konstantin ride fragorosamente. “Era solo troppo pudica.” Ma i suoi occhi intanto vagano sul corpo di Marlene, si fermano sui suoi seni che si delineano sotto il sottile asciugamano.
I discorsi si fanno più sommessi, più intimi. Felix nota come lo sguardo di Marlene si soffermi sul petto nudo di Konstantin, coperto da una sottile pellicola di sudore – ogni muscolo si staglia nitido. Lui stesso non riesce a staccare gli occhi dai suoi seni, che si delineano sotto l’asciugamano sottile: sodi, con i capezzoli duri che il tessuto umido riesce a malapena a celare. Il calore offusca i confini tra di loro. Konstantin getta indietro la testa, chiude gli occhi. “Non mi rilassavo così da tanto tempo”, mormora. Marlene scivola più vicina a Felix, la sua coscia bagnata sfiora la sua – la pelle è liscia e bruciante. Lui non indietreggia. Invece, sente i piccoli peli sul suo braccio rizzarsi, un formicolio elettrico che parte dal loro contatto.
“Sei stanco?”, chiede lei a bassa voce, la voce rauca per il vapore, con un accenno di qualcosa di nuovo. Felix scuote la testa. “No, solo… non so. Questo qui sembra diverso.” Marlene sorride, un sorriso malizioso che lui conosce da prima, ma ora ha una profondità che lo penetra. “Diverso in senso buono?” Konstantin apre gli occhi, li guarda. “Voi due sussurrate? Voglio partecipare anch’io.” Marlene si alza – l’asciugamano cade a terra, senza rumore. Lei è nuda. Il sudore fa brillare la sua pelle, il suo corpo è snello e forte, i seni sodi, i fianchi rotondi, il triangolo scuro tra le sue gambe umido. Si avvicina a Konstantin, si siede a cavalcioni sulle sue cosce, dandogli le spalle, con il viso rivolto verso Felix. “Allora vieni qui”, dice. Felix esita un secondo, poi si alza, il cuore che batte forte e veloce. L’eccitazione si diffonde nel suo ventre, un caldo languore che si irradia fino ai lombi.
Lui si mette di fronte a lei, le mani sulle sue spalle, la pelle calda e liscia. Konstantin accarezza i suoi fianchi, la tira più vicina, le sue dita si affondano leggermente nella sua carne. Felix si china, le sue labbra sfiorano la nuca di Marlene – salata, calda, il suo polso batte sotto la sua lingua. Lei sospira, si appoggia all’indietro contro il petto di Konstantin, abbandonandosi a entrambi. Felix sente lo sguardo di Konstantin su di sé, un misto di curiosità e pura eccitazione. Konstantin sorride. “Sapevo che sarebbe successo”, mormora e stampa un bacio sulla scapola di Marlene, lento, quasi tenero. La sua lingua traccia una scia umida lungo la sua spina dorsale, mentre le sue mani le cingono la vita e la stringono ancora più a sé.
Felix fa scivolare le mani dalle sue spalle ai suoi seni – la sua pelle è vellutata e umida, i capezzoli duri, premono contro i suoi palmi. Lei geme quando lui li pizzica leggermente, un suono che riecheggia nel silenzio della stanza. Konstantin massaggia le sue cosce, le apre di più, le sue dita salgono più in alto, sfiorano le sue labbra. Felix sente il suo pene muoversi, premere contro l’asciugamano, rigido e pulsante. Scioglie l’asciugamano, lo lascia cadere. L’aria lo avvolge, umida e calda, accarezza il suo corpo nudo. Il suo cazzo è eretto, il glande luccica umido per il calore e per una goccia di liquido pre-eiaculatorio che si è già formata.
Marlene si gira verso di lui in ginocchio, i suoi occhi percorrono il suo corpo, si fermano sulla sua erezione. Si lecca le labbra, un’espressione affamata sul viso. “Voglio sentirti, Felix”, sussurra, la voce rauca e roca. Afferra il suo cazzo, le sue dita si chiudono attorno all’asta, calde e salde. Lui geme quando la mano di lei lo avvolge, il movimento lento e provocante. Lei accarezza il glande sensibile, sparge la goccia che vi perla, e poi lascia scorrere la mano su e giù mentre lo guarda. “Sei così duro”, mormora, “così dannatamente duro.” La sua mano accelera il ritmo, massaggia il suo cazzo con colpi decisi e regolari, e lui sente il calore salire nei suoi testicoli, la tensione accumularsi.
Konstantin si è sollevato dietro di lei, le sue mani sono sui suoi fianchi, la tirano indietro. La spinge in avanti finché lei non si inginocchia a quattro zampe sulla panca, il culo sollevato, la fica umida scoperta tra le sue gambe. Felix vede come le sue labbra brillano, come l’umidità sgorga da lei, invitante e calda. Konstantin si china, la sua bocca si avvicina alla sua figa, e poi lei sente la sua lingua – un lungo e ampio colpo attraverso la sua fessura. Marlene geme forte, la schiena si inarca, le dita si aggrappano al legno della panca. “Sì, Konstantin, leccami, leccami la fica”, ansima, la voce tremante di piacere.
Felix sta davanti a lei, il suo cazzo proprio di fronte al suo viso. Lei apre la bocca, prende il glande tra le labbra, e un brivido lo attraversa. La sua lingua circonda la punta, morbida e abile, mentre Konstantin continua a leccarle la fica, la sua lingua penetra in profondità, la riempie. La testa di Marlene si muove avanti e indietro, prende il cazzo di Felix più a fondo in bocca, il suo palato preme contro la parte inferiore dell’asta mentre la sua lingua lo accarezza. Lui sente che quasi soffoca, ma lei non cede, succhia più forte, più a fondo, finché tutto il suo cazzo scompare nella sua bocca calda. Il suo respiro si blocca, lui mette una mano tra i suoi capelli bagnati, la spinge leggermente, guida il suo ritmo.
«Sì, prendilo fino in fondo, troia eccitata», ansima Konstantin, la voce roca per l’eccitazione, mentre affonda la lingua nella sua fica, la spalanca, lecca le sue labbra interne. Infila due dita dentro di lei, sente quanto è stretta e calda, come si contrae attorno a lui. Marlene geme attorno al cazzo di Felix, un suono vibrante che percorre il suo asta fino ai testicoli. Viene per la scopata con le dita, il corpo che trema, la figa che si contrae attorno alle dita di Konstantin, mentre continua a prendere il cazzo di Felix in bocca, coccolandolo con il suo orgasmo.
Konstantin sfila le dita da lei, si sporge in avanti, il petto premuto contro la sua schiena. «Ora voglio fotterti», sussurra nel suo orecchio, la mano che afferra il proprio cazzo, dritto e duro che sporge dall’inguine – lungo, grosso, il glande rosso scuro per l’eccitazione. Marlene lascia scivolare il cazzo di Felix fuori dalla bocca, un ultimo bacio succhiante sul glande, poi si gira. È sdraiata sulla schiena, le gambe spalancate, la fica aperta e bagnata, le labbra gonfie per la lingua e le dita. Konstantin si posiziona tra le sue gambe, il glande del suo cazzo che preme contro la sua apertura, scivola per un attimo sull’umidità che cola da lei.
«Fottimi forte, Konstantin», sussurra lei, gli occhi semichiusi, il corpo che trema di desiderio. Lui spinge, il suo cazzo penetra in lei, scivola in profondità nella sua fica stretta e calda. Marlene grida, un suono acuto e di piacere che riecheggia nel silenzio della sauna. Konstantin la fotte con spinte lunghe e profonde, i suoi testicoli che sbattono contro le sue natiche bagnate, il respiro che si fa più veloce, rauco. «Sì, ti senti così dannatamente bene», geme lui, la voce roca, mentre si muove dentro di lei, più veloce, più forte.
Felix sta accanto a loro, il suo cazzo ancora duro e umido per la bocca di Marlene, il glande lucido. Lui guarda mentre Konstantin la penetra, come i suoi seni sobbalzano a ogni spinta, come le sue dita si aggrappano alla panca. I suoi occhi trovano lui, il suo sguardo è velato, ma caldo. «Vieni da me, Felix», ansima lei, la mano tesa verso di lui. «Voglio anche te.» Lui si inginocchia accanto alla sua testa, il cazzo direttamente davanti al suo viso. Lei apre la bocca, lo riprende, mentre Konstantin continua a spingere dentro di lei, ogni movimento un ritmo che attraversa il suo corpo.
Felix sente la sua lingua giocare attorno a lui, mentre Konstantin la scopa, la sua figa si contrae attorno al suo cazzo, lei di nuovo vicina all’orgasmo. Lui stesso è al limite, la tensione nei suoi testicoli insopportabile. «Sto per venire», ansima, cercando di trattenersi, ma Marlene succhia più forte, più a fondo, la sua mano stringe il suo scroto, lo massaggia, lo spinge sull’orlo. Lui spinge nella sua bocca, il bacino si muove al ritmo delle spinte di Konstantin, e poi lo travolge, l’orgasmo erompe da lui, un getto caldo di sperma schizza nella sua bocca, giù per la gola. Lei deglutisce, il suo palato si preme contro la sua ghianda, succhiando ogni goccia da lui, finché lui trema, le ginocchia molli.
Konstantin geme forte, le sue spinte diventano incontrollate, il suo corpo si tende. «Vengo, vengo nella tua fica», geme, e poi Marlene sente il suo sperma schizzare dentro di lei, caldo e denso, la sua figa si contrae un’ultima volta attorno a lui, scatenando un altro orgasmo attraverso il suo corpo. Lei grida, la testa preme contro il cazzo di Felix, mentre viene allo stesso tempo, la scossa che attraversa tutto il suo corpo.
Giacciono lì, intrecciati, i loro corpi bagnati di sudore e sperma, il silenzio rotto solo dal sibilo sommesso della stufa. Il calore li avvolge, li tiene prigionieri in questo momento. Felix sente la lingua di Marlene sfiorare la sua ghianda, un ultimo, dolce bacio. Konstantin rimane dentro di lei, sente i suoi muscoli interni rilassarsi attorno a lui. A un certo punto Felix si stacca, si sdraia sulla panca, la sua mano trova la gamba di Marlene, la accarezza. Lei sorride, pigra, felice. «Questo è stato…», dice, la voce rauca. Felix annuisce. «Sì.» Konstantin ride piano. «E questo era solo l’inizio.»
Fuori la notte è calda, le stelle brillano sopra il parcheggio delle terme. Ma qui dentro, tra il vapore e il desiderio, niente è più come prima.
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