Il divano scricchiola quando Lukas si lascia cadere accanto a Mia – pelle consunta che ha da tempo superato il suo apice. I popcorn scendono in una valanga dorata sulle sue gambe, mentre con l’altra mano le porge una lattina di birra. Fuori, la pioggia martella i vetri come un amante impaziente; dentro, il televisore tremola, i cui titoli di testa annunciano un film d’azione da tempo dimenticato.

“Ancora questa robaccia?”, chiede Mia, ma il suo sorriso mina ogni critica. Tira i piedi nudi sul sedile, premendo le ginocchia contro il petto. Solo una maglietta del gruppo musicale logora e dei pantaloni della tuta – la sua uniforme standard per le serate cinema, che a malapena cela le sue curve snelle. Sotto il tessuto sottile si delineano i contorni del suo seno, che ondeggia dolcemente a ogni movimento.
“Un classico”, replica Lukas, urtandola con la spalla. “Tu non hai proprio gusto.”
È il loro rituale. Amici da sette anni, conoscono ogni aneddoto imbarazzante, ogni stranezza, ogni desiderio nascosto. E sebbene non ammetterebbe mai di guardarla a volte in modo diverso – come oggi, quando la sua maglietta scivola mentre ride e rivela una striscia di pelle nuda sopra il fianco –, lei è la costante nella sua vita.
Il film scorre, senza che nessuno lo guardi. Mia tace, cosa rara. Di solito commenta ogni scena, ride per le esplosioni esagerate, parodia i dialoghi. Ma oggi fissa solo lo schermo, persa nei pensieri.
“Ehi”, Lukas posa il telecomando e si gira verso di lei. “Cosa succede? Sei così silenziosa.”
Lei alza le spalle, si morde il labbro inferiore. Conosce questo gioco: vuole parlare, ma cerca le parole giuste. Lui aspetta, paziente come un cacciatore.
“Devo dirti una cosa”, inizia, la voce più bassa del solito. “Qualcosa che volevo dirti da tempo, ma non ho mai avuto il coraggio.” Ride brevemente, un suono nervoso. “E ora è semplicemente lì, e se non lo lascio uscire, scoppio.”
Lo stomaco di Lukas si contrae. Non per preoccupazione – qualcos’altro, un misto di curiosità e un presentimento che non vuole ammettere. “Dimmelo. Sai che puoi dirmi tutto.”
Lei gira la testa, lo guarda. I suoi occhi, di solito pieni di malizia, sono seri, quasi vulnerabili. “Voglio che tu mi baci.”
Le parole restano sospese tra loro, pesanti e profumate come il vino che hanno bevuto poco prima. Lukas deglutisce. Il suo cuore improvvisamente batte così forte che pensa lei debba sentirlo. “Mia…”
«Lo so, è pazzesco», lo interrompe. «Non voglio rovinare la nostra amicizia. Ma non posso più fingere di vederti solo come un amico. Da anni ormai.» La sua mano trova il suo braccio, il contatto caldo e tremante. «E se non lo vuoi, allora dillo adesso, e non ne parlerò mai più. Ma dovevo dirtelo.»
Lui fissa le sue dita, che riposano nell’incavo del suo gomito. Una parte di lui vorrebbe ridere, scherzare, dare la colpa all’alcol. Ma un’altra parte – la parte che sta sveglio la notte e si chiede come sarebbe baciarla, toccarla – quella parte esulta.
«Lo voglio», si sente dire. Le parole escono rauche, quasi sorprese. «Lo voglio anch’io. Da molto tempo.»
Il suo respiro si blocca. Poi sorride, un sorriso che non le ha mai visto: vulnerabile e pieno di speranza. E poi si china verso di lui.
Il primo bacio
Le loro labbra si incontrano morbide ed esitanti. Non è il primo bacio tra loro – nelle notti ubriache alle feste si sono già premuti le labbra per scherzo. Ma questo è diverso. Questo è vero. Le loro lingue si trovano in una danza che è insieme familiare e completamente nuova. La mano di Lukas va al suo fianco, la tira verso di sé, finché lei non è mezza sdraiata sulle sue gambe.
Lei odora di popcorn salati e del suo profumo dolciastro. La sua maglietta è morbida sotto le sue dita, e sotto sente il calore della sua pelle. Quando la sua mano scivola sotto l’orlo, lei geme piano – un suono che lo elettrizza. Il suo capezzolo è già duro, un piccolo punto di pietra sotto il suo pollice, che lui inizia a circondare lentamente.
«Piano», sussurra contro la sua bocca. «Abbiamo tempo.» Ma le sue mani la contraddicono mentre tira i suoi pantaloni, apre la cintura, abbassa la cerniera.
«Voglio sentirti», mormora, e le sue dita scivolano nei suoi boxer. Avvolge il suo cazzo, già duro e pulsante, il glande umido di una goccia di liquido preseminale. «Oh, sei già tutto duro per me.»
Lukas geme mentre la sua mano scorre lungo la sua lunghezza, sfregando l’asta su e giù. «Mia… questo è…» Perde il filo quando il suo pollice accarezza la punta sensibile.
«Questo è esattamente ciò che vogliamo entrambi», dice, e la sua voce è roca di desiderio. Lo tira più vicino, lo bacia di nuovo, mentre la sua mano continua a coccolarlo. Lui sente il suo cazzo pulsare nel suo pugno, il calore del suo palmo che lo porta all’esplosione.
Lui infila la mano sotto i suoi pantaloni della tuta, sente il tessuto umido del suo slip. Lei è già bagnata, il calore della sua fica filtra attraverso il materiale sottile. «Anche tu», riesce a dire, mentre sposta lo slip di lato e lascia scivolare le dita nella sua fessura umida.
Ansima quando lui accarezza le morbide labbra della sua fica, già gonfie e pronte. “Sì, proprio lì”, sussurra, e il suo bacino si preme contro la sua mano. Lui immerge un dito in lei, sente la stretta, umida calura che lo avvolge. Mia geme forte, la testa le cade all’indietro, i seni si sollevano sotto la maglietta.
“Sei così stretta”, sussurra lui, mentre muove il dito dentro di lei, lento, profondo. Lei lo stringe, i suoi muscoli si contraggono mentre si abitua al suo tocco. Lui aggiunge un secondo dito, la dilata, la prepara.
“Ti voglio”, dice lei, e la sua mano stringe più forte il suo cazzo. “Voglio sentire il tuo cazzo duro dentro di me. Adesso.”
Lo tira su, lo spinge sul divano, mentre si inginocchia su di lui. I suoi pantaloni della tuta e le mutandine sono ormai dimenticati, da qualche parte per terra. Solo la maglietta pende ancora sciolta sui suoi seni, che si delineano sotto il tessuto. Si piega in avanti, i suoi capezzoli sfiorano il suo petto, mentre lo bacia.
“Sei pronto?”, chiede, mentre la sua mano guida il suo cazzo, sfiora il glande lungo la sua fica umida. Lui sente il calore, l’umidità che si offre, e tutto il suo corpo si tende.
“Sì”, fa lui a denti stretti. “Voglio fotterti, Mia. Voglio ficcarti il mio cazzo così a fondo che mi sentirai ancora domani.”
Lei sorride, un sorriso sporco, roco, e poi si cala su di lui. Lukas sente la sua fica aprirsi, le labbra umide avvolgere il suo asta, assorbirlo centimetro per centimetro. Lui è duro, quasi dolorosamente, e quando lei si abbassa di più, lei lo avvolge con un tale calore che pensa di perdere la testa.
“Oh, cazzo, mi riempi così tanto”, geme Mia, la testa le cade all’indietro, le sue mani premono sul suo petto. Lei lo cavalca lentamente, i suoi fianchi ruotano, mentre il suo cazzo è conficcato in profondità dentro di lei. “Sei così grosso… sento ogni centimetro di te.”
Lukas afferra i suoi fianchi, la spinge più forte su di sé mentre lei si muove su e giù. La sua fica gli succhia, bagnata e calda, e lui la sente contrarsi intorno a lui. “Fottimi più forte”, ansima. “Cavalcami, Mia, cavalca il mio cazzo finché non vieni.”
Lei segue la sua richiesta, i suoi movimenti diventano più veloci, più selvaggi. I suoi seni sobbalzano sotto la maglietta, e lui ci infila la mano, li libera, prende un capezzolo tra le labbra. Lei urla quando lui lo succhia, in sincronia con le spinte del suo corpo.
“Sì, sì, sì!”, geme lei, il suo respiro è a scatti. “Sono così vicina… Lukas, io…” La sua voce si spezza quando la sua fica si contrae intorno a lui, le prime ondate di un orgasmo le attraversano il corpo.
Lui sente che lei sta arrivando, sente i suoi muscoli che lo massaggiano, e questo lo spinge a sua volta sull’orlo. “Mia, non ce la faccio più”, sibila. “Voglio venire dentro di te… voglio riempirti con il mio sperma.”
“Fallo”, ansima lei, il corpo che trema sopra di lui. “Vieni dentro di me, Lukas. Voglio sentirti dentro di me quando esplodi.”
Quello è l’ultimo stimolo. Con un forte gemito, si spinge in profondità dentro di lei, i suoi fianchi spingono verso l’alto mentre il suo sperma fuoriesce da lui. Sente i suoi muscoli contrarsi, lo sente pulsare dentro di lei, ogni getto una promessa ardente. Mia grida, il suo corpo trema mentre viene una seconda volta, spinta dal calore che si riversa dentro di lei.
Lei crolla su di lui, la testa appoggiata sul suo petto, mentre il respiro lentamente si calma. La sua mano le accarezza la schiena, sente il sudore sulla sua pelle. Sul televisore sfarfalla il film d’azione, ormai dimenticato.
“È stato…”, inizia lei, ma lui la interrompe con un bacio.
“È stato solo l’inizio”, dice lui, e il suo cazzo, ancora dentro di lei, ricomincia a pulsare. “Abbiamo tutta la notte.”
Lei ride, un suono profondo e soddisfatto. Poi si solleva, la sua fica lo avvolge ancora, bagnata dal loro orgasmo condiviso. “Allora mostrami cos’altro sai fare.”
Lukas sorride, la gira, la spinge sul divano. Tira fuori il cazzo da lei, il glande lucido per la sua umidità e il suo sperma che cola lentamente da lei. Si china, infila due dita nella sua fica aperta, sente il calore, la bagnatura che si mescola con la sua eiaculazione.
“Stai già gocciolando”, mormora, mentre si porta le dita alla bocca, il suo sapore sulla lingua. “Ma non ho ancora finito con te.”
Si inginocchia tra le sue gambe, il suo cazzo è di nuovo duro, pronto. Lo punta verso la sua fica, accarezza il glande attraverso le labbra umide, gioca con la sua clitoride, già gonfia e sensibile. Mia sussulta, geme, il suo bacino si spinge verso di lui.
“Scopami”, implora. “Scopami forte, Lukas. Voglio sentire di nuovo il tuo cazzo dentro di me.”
Lui obbedisce, la penetra in un unico, fluido movimento. Lei è ancora più stretta di prima, le pareti della sua fica scivolose per il loro orgasmo condiviso. Lukas sente di affondare in profondità dentro di lei, sente come lei lo avvolge, e inizia a muoversi – prima lentamente, poi più veloce, più forte.
Ogni spinta lo porta più a fondo, le sue grida diventano più forti, si mescolano al crepitio della pioggia contro i vetri. Lui afferra i suoi fianchi, la tira su ad ogni suo movimento, le pianta il cazzo dentro come se volesse possederla.
“Oh, sì! Proprio lì!”, urla lei, le sue unghie che si conficcano nella sua schiena. “Scopami, scopami, rendimi la tua fica!”
Le parole lo incalzano, il suo ritmo diventa inesorabile. Sente l’orgasmo di lei avvicinarsi, la sua fica contrarsi attorno a lui, e sa che la porterà ancora una volta all’apice. “Vieni per me, Mia”, sibila. “Vieni sul mio cazzo.”
Lei grida il suo nome mentre viene, il corpo che trema sotto di lui, la fica che pulsa attorno al suo asta. È troppo per lui. Con un ultimo, profondo affondo, si scarica dentro di lei, il suo sperma che schizza in fondo alla sua fica, mescolandosi al suo umore.
Giacono avvinghiati, senza fiato. La pioggia è cessata, il film scorre verso i titoli di coda. Mia si rannicchia contro di lui, una mano sul suo petto, mentre l’altra ancora stringe il suo cazzo, che lentamente si ammorbidisce dentro di lei.
“La serata cinema più bella di sempre”, mormora lei, e Lukas ride piano.
“L’ultima serata cinema”, la corregge lui. “D’ora in poi abbiamo piani migliori.”
Lei lo bacia, morbida, tenera. E mentre il televisore nell’angolo sfarfalla, entrambi sanno: quello era solo l’inizio di qualcosa di molto più grande dell’amicizia.
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