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Il sussurro delle nuvole di vapore

Racconti Terzetto · circa 8 min di lettura · Vietato ai minori di 18

Il vapore penetrava pesante e salino nei suoi polmoni mentre apriva la porta della sauna. Due corpi avvolti in asciugamani bianchi si voltarono verso di lui. Nina, la sua ragazza, con i capelli umidi e un sorriso che conosceva bene. Accanto a lei Lena, la sua migliore amica, il cui sguardo sembrava attraversarlo. La prima visita in sauna insieme, settimane prima, sembrava un’eco fugace. Allora Nina gli aveva sussurrato che Lena li osservava entrambi – ora lui stava in mezzo a loro, l’aria densa di eucalipto e calore.

Il suo cuore batteva forte mentre si sedeva sulla panca di legno calda. Le due donne presero posto accanto a lui, le loro cosce nude sfioravano le sue. Il sudore gli imperlava la fronte, ma non era solo il caldo. Sentì le dita di Nina che si intrecciavano con le sue, mentre Lena si appoggiava all’indietro e chiudeva gli occhi. Un lieve sospiro sfuggì dalle sue labbra mentre abbandonava la testa all’indietro, godendo del tepore.

L’invito

“Vieni, andiamo nel bagno turco”, disse Nina, posando la mano sulla sua. Lena annuì in silenzio, i suoi occhi brillavano nella penombra, un oceano silenzioso. Il suo polso accelerò mentre le seguiva. Nella cabina stretta di vetro e legno si sedettero sulle panche calde – Nina a sinistra, Lena a destra. Il vapore li avvolgeva, facendo sfumare i confini tra i loro corpi. “Mi piace”, mormorò Lena, lasciando scivolare un po’ il suo asciugamano, rivelando la curva del suo seno sinistro. La mano di Nina si spostò sulla sua coscia, una pressione leggera e significativa. “Ne abbiamo parlato”, sussurrò vicino al suo orecchio, il suo respiro caldo contro il suo timpano. “Lena vuole conoscerti. Davvero.” Il suo respiro si fermò. Il vapore bruciava nella sua gola, ma il desiderio bruciava più forte, premeva nel suo bassoventre.

Guardò Lena, che ora lo fissava direttamente, un piccolo sorriso sulle labbra. “Lo sogno da tanto tempo”, disse piano, la voce roca per il vapore. “Toccarti. E guardare Nina mentre ti gode.” Nina rise sommessamente e strinse la sua mano. “Godremo tutti”, sussurrò, chinandosi per baciarlo.

Nina si chinò in avanti e lo baciò, un bacio lungo e indagatore che scombussolò i suoi pensieri. Allo stesso tempo, sentì le dita di Lena sul suo braccio, un tocco delicato che non poneva più domande. Si staccò dalle labbra di Nina e girò la testa verso Lena. «Va bene?», chiese a bassa voce, la voce roca. Lei rispose con un bacio, più morbido del previsto, con un sentore di menta e un sommesso sì sospirato. La mano di Nina scivolò sotto il suo asciugamano, lo trovò già duro, lo avvolse saldamente e iniziò un movimento lento e tormentoso. Allo stesso tempo, Lena posò le labbra sul suo collo, succhiando dolcemente il punto sensibile sotto il suo orecchio. Il vapore rendeva tutto senza peso, ogni tocco più intenso, come se l’aria stessa li unisse. Lui posò una mano sulla nuca di Lena, l’altra sul seno di Nina sotto il telo, sentendo il suo capezzolo indurirsi contro il palmo. Nina sospirò e si premette nella sua mano, mentre le sue dita continuavano a carezzare il suo membro.

«Sei così bello», mormorò Lena contro la sua pelle, mentre la sua mano dal braccio gli scivolava sul petto, tracciando la linea dei suoi muscoli. Giocò con i suoi capezzoli, torcendoli dolcemente finché lui non trattenne il respiro. Nina lo lasciò andare e si girò per baciare Lena, un bacio profondo e avido che lo rese ancora più duro. Le loro lingue danzavano mentre lui poteva solo guardare, le mani sui loro fianchi, sentendo l’eccitazione montare dentro di sé.

Il gioco delle mani

Lena si alzò, lentamente, come una ballerina, e lasciò cadere il suo asciugamano. Il vapore avvolse il suo corpo, facendolo brillare, enfatizzando ogni curva e ogni ombra. Si mise a cavalcioni su di lui, le ginocchia ai lati dei suoi fianchi, il suo centro umido direttamente sopra la sua erezione. Nina scivolò di lato e osservò, la sua mano ancora in movimento, ora giocando con il suo scroto. Lena si abbassò su di lui, centimetro dopo centimetro, lentamente, un tormento infinito. Lui sentì il suo calore, la sua umidità, come lo avvolgeva, una perfetta e stretta aderenza. Gemette piano quando lei lo accolse completamente. Nina baciò la spalla di Lena mentre lei si muoveva su di lui, un dondolio ritmico che muoveva il vapore in onde intorno a loro. Lui afferrò i fianchi di Lena, aiutandola a trovare il ritmo, spingendo il bacino contro le sue spinte. La mano di Nina vagò tra le gambe di Lena, giocando con il punto in cui si fondevano, sfregando dolcemente la zona sensibile sopra la sua base. Lena gettò indietro la testa, un grido soffocato le sfuggì dalla gola, mentre si muoveva più veloce, i suoi muscoli interni contraendosi intorno a lui.

„Oh sì, proprio lì“, ansimò Lena, le mani sulle sue spalle, le unghie che si conficcavano nella sua pelle. Nina aumentò la pressione, massaggiò la piccola perla con movimenti circolari, mentre il respiro di Lena diventava sempre più rapido. Lui sentì che lei si tendeva, un tremito che percorreva il suo corpo. „Ci sono quasi“, ansimò lei, e lui spinse più a fondo, aiutandola a raggiungere l’apice. Il suo orgasmo la colse a ondate, un grido che si spense nel calore, mentre i suoi muscoli lo avvolgevano e massaggiavano.

A ritmo di piacere

„Voglio anche te, Nina“, ansimò lui, mentre il controllo svaniva, il bassoventre in fiamme. Nina sorrise, un suono umido e rauco, e si inginocchiò dietro Lena, i seni premuti contro la schiena di Lena, i capezzoli duri come perle. Leccò il lobo dell’orecchio di Lena e sussurrò qualcosa che lui non capì, un sussurro che fece muovere il bacino di Lena ancora più selvaggiamente. Poi fece scivolare una mano sul suo ventre, l’altra sulla propria conchiglia, sincronizzando il ritmo delle sue carezze con le spinte di Lena. Lui sentì che Lena si tendeva, le sue pareti interne che si contraevano attorno a lui, una stretta pulsante. „Presto“, ansimò lei, e lui sentì l’onda salire in lei, come un tremito che pervadeva tutto il suo corpo. Le sollevò il bacino, spinse più a fondo, e lei venne con un lungo, profondo gemito che echeggiò dentro di lui. La vibrazione lo travolse; eiaculò in lei, profondo, a scatti, le ginocchia deboli, il vapore intorno a loro denso come un velo di piacere. Le dita di Nina sfiorarono il proprio clitoride, il respiro ansimante, mentre lei stessa era sull’orlo dell’apice per l’eccitazione.

„Voglio sentirti“, disse Nina con voce rauca, la mano ancora tra le sue gambe. Si staccò dalla schiena di Lena e si sedette davanti a lui, le gambe aperte, la sua umida apertura invitante. Lena scivolò via da lui, ma rimase vicina, accarezzandogli le spalle, mentre lui si infilò in Nina. Era già così umida che scivolò dentro facilmente. Nina gemette, la testa caduta all’indietro, mentre lui prendeva il ritmo, lento e profondo. Lena si chinò, baciò i capezzoli di Nina, li leccò, mentre Nina alzava e abbassava i fianchi. Non passò molto tempo che sentì i muscoli di Nina contrarsi attorno a lui, un primo tremito. „Vieni con me“, sussurrò lei, e lui si lasciò andare, spinse profondo e forte, finché vennero insieme, un ultimo sussulto nel calore opprimente.

Rimasero seduti per un po’, i corpi intrecciati, il respiro pesante e sincrono. Nina si era avvolta nel suo asciugamano e si appoggiava alla sua spalla, le dita ancora tremanti per l’eccitazione repressa. Lena si rannicchiò dall’altro lato, la testa sul suo petto, il battito del cuore che pulsava contro le sue costole. Il vapore cominciò a diradarsi, la vista a farsi più nitida. “È stato… incredibile”, disse Lena a bassa voce, la voce rauca e soddisfatta. Lui baciò la sua sommità del capo, assaporando il sudore salato sulla sua pelle. La mano di Nina giaceva sul suo petto, le dita tracciavano motivi che bruciavano formicolando sulla sua pelle. “Tra poco ci raffredderemo”, mormorò lei. “Allora vado a fare la doccia.” Lui rise, breve e profondo. “Vengo con te.” Lena annuì. “Anch’io.”

Fuori, nel corridoio fresco, infilarono accappatoi umidi per l’aria. I loro sguardi si incrociarono nello specchio appannato. Lena sorrise, un sorriso impertinente e carico di aspettativa. “La prossima volta porto l’olio.” Lui mise le braccia intorno a entrambe e le attirò a sé, sentendo il loro calore attraverso il tessuto spugnoso. La curiosità della prima volta era placata, ma la fame era più profonda, si era fissata come una fiamma nelle sue viscere, pronta per la prossima volta.

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