«Allora pensi che dovrei dirglielo?» Max punzecchiò con un rametto la brace che covava sotto la cenere. Il fuoco del campo proiettava ombre danzanti sul suo volto, facendo risaltare i suoi zigomi affilati. Lukas fissava le fiamme danzanti, il suo cuore già batteva più forte, sebbene non avesse ancora detto nulla. Il silenzio tra loro era pesante, carico di cose non dette che sembravano fluttuare nell’oscurità del bosco.

Lukas scrollò le spalle. «Non so. Se la ami davvero, sì.» Bevve un sorso di birra dalla lattina e osservò la schiuma scintillare alla luce delle fiamme. La notte era fresca, ma il calore del fuoco si insinuava piacevolmente attraverso la sua giacca. Eppure non era il fuoco a farlo sudare. Era il pensiero di ciò che stava per dire. Il suo cazzo cominciava già a muoversi nei pantaloni, solo all’idea di sentire la pelle di Max.
Erano seduti su tronchi abbattuti che avevano sistemato come sedili intorno al focolare. Intorno a loro, il fruscio silenzioso del bosco, lo schiocco dei rami. Nessun altro campeggiatore era nei paraggi; avevano quella piccola radura tutta per loro. Il silenzio era pesante, quasi tangibile, e Lukas sentì il coraggio nel suo petto diventare una palla compatta. I suoi testicoli si contrassero, un presagio dell’eccitazione che montava in lui.
«E tu? Non hai menzionato nessuno da mesi», disse Max, gettando il rametto nel fuoco. «Per caso ti sei innamorato?»
Lukas sentì il calore salirgli al viso, e non era solo per il fuoco. «Forse.» Tenne lo sguardo basso, fissando la lattina nella sua mano, il cui alluminio sembrava freddo e familiare. Ogni parola sembrava un passo su un ghiaccio sottile. Il suo cazzo pulsava contro il tessuto dei pantaloni, e dovette sforzarsi di non strofinarvisi contro.
Max si sporse in avanti. «Chi è? La conosco?»
«Sì.» La voce di Lukas era rauca, come se avesse sabbia in gola. Si schiarì la gola. «Io… è complicato.» Le parole bruciavano sulla sua lingua.
«Dai, sputa il rospo. Ci conosciamo da dieci anni, puoi dirmi tutto.» La voce di Max era calda, invitante, e Lukas odiava e amava allo stesso tempo quel tono familiare. Sapeva che quel momento avrebbe cambiato tutto.
Lukas alzò lo sguardo. Le fiamme si riflettevano negli occhi di Max, che lo guardavano curiosi e aperti. In quel momento, Lukas seppe che avrebbe dovuto dire la verità o minare per sempre l’amicizia. Fece un respiro profondo, e l’aria fredda della notte riempì i suoi polmoni come un ultimo sussulto.
«Sei tu, Max. Sono innamorato di te.»
Il silenzio tra di loro era spesso come fumo. Solo il crepitio del fuoco riempiva la stanza. Il volto di Max cambiò: sorpresa, poi qualcos’altro che Lukas non riuscì a decifrare. Il suo cuore martellava contro le costole, un rullo di tamburi selvaggio che minacciava di lacerare il silenzio. Il suo cazzo era ora duro come la pietra, un’erezione dolorosa che premeva contro la cerniera dei suoi pantaloni.
«Sei… sicuro?», chiese Max a bassa voce. La sua voce tremava leggermente, e Lukas notò che anche Max non era così padrone di sé come sembrava. Il rigonfiamento nei pantaloni di Max era inconfondibile, un segno evidente che non era indifferente.
«Sì.» La voce di Lukas tremava. «Lo so, è pazzesco. Siamo amici. Ma non posso più fingere che non esista. Ogni notte, quando sono sdraiato accanto a te nella tenda, devo costringermi a non toccarti. Mi sta uccidendo. Penso a che sapore possa avere il tuo cazzo, a come si sentirebbe nella mia bocca.»
Max si alzò. Il movimento fu lento, ponderato. Proiettò un’ombra lunga su Lukas, che sedeva tremante sul tronco d’albero. Poi si sedette accanto a lui sul tronco, le spalle quasi si sfioravano. Il tessuto delle loro giacche si strofinò l’uno contro l’altro, e Lukas sentì il calore che emanava da Max. Il suo respiro si fece superficiale mentre annusava l’odore della pelle di Max, mescolato a fumo e sudore.
«Ci ho pensato anche io», disse Max. La sua voce era roca, più profonda di prima. «Negli ultimi mesi. A come sarebbe baciarti. Sentirti. Averti tutto per me.» Esitò. «Ho immaginato come sarebbe avere il tuo corpo nudo sotto di me. Sentire il tuo culo tra le mie mani mentre ti scopo.»
Il respiro di Lukas si bloccò. Lo shock lo colpì come un pugno, ma poi un calore bruciante si diffuse nel suo petto. «Davvero?», sussurrò, e la sua voce era poco più di un soffio. I suoi testicoli si contrassero dolorosamente mentre immaginava Max che penetrava in lui.
«Sì. Ma avevo paura di rovinare l’amicizia.» Max girò la testa, lo guardò dritto negli occhi. I suoi occhi erano scuri nel bagliore del fuoco, pieni di desiderio. «E ora hai fatto tu il primo passo.»
Lukas non riuscì a parlare. L’aria tra di loro era carica, frizzante, come se il mondo intero trattenesse il respiro. Lentamente, come per assicurarsi che andasse bene, Max posò una mano sul ginocchio di Lukas. La pressione era calda, ferma, e Lukas sentì la sua pelle drizzarsi sotto di essa, ogni poro aperto per quel tocco.
«Posso?», chiese Max. La sua voce era roca, quasi rauca per il desiderio.
Lukas annuì, incapace di trovare le parole. La bocca era secca, il cuore gli martellava, e tra le gambe già qualcosa cominciava a muoversi, un’urgenza che non poteva più ignorare. Il suo cazzo era ora completamente eretto, il glande premeva contro il tessuto dei pantaloni, una macchia umida si formava là dove il desiderio gli sgorgava da dentro.
Max si chinò in avanti. Le sue labbra erano morbide quando incontrarono quelle di Lukas, dolci e interrogative. Lukas chiuse gli occhi, immergendosi nel bacio che sapeva di fumo e birra, ma anche di qualcosa di dolce, di promesse. La sua mano trovò la nuca di Max, lo attirò più vicino. Il bacio si fece più profondo, più esigente, e Lukas sentì la mente annebbiarsi. Aprì la bocca, lasciò entrare la lingua di Max, che si incontrò avidamente con la sua, una danza di calore e saliva. Lukas gemette piano quando Max succhiò il suo labbro inferiore, un leggero tirare che gli arrivò dritto all’inguine e fece gonfiare il suo cazzo nei pantaloni. Poteva sentire il sangue scorrergli nelle vene, sentiva il glande sfregare contro il tessuto, un desiderio doloroso.
Fu Max a staccarsi per riprendere fiato. La sua fronte era umida, il respiro affannoso. “Vieni nella tenda”, sussurrò. “Ti voglio. Adesso. Voglio sentire il tuo cazzo nella mia bocca.”
Il polso di Lukas martellava. Annuì, incapace di parlare, mentre si alzava. Le gambe erano molli, il suo cazzo premeva contro il tessuto dei pantaloni, un desiderio doloroso che gridava di essere liberato. Lasciarono il fuoco a covare, e Lukas gettò un ultimo sguardo alle fiamme prima di seguire Max nella grande tenda che avevano montato insieme. La cerniera stridette forte nel silenzio quando Max aprì il telo, un rumore che rimbombò nelle orecchie di Lukas. Dentro era caldo e in penombra, solo il bagliore delle stelle filtrava attraverso la finestra a rete, una luce fioca che lasciava intravedere i loro contorni.
Max si inginocchiò sul materassino, i suoi occhi brillavano nel buio. “Spogliati”, ordinò, la sua voce un sussurro rauco che attraversò il corpo di Lukas. “Voglio vederti nudo. Voglio sentire il tuo cazzo duro nella mia mano.”
Lukas obbedì, le dita gli tremavano mentre apriva la cerniera della giacca, facendo scivolare il tessuto dalle spalle. Poi la maglietta, che si tolse dalla testa, l’aria fresca della tenda sulla sua pelle calda. Seguirono i pantaloni, e rimase in mutande, l’erezione chiaramente visibile, una macchia umida sul tessuto dove il glande si era già inumidito di liquido pre-eiaculatorio. Si tolse le mutande, e il suo cazzo balzò fuori, duro ed eretto, il glande lucido nella luce fioca, un rivolo di liquido pre-eiaculatorio che colava lungo la parte inferiore.
Max lo fissava, gli occhi spalancati, il respiro affannoso. «Mio Dio, Lukas. Sei così dannatamente eccitante.» Si alzò, si tolse la maglietta, lasciò cadere i pantaloni. Il suo corpo era muscoloso, il petto coperto da una leggera peluria che scendeva fino all’ombelico. Il suo cazzo sporgeva rigido dal pube, lungo e spesso, il glande rosso e gonfio, una goccia di liquido pre-eiaculatorio sulla punta che brillava alla luce delle stelle.
La bocca di Lukas si seccò a quella vista. «Voglio sentirlo», sussurrò. «Voglio il tuo cazzo dentro di me.»
Max si avvicinò, la sua mano trovò l’anca di Lukas, lo attirò a sé. I loro corpi nudi si incontrarono, il calore fu immediato, un bruciore che attraversò Lukas. Max premette il suo cazzo contro la pancia di Lukas, il glande duro che si schiacciava contro la pelle calda. «Sei pronto?», chiese Max, la voce roca di desiderio. «Voglio scoparti così forte che mi sentirai ancora domani.»
Lukas annuì, incapace di parlare. Si lasciò cadere sul materassino, trascinando Max con sé. Finirono abbracciati, le loro labbra si ritrovarono, un bacio profondo e imperioso. Lukas sentì le mani di Max sul petto, le dita che accarezzavano i suoi capezzoli, facendoli indurire. Poi una mano scese più in basso, oltre la pancia, fino a stringergli il cazzo. Lukas gemette forte nel bacio, mentre le dita di Max avvolgevano la sua erezione, la stringevano saldamente, il pollice che sfregava sul glande.
«Così eccitante», mormorò Max contro le sue labbra. «Così dannatamente duro. Voglio scoparti adesso. Voglio penetrare il tuo culo.»
Lasciò Lukas, si chinò su di lui, le sue labbra percorsero il collo, il petto, fino ai capezzoli, che giocò con la lingua, rendendoli duri e umidi. Lukas gemette, il corpo tremante al contatto. La mano di Max scivolò più in basso, tra le sue gambe, le dita sfiorarono i testicoli, il perineo, fino ad arrivare al suo buco del culo. Lukas ansimò, mentre le dita di Max circondavano l’apertura stretta, la inumidivano con la saliva.
«Voglio prepararti», sussurrò Max. «Voglio che tu mi senta.»
Infila un dito nel buco del culo di Lukas, lentamente, con cautela. Lukas sussultò, il dolore della dilatazione si mescolò al piacere, un cocktail inebriante che fece indurire ancora di più il suo cazzo. Max cominciò a muovere il dito, dentro e fuori, mentre la sua lingua continuava a giocare con il capezzolo di Lukas. Dopo qualche minuto aggiunse un secondo dito, dilatando ulteriormente il buco stretto. Lukas gemette, il suo corpo si apriva al tocco, i suoi testicoli si contrassero, un presagio dell’orgasmo imminente.
«Adesso», ansimò Lukas. «Ti voglio adesso. Scopami. Scopami forte.»
Max si raddrizzò, gli occhi che brillavano nel buio. Si posizionò tra le gambe di Lukas, il glande del suo cazzo contro l’apertura stretta. «Pronto?», chiese, la voce roca di desiderio.
«Sì», sussurrò Lukas. «Scopami. Fammi tuo.»
Max premette, il glande penetrò lentamente nel culo di Lukas. Lukas gridò, il dolore era intenso, ma il piacere era travolgente. Sentì il cazzo di Max entrare in lui, centimetro dopo centimetro, finché non fu completamente dentro. Max rimase immobile, lasciando che Lukas si adattasse, ritrovasse il respiro.
«Muoviti», sussurrò Lukas. «Scopami. Voglio sentirti.»
Max iniziò a muoversi, prima lentamente, poi più veloce. Ogni spinta spingeva il suo cazzo più a fondo nel culo di Lukas, sfregando contro la sua prostata, inviando onde di piacere attraverso il suo corpo. Lukas gemette forte, le mani che si scavavano nella schiena di Max, le gambe che si avvolgevano attorno ai fianchi di Max per tirarlo più a fondo.
«Così bello», ansimò Lukas. «Così fottutamente bello. Scopami più forte. Scopami finché non vengo.»
Max obbedì, le sue spinte diventarono più forti, più veloci, il suono dei loro corpi che si scontravano riempiva la tenda. Lukas sentì l’orgasmo salire in lui, un’onda che minacciava di travolgerlo. Afferrò il suo cazzo, iniziò a strofinarlo, i movimenti sincronizzati con le spinte di Max.
«Vengo», gemette Lukas. «Sto per venire.»
«Vieni per me», ansimò Max. «Vieni nella mia mano. Voglio sentire la tua sborra calda.»
Con un forte grido, Lukas venne, il suo corpo che si tendeva mentre il suo sperma schizzava nella mano di Max, un getto caldo che colava sulle sue dita. Max gemette, la vista dell’orgasmo di Lukas lo spinse oltre il limite. Con un’ultima, profonda spinta, venne anche lui, il suo sperma che si riversava nel culo di Lukas, caldo e denso, riempiendolo.
Rimasero distesi, intrecciati, i loro corpi tremanti, il sudore che brillava sulla loro pelle. Max si ritirò lentamente, il suo cazzo flaccido, coperto di sperma e lubrificante. Si sdraiò accanto a Lukas, lo tirò tra le sue braccia, i loro corpi premuti insieme in
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