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Nel palazzo degli specchi

Racconti Voyeurismo · circa 9 min di lettura · Vietato ai minori di 18

La prima volta che entrammo in quella stanza, la mano di Lara sul mio polso era una promessa. Il suo sussurro trafisse il rumore della folla: «Vedi gli specchi?». Oggi, mesi dopo, siamo di nuovo sulla soglia. I cuscini di pelle respirano l’odore delle notti passate, la luce soffusa disegna ombre sui nostri volti, e ci vediamo – moltiplicati, infiniti, in ogni sfaccettatura del nostro desiderio. Il mio cazzo si indurisce già, solo al pensiero di ciò che sta per accadere. Lara si gira e mi guarda, i suoi occhi scuri di lussuria. «Stanotte li fotteremo tutti», sussurra, e il suo respiro sfiora il mio collo. «Ogni specchio, ogni sguardo, ogni lingua.»

Mi giro e vedo Lara di profilo. I suoi capelli cadono in onde scure sulle spalle, e il suo respiro lascia un alone sul vetro freddo. Sente il mio sguardo e sorride, un sorriso lento, consapevole, che si ripete in ogni riflesso. «Ricordi come ci sentivamo?», chiede, la sua voce un sussurro che tuttavia riempie l’intera stanza. «Così nudi, così osservati.» Annuisco. La gola è secca, il polso inizia a battere più veloce. Si avvicina, il suo profumo – legno di sandalo e qualcosa di floreale – mi avvolge. Le sue dita scivolano sul mio braccio, lasciando una scia di calore. «Oggi ho una sorpresa», dice, e i suoi occhi brillano nella penombra. Sento la mia ghianda premere contro il tessuto dei pantaloni, un dolore sordo di eccitazione.

Il sipario si apre

Lara si stacca da me, lentamente, come se ogni movimento fosse una danza. Il suo vestito di seta nera ondeggia intorno alle sue cosce, e gli specchi lo catturano: una fila infinita di Lara che mi sorridono, ognuna un po’ diversa, ognuna un po’ di più. Si avvicina, posa i palmi delle mani sul mio petto. «Stasera voglio che ci vedano», sussurra, la sua voce roca di desiderio. Sento il suo respiro sul mio collo mentre apre la cerniera del vestito. Il tessuto cade, si raccoglie ai suoi piedi, ed è nuda davanti a me, circondata dal suo stesso riflesso. Il suo corpo è mozzafiato – i suoi seni sono pesanti e pieni, i capezzoli duri ed eretti, come se parlassero direttamente a me. La curva della sua vita scende fino ai fianchi, e tra le sue gambe vedo il triangolo scuro e umido del suo pube. Il mio polso martella contro le costole mentre la guardo. La sua fica è già lucida, un sottile filo di umidità le cola lungo l’interno coscia.

Mi sfilo la camicia, e Lara si inginocchia davanti a me, i suoi denti tirano la mia cintura. Le sue mani trovano il mio cazzo, già duro e che preme contro il tessuto, e sorride mentre lo strofina attraverso la stoffa. «Piano», sussurro, e lei annuisce. Abbiamo tempo. Gli specchi mostrano tutto: come apre i miei pantaloni, come la sua lingua scivola sul glande, come si incavano le sue guance. Mi vedo da dietro, vedo i suoi fianchi che ondeggiano mentre mi prende in bocca. Il suo sguardo cerca i miei occhi nello specchio, e io gemo piano mentre la sua mano avvolge il mio scroto. La sua lingua danza intorno al glande, lo circonda, si immerge nella piccola apertura. Le afferro i capelli, non tirando, solo tenendo, mentre lei mi prende più a fondo. La sua saliva cola lungo il mio asta, e gli specchi mostrano quanto sia lucido. «Vedi?», mormora tra una poppata e l’altra. «Appartieni a loro, e a me.» Getto un’occhiata negli specchi – una fila infinita di me che sono, con gli occhi chiusi, la testa gettata all’indietro. La sua bocca succhia più forte, la sua lingua gioca intorno al glande, e sento i miei testicoli contrarsi. Per poco non venivo, ma mi trattengo, non voglio che sia già finita.

Lei mi prende più a fondo, la sua gola si apre, e sento la sua lingua scivolare su e giù per l’asta. La sua mano avvolge i miei testicoli, li massaggia dolcemente, mentre la sua bocca mi cavalca. Vedo nello specchio la sua saliva colarle sul mento, come si incavano le sue guance, e come i suoi occhi mi implorano di spingere più forte. Lo faccio, prima lentamente, poi più veloce, finché il mio cazzo scompare nella sua bocca e riappare, bagnato e lucido. I suoi gemiti vibrano intorno al mio glande, e sento le sue dita infilarsi nella sua stessa fica mentre mi succhia. È così eccitata che si masturba mentre mi prende. Le sue dita scivolano nella sua figa bagnata, e sento il suo succo gocciolare, mescolato alla mia saliva sul suo mento.

Il primo spettatore

Poi sento il rumore: un lieve scatto della maniglia. Lara si ferma, gira la testa. Nello specchio vedo un uomo – alto, capelli scuri, sulla trentina – che sta sulla soglia. Indossa un maglione nero a collo alto, le mani in tasca. Il suo sguardo scorre sul corpo nudo di Lara, si ferma sul mio membro duro che sporge dalla sua bocca, bagnato e lucido. Lara non arrossisce. Invece si alza, va alla porta e la chiude dietro di lui. «Resta», dice, e suona come un invito, non come una domanda. La sua mano scivola tra le sue gambe, e inizia a toccarsi, mentre lo guarda.

L’uomo esita, poi si appoggia al muro, le braccia incrociate. I suoi occhi sono scuri, e sento il suo sguardo pesare su di me mentre riporto Lara verso di me. Lei si stringe a me, i suoi seni si premono contro il mio petto, i suoi capezzoli duri sfregano sulla mia pelle. “Mostragli come mi prendi”, sussurra. La sua bocca è vicina al mio orecchio, la sua mano guida il mio cazzo tra le sue gambe. È umida, le sue labbra si aprono sotto le mie dita mentre la tocco. Scivolo con due dita dentro di lei, ed è calda e liscia, il suo succo scorre sulla mia mano. Geme forte quando trovo il suo punto G, e sussulta. L’uomo osserva ogni movimento, e noto che il suo respiro si fa più rapido. La sua mano scivola nei pantaloni, e inizia a strofinarsi attraverso il tessuto. “Sì”, sussurra Lara, “proprio così.” Porto le mie dita più a fondo, sento come si contrae intorno a me, e lei grida. “Scopami”, implora, “scopami ora.”

Sollevo Lara sul bordo di un tavolo, le sue cosce si aprono larghe. Nello specchio vedo l’uomo avvicinarsi. Si ferma a un metro di distanza, il suo sguardo si posa sulla fessura nuda di Lara. Lei si apre per lui, la sua mano si accarezza da sola, finché non gliela tolgo. “No”, dico, “lo faccio io.” L’uomo si lecca le labbra, la sua mano è ora fuori dai pantaloni, e vedo che afferra il suo stesso cazzo duro. È lungo e spesso, il glande rosso e lucido. “Posso?”, chiede, e la sua voce è profonda, controllata. Lara mi guarda, i suoi occhi ardono. Annuisco.

Lui si fa avanti, si inginocchia tra le sue gambe. Le sue dita sono sottili, abili, mentre accarezza l’interno della sua coscia. Lara si appoggia all’indietro, le sue mani afferrano le sue spalle. Guardo mentre la apre con due dita, mentre trova il suo clitoride e lo massaggia con movimenti circolari. I suoi fianchi si sollevano, i suoi gemiti riempiono la stanza. L’uomo si china in avanti, la sua lingua sostituisce le sue dita. Si immerge nella sua fica, e Lara grida, il suo bacino spinge contro il suo viso. La sua lingua penetra in profondità dentro di lei, lecca il suo succo, e sento come schiocca. Sento il mio stesso battito cardiaco all’inguine mentre la vedo contorcersi sotto di lui. La sua mano cerca la mia, e la stringo forte. L’uomo si immerge, la sua lingua penetra più a fondo, e lei si inarca verso di lui. Osservo come la sua testa si muove, come la lecca, la succhia, la morde, finché non trema. La sua fica è bagnata, il suo succo cola sul suo ginocchio, e l’uomo lo beve. “Vieni”, sussurro, e lei lo fa, un grido che si soffoca in un ansimo. Il suo corpo sussulta, la sua fica si preme contro il suo viso, e lei viene forte, il suo succo schizza sulla sua lingua.

Mi avvicino, la mano sul collo di Lara. «Lo vuoi sentire anche tu?», chiedo. Lei annuisce senza fiato. L’uomo si raddrizza, si apre i pantaloni, e il suo cazzo spunta fuori, duro e pronto. Lara si china, lo prende in bocca, e vedo le sue labbra chiudersi attorno al suo glande. Lo succhia a fondo, la testa che si muove su e giù, e i suoi gemiti riempiono la stanza. Mi metto dietro di lei, la mano sul suo culo, e guido il mio cazzo verso la sua fica. È bagnata per l’orgasmo, e scivolo dentro di lei con facilità. I suoi gemiti vibrano attorno al cazzo dell’uomo mentre la penetro. Troviamo un ritmo – lei lo succhia, io la scopo, e gli specchi mostrano tutto: una fila infinita di noi, tre corpi che si muovono, intrecciati l’uno nell’altro.

L’uomo geme, le sue mani afferrano i capelli di Lara, e lui spinge più a fondo nella sua gola. Sento che lei soffoca, ma continua a prenderlo, la sua saliva che cola lungo il suo asta. La scopo più forte, il mio cazzo che si tuffa nella sua fica bagnata, scivola fuori e dentro, ogni volta più a fondo. La sua fica è calda, e sento che si contrae attorno a me. L’uomo viene per primo, il suo sperma schizza nella bocca di Lara, e lei ingoia senza interrompere il ritmo. Continuo a scoparla, sento il suo orgasmo che monta, e poi viene di nuovo, il suo corpo che sussulta sotto di me. Spingo in profondità dentro di lei, una volta, due, e poi vengo, il mio sperma riempie la sua fica, cola lungo il mio cazzo mentre fremo dentro di lei.

Ci separiamo, senza fiato, sudati. Gli specchi ci mostrano, tre corpi, bagnati e lucenti. Lara sorride, la sua mano accarezza il mio cazzo, che lentamente si ammorbidisce. L’uomo si riveste, ci fa un cenno con il capo, e lascia la stanza. Noi restiamo, circondati dal nostro stesso riflesso, infiniti, moltiplicati, in ogni sfaccettatura del nostro desiderio.

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