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Il mattino che non è mai diventato colazione

Racconti Romanticismo · circa 11 min di lettura · Vietato ai minori di 18

Le sue dita tracciavano cerchi sul mio petto, ancora mezzo addormentata, e io sapevo: questa colazione non sarebbe mai avvenuta. Le uova in frigorifero, il pane nel forno – avrebbero dovuto aspettare tutti. Perché il suo tocco, appena cosciente ma colmo di familiarità, faceva risvegliare il mio corpo ancor prima che la mia mente lo comprendesse. Sentivo le sue dita sfiorare la mia pelle, il fresco leggero dell’alba sul mio corpo, e poi il suo calore che mi penetrava. Il mio cazzo cominciò a pulsare mentre lei si muoveva, ancora mezzo addormentata, ma già con una determinazione che non mi lasciava scelta. Sapevo che mi stavo irrigidendo, che la coperta si tendeva sulle mie gambe mentre il mio membro si drizzava, duro e colmo di desiderio.

Ora, minuti dopo, giaccio supino, lei china su di me. I suoi capelli cadono come una cortina dorata, i suoi occhi verdi con le screziature d’oro sono vicinissimi. “Ho fame”, sussurra, ma il suo sorriso rivela che il suo appetito non è rivolto al cibo. La sua bocca è a un centimetro dalla mia; sento menta, mescolata a lavanda e a un profumo caldo e inconfondibile che non so nominare – il profumo del suo corpo eccitato, che si raccoglie nel calore umido tra le sue cosce. Vedo i suoi capezzoli delinearsi sotto la stoffa sottile della sua camicia, duri e tesi, e posso quasi sentire il sapore della sua pelle sulla mia lingua.

Il profumo del risveglio

Appoggio la mano sulla sua nuca. La sua pelle è ancora calda di sonno, vellutata sotto le mie dita, e la tiro giù verso di me. Lei si china più in profondità, mi bacia in modo indagatore, come se volesse leggere il sapore del mattino dalle mie labbra. Apro la bocca, la sua lingua trova la mia – prima esitante, poi più sicura. Sa di menta piperita e di lei, dolce e leggermente salata, e io succhio la sua lingua, premo le mie labbra più saldamente contro le sue. La sua mano scende dal mio petto al mio ventre, tracciando linee, seguendo i contorni dei miei muscoli. Mi tendo sotto il suo tocco, il mio corpo un arco di attesa. Sento le sue dita scivolare più in basso, oltre l’ombelico, finché raggiungono l’orlo dei miei pantaloncini. Esita un momento, poi vi infila la mano sotto, le sue dita sfiorano la punta umida del mio cazzo. Sussulto, un gemito mi sfugge, che si perde nel bacio.

«La colazione può aspettare», dico, quando si ritrae un attimo per riprendere fiato. Lei ride piano, un gorgoglio che riecheggia nel mio petto. «Lo immaginavo». Le sue dita riprendono il viaggio, più in profondità, e io trattengo il respiro. Afferra il mio sesso, lo stringe nella sua mano calda, e sento che lo accarezza, prima dolcemente, poi con più forza, facendo scorrere il pollice sul glande, già umido di piacere. Mi mordo le labbra per non gemere forte, ma un lieve ansimo mi sfugge comunque.

Il gioco delle mani

La faccio girare, ora sono sopra di lei. Il suo corpo è morbido e cedevole, il suo calore filtra attraverso la sottile camicia di cotone che indossa – la mia, troppo grande per lei. Il colletto è scivolato, scoprendole la spalla. Mi chino e bacio il punto dove collo e spalla si incontrano. Lei chiude gli occhi, sospira, il respiro si accelera. Sotto le mie labbra sento il suo polso, rapido e selvaggio, e addento dolcemente la sua pelle, mentre la mia mano scivola sotto la camicia. Le accarezzo il ventre, ne sento la lieve curva, e poi più su, fino a raggiungere il seno. Il suo capezzolo è duro, una piccola bacca sotto il mio pollice, e lo sfioro, prima leggero, poi più deciso, mentre lo prendo tra pollice e indice e lo tiro dolcemente. Lei stringe le labbra per soffocare un suono, ma non ci riesce del tutto, un lieve lamento le sfugge.

«Non fare piano», dico. «Voglio sentirti». Lei apre gli occhi, mi guarda – un misto di abbandono e sfida. Solleva i fianchi, si strofina contro di me, un invito inequivocabile. Sento il calore che sale tra le sue cosce, l’umidità che filtra attraverso la stoffa sottile del suo slip e bagna le mie gambe. Mi chino e la bacio, più profondo, più esigente, mentre la mia mano prosegue. Scivolo sul suo ventre, più giù, fino a raggiungere il bordo dello slip. Infilo la mano sotto, sento il calore setoso delle sue labbra, già umide e gonfie. Lei geme forte quando le mie dita la toccano, e si spinge contro di me, cercando più contatto.

La accarezzo, prima dolcemente, le mie dita scivolano nella sua fessura, umida e calda. Trovo il suo clitoride, una piccola perla sotto il mio dito, e vi traccio dei cerchi intorno, prima lentamente, poi più velocemente. Lei si contorce sotto di me, le sue mani si aggrappano alle lenzuola, il suo respiro è a scatti. “Per favore”, sussurra, e il suo corpo trema lievemente. Mi chinò e bacio l’interno della sua coscia, sento come trema sotto le mie labbra. “Per favore cosa?”, chiedo, con un sorriso nella voce. Lei non risponde, ma le sue mani afferrano la mia testa, mi attirano più vicino. Seguo la scia del suo calore, la bacio attraverso il tessuto sottile del suo slip. Lei geme piano, solleva i fianchi, cerca più pressione. Gioco con lei, passo la lingua sopra il tessuto, che sa di umido e salato, finché lei non si contorce e le sue dita si seppelliscono tra i miei capelli.

Sposto lo slip di lato, e la sua figa giace nuda davanti a me, umida e aperta, invitante. Mi chinò e la bacio, la mia lingua scivola nella sua fessura, che sa di caldo e dolce. Lei emette un piccolo grido quando la mia lingua trova il suo clitoride, e si preme contro di me, i suoi fianchi ruotano contro il mio viso. Succhio la sua perla, faccio girare la mia lingua intorno ad essa, mentre introduco le mie dita dentro di lei. È stretta e calda, il suo interno avvolge le mie dita con un calore che mi fa rabbrividire. Sento come si contrae intorno alle mie dita, come si apre e si chiude, e la scopo con le mie dita, mentre la mia lingua lavora il suo clitoride. Lei geme forte, i suoi fianchi si sollevano dal letto, e sento che è vicina, come il suo corpo si tende e trema.

“Vieni per me”, sussurro contro la sua figa, e lei obbedisce. Il suo corpo trema in un orgasmo violento, le sue grida riempiono la stanza, il suo succo scorre sulla mia lingua e sul mio mento. La bevo, la succhio, finché non si lascia cadere indietro esausta, il suo respiro pesante e irregolare.

La scoperta della pelle

Le sbottono la camicia, un bottone dopo l’altro, e bacio ogni centimetro di pelle scoperta. Tra i suoi seni, sopra il cuore che batte all’impazzata, giù per le dolci curve del suo ventre. Quando l’ultimo bottone si scioglie, giace nuda davanti a me, nella luce dorata del sole mattutino, che filtra attraverso le persiane e dipinge strisce sulla sua pelle. È bellissima, quasi irreale, i suoi seni sodi, i suoi capezzoli ancora duri per i miei baci, la sua figa umida e rosa, le labbra gonfie per l’eccitazione. Vedo il suo ventre alzarsi e abbassarsi, i suoi seni muoversi ad ogni respiro, e il mio cazzo pulsa di desiderio.

“Stai fissando”, dice lei, divertita, ma la sua voce è rauca per le grida.

Non posso farne a meno. Sei come un dipinto – uno che voglio scopare.” Lei alza gli occhi al cielo, ma un sorriso le sfiora le labbra. Poi afferra il mio braccio, mi tira giù verso di sé. “Basta parlare”, sussurra, e il suo bacio è più profondo, più esigente. Le sue mani vagano sulla mia schiena, si conficcano nelle mie spalle mentre mi chino su di lei. Sento il suo calore, l’umidità tra le sue cosce, mentre la mia gamba si infila tra le sue. Lei si strofina contro la mia coscia, la sua fica scivola sulla mia pelle, e sento il suo succo bagnarmi.

“Ti prego”, sussurra, e la parola esplode nella mia testa. “Scopami. Adesso.”

Mi raddrizzo, in ginocchio tra le sue gambe. Il suo sguardo è fisso su di me, pieno di impazienza e desiderio. Mi tolgo lo slip, lentamente, godendomi il luccichio nei suoi occhi. Il mio cazzo è dritto, il glande lucido di umidità, e vedo come lei lo guarda, come si lecca le labbra. Poi mi chino di nuovo su di lei, guido la punta del mio cazzo verso la sua fica, ancora umida e aperta. Strofino il glande contro le sue labbra, sento il suo calore, la sua umidità, e lei geme piano, solleva i fianchi, mi cerca. “Non farmi aspettare”, sussurra, e non posso resistere alla sua supplica.

Spingo dentro, con una lenta e profonda spinta che la riempie fino in fondo. Il suo interno mi avvolge, stretto e caldo, e sento come si contrae intorno a me. Lei grida, un suono forte e acuto che riecheggia nella mia testa. Le sue gambe si avvolgono attorno ai miei fianchi, i suoi talloni si conficcano nella mia schiena, e comincio a muovermi, in un ritmo che ci trascina entrambi nell’abisso.

L’unione

Ogni spinta è profonda e dura, un tremito che attraversa i nostri corpi. Le sue mani svolazzano sulla mia schiena, si scavano nella mia pelle mentre lei si spinge contro di me. La sua fica è bagnata e calda, il suo succo scorre sul mio cazzo e bagna i miei lombi. Sento come si contrae intorno a me, come mi trattiene, come se non volesse lasciarmi andare mai più. Mi chino in avanti e la bacio, mentre continuo a scopare, la mia lingua nella sua bocca, il mio cazzo nella sua fica. Lei sa di sesso, di piacere, di desiderio, e non ne ho mai abbastanza di lei.

“Più veloce”, ansima, il suo respiro un affanno rapido. Obbedisco, aumento il ritmo, spingo più forte, più a fondo, ogni spinta un impatto che la fa gemere e gridare. Il suo corpo trema sotto di me, i suoi seni sobbalzano a ogni movimento, e li afferro, li massaggio, mentre la scopo. Lei grida il mio nome, ancora e ancora, un mantra di piacere che mi spinge al limite.

Cambio posizione, mi rotolo sulla schiena, così che lei sia sopra di me. Sorride, prende il comando, la sua fica avvolge il mio cazzo mentre si siede su di me. Si muove con una sicurezza che mi toglie il fiato, i suoi fianchi ruotano, il suo pube sfrega contro il mio. Sento come si apre e si chiude, come mi accoglie dentro di sé, e afferro i suoi fianchi, la guido, l’aiuto a trovare il ritmo. Si piega in avanti, i suoi seni sfiorano il mio petto, i suoi capezzoli duri contro la mia pelle, e io li succhio mentre lei cavalca. Il suo ritmo accelera, i suoi gemiti si fanno più forti. La stanza si riempie del suono della pelle umida e dei respiri pesanti, dell’odore di sesso e sudore.

L’apice

Quando sento che è vicina, accelero il ritmo, spingo dentro di lei dal basso, ogni spinta un impatto che la fa tremare. Le sue grida diventano più acute, il suo corpo vibra, e sento la sua fica contrarsi intorno a me, mentre viene, un’onda di piacere che mi travolge. Il suo umore scorre sul mio cazzo, bagna i miei fianchi, e sento che vengo, che il mio seme esplode dentro di lei. Veniamo insieme, in un’onda di piacere che ci scuote entrambi, i nostri corpi uniti, il nostro respiro un unico ansimare. Cade su di me, la sua testa sul mio petto, il suo respiro caldo contro la mia pelle. Sento la sua fica ancora contrarsi intorno a me, come si stringe a me, e la tengo stretta, accarezzo la sua schiena, bacio la sua spalla.

Più tardi, quando ci muoviamo di nuovo, quando la fame si fa sentire, andiamo in cucina. Le uova sono fredde, il pane bruciato, ma lo mangiamo lo stesso, ridendo, nudi, i nostri corpi ancora umidi di sesso. La guardo mentre mangia il pane bruciato, i suoi seni si muovono a ogni morso, e so che non ne avrò mai abbastanza di lei.

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