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La prova di coraggio: Una serata in tre

Racconti Terzetto · circa 10 min di lettura · Vietato ai minori di 18

Ricordo ancora esattamente il momento in cui vidi Lena per la prima volta in quella luce. Non sotto il neon accecante del bagno di un club o al lume soffuso di candele di un ristorante, ma al tremolio di una singola candela sul comodino. Il suo viso era per metà in ombra, ma i suoi occhi brillavano – e lei sfoggiava quel sorriso che già allora mi faceva perdere la testa. Ora è di nuovo lì, quel sorriso, e sento il mio polso accelerare. Perché siamo qui, in tre, nel mio appartamento, e l’aria è pesante di cose non dette. Il mio cazzo pulsa già nei pantaloni, solo al pensiero di ciò che sta per accadere. Lena sa esattamente cosa mi fa quando sorride così.

Un appuntamento inaspettato

Era iniziato tutto in modo così innocuo. Una sera, un’app di incontri, un appuntamento spontaneo. Lena e io stavamo insieme da un anno, ma avevamo un accordo: a volte invitavamo un terzo, qualcuno che ci eccitasse entrambi. Questa volta era Marlene, una vecchia conoscenza di Lena dai tempi dell’università. Era intelligente, spiritosa e aveva una presenza che riempiva la stanza. Ci incontrammo in un bar, parlammo di tutto e di niente, e poi – una prova di coraggio. “Scommetto che non hai il coraggio di baciarmi”, mi disse Marlene, mentre Lena sedeva accanto sorridendo. Non esitai un secondo. Le sue labbra erano morbide, e il bacio sapeva di whisky e peccato. Lena ci osservava con un’espressione che mi fece salire il sangue ai lombi. Sentii il mio cazzo gonfiarsi nei pantaloni, diventare duro, mentre sentivo la lingua di Marlene nella mia bocca. Lena ci guardava, i suoi occhi brillavano, e sapevo che immaginava come sarebbe stato averci entrambi.

Il ritorno nel mio appartamento

Ora siamo qui, nel mio soggiorno. La candela è l’unica fonte di luce. Marlene è seduta sul divano, Lena accanto a lei. Le sue mani giacciono sulla coscia di Marlene, e Marlene ha la testa all’indietro, gli occhi chiusi. Io sono in piedi davanti a loro, la camicia già aperta. “Mostraci cosa sai fare”, sussurra Lena, e la sua voce è roca di desiderio. Il mio cazzo preme contro il tessuto dei pantaloni, un battito duro e pulsante che quasi duole. Mi avvicino, mi chino verso Marlene e la bacio di nuovo, più profondamente questa volta. La mia mano scivola sulla sua nuca mentre esploro la sua bocca. Sa di vino rosso e di Lena, perché Lena l’ha baciata poco prima. Un pensiero eccitante che mi rende ancora più duro. Sento il mio cazzo spingere contro la cerniera, quasi dolorosamente eretto. Lena ci osserva, la sua mano scivola lentamente lungo la gamba di Marlene verso l’alto, sotto la sua gonna. Vedo le gambe di Marlene aprirsi leggermente, come se accogliessero il tocco di Lena. Le sue dita salgono più in alto, accarezzano il tessuto del suo slip, e Marlene geme piano nel mio bacio.

Lena comincia a sbottonare la camicetta di Marlene, lentamente, perlina dopo perlina. Marlene geme piano nel nostro bacio. Mi stacco dalle sue labbra e guardo mentre Lena scosta il tessuto e scopre i seni di Marlene. Non porta reggiseno. I suoi seni sono pieni, sodi, i capezzoli già duri ed eretti. Le mie mani sostituiscono le dita di Lena, afferrano quei seni sodi e caldi. Li stringo, ne sento il peso nei palmi. Marlene piega la testa in avanti e succhia il collo di Lena, mentre io faccio rotolare i suoi capezzoli tra pollice e indice, li impasto e li tiro. Lena ansima e spinge i fianchi in avanti. «Voglio sentirvi entrambe», mormora contro l’orecchio di Marlene. «Adesso.» La sua mano scivola tra le gambe di Marlene, la massaggia attraverso il tessuto della sua mutandina. Marlene geme più forte, i suoi fianchi si sollevano incontro alla mano di Lena. Vedo formarsi una macchia umida sul tessuto mentre le dita di Lena premono più a fondo, percorrono la fessura, sentono l’apertura bagnata attraverso la stoffa.

Mi inginocchio davanti al divano, tra le gambe aperte di Marlene. Lena si avvicina, le sue mani accarezzano le spalle di Marlene mentre io mi chino. Appoggio le mani sulle cosce di Marlene, sento il calore della sua pelle, e la bacio attraverso il tessuto sottile della sua mutandina. Il tessuto è già umido, la sua eccitazione inconfondibile. Marlene geme piano, le sue dita si infilano tra i miei capelli. Respiro il suo odore – sale, muschio, femminilità. Lena si china per baciarmi la nuca mentre io passo la lingua sul tessuto bagnato. I fianchi di Marlene si sollevano verso di me, e io scosto il tessuto per esplorare direttamente con la lingua la sua fessura umida. La sua fica è calda, bagnata, le labbra gonfie di desiderio. La lecco dal basso verso l’alto, lentamente, godendo del suo sapore. Sa di sale e dolcezza, di pura femminilità. Le sue reazioni si fanno più intense quando trovo il suo clitoride. È duro, eretto, e lo circondo con la punta della lingua, lo succhio. Marlene emette un grido acuto, le sue mani si affondano nei miei capelli, spinge il mio viso più forte nella sua fica. Lena le sussurra all’orecchio: «Sì, Marlene, lasciati andare. Fotti il suo viso con la tua fica.» La sua mano scende dalla spalla di Marlene al suo seno, gioca con la punta dura, la pizzica. I gemiti di Marlene si fanno più forti, il suo respiro si blocca, e sento che si contrae. I suoi muscoli si stringono intorno alla mia lingua, il suo bacino trema. Con un grido viene, il suo corpo vibra sotto la mia lingua, e io la tengo stretta, succhio il suo clitoride finché l’ultima ondata non si spegne. Il suo succo mi cola sul mento, caldo e dolce.

Alzo la testa, mi lecco le labbra, guardo nei suoi occhi vitrei. Lena mi sorride, la sua mano ora è tra le sue stesse gambe, si massaggia attraverso i pantaloni. È bagnata, lo vedo dal modo in cui le sue dita si muovono. “Ora tocca a me”, sussurra con voce rauca. Si alza, mi tira su, e aiutiamo Marlene a togliersi gli ultimi vestiti, poi Lena. Nude, al lume di candela, sembrano dipinti di un’altra epoca. I loro corpi sono perfetti – la vita snella di Lena, i seni pieni di Marlene, i peli scuri che coprono i loro sessi. Sono già nudo, il mio cazzo è duro e rigido, il glande luccica umido, una grossa goccia di liquido pre-eiaculatorio perla sulla punta. Lena lo guarda, si lecca le labbra. “Vieni qui”, dice con voce rauca. La conduco al letto, mi sdraio al centro. Marlene mi sale addosso, si mette a cavalcioni sul mio basso ventre. Sento la sua umidità sulla mia pelle mentre si china su di me, i suoi seni penzolano davanti al mio viso. Succhio un capezzolo, mentre Lena si inginocchia accanto a me, mette la mano intorno al mio cazzo. Lo massaggia, lentamente, godendo della tensione. “Sei così duro”, sussurra, si sporge in avanti e prende il mio glande in bocca. Un brivido mi attraversa mentre la sua lingua calda circonda la punta sensibile, assorbendone il sapore. Marlene geme sopra di me, strofina la sua fica bagnata sul mio ventre, mentre Lena prende il mio cazzo in fondo alla bocca, lo inghiotte fino alla base, premendo le labbra saldamente intorno al mio asta. Gemo forte, afferro i fianchi di Marlene, la spingo più forte contro di me, mentre Lena mi succhia, trova il suo ritmo, accelera, finché non sono quasi al culmine. “No”, ansimo, “non ancora.” Voglio fotterle entrambe, a fondo, forte, finché non urlano.

Mi giro, metto Marlene sulla schiena, le sue gambe spalancate. Lena si inginocchia accanto a lei, le accarezza il seno, la bacia, mentre io mi posiziono tra le gambe di Marlene. Il mio cazzo è duro, bagnato dalla bocca di Lena, il glande lucido. Lo guido verso la sua fica, sento il calore, l’umidità che mi invita. «Scopami», sussurra Marlene, gli occhi spalancati, lo sguardo famelico. Spingo, lentamente, sento la sua carne cedere, come mi accoglie, centimetro dopo centimetro. È stretta, calda, la sua fica mi avvolge come una morsa. «Sì, scopami più a fondo», geme, quando sono dentro di lei fino in fondo, le mie palle premono contro le sue labbra. Sento il suo clitoride contro la base del mio asta, come pulsa. Inizio a spingere, prima lentamente, poi più veloce, ogni spinta più profonda, più dura. I gemiti di Marlene diventano più forti, i suoi fianchi si sollevano verso di me, le sue unghie si conficcano nella mia schiena. «Scopami, scopami più forte», grida, e io obbedisco, conficco il mio cazzo dentro di lei, sento le sue pareti contrarsi intorno a me, come mi trattengono. Lena si sporge in avanti, bacia Marlene mentre io la scopo, le loro lingue danzano insieme, e vedo la mano di Lena scivolare tra le sue stesse gambe, come si stimola, le sue dita che scompaiono nella sua fica bagnata. L’immagine mi eccita ancora di più, spingo più forte, più a fondo, ogni colpo porta Marlene sempre più vicina al limite. Lei viene con un urlo, il suo corpo trema sotto di me, i suoi muscoli si contraggono intorno al mio cazzo, e sento il suo succo scorrere sul mio glande, bagnandolo. «Continua», ansima, «non fermarti.»

Mi ritiro da lei, il mio cazzo luccica bagnato, coperto del suo succo. Lena è ora sdraiata sulla schiena, le gambe spalancate, la sua fica umida e pronta. Le sue labbra brillano di umidità, il suo clitoride è duro ed eretto. “Vieni qui”, dice, la voce roca di desiderio. “Scopami adesso.” Mi chino su di lei, sento il suo calore mentre premo la mia punta contro la sua fessura. È ancora più bagnata di Marlene, la sua fica gocciola di brama. Premo, scivolo in profondità dentro di lei, il suo grembo mi accoglie, mi avvolge caldo e stretto. Lena geme forte, le sue mani afferrano i miei fianchi, mi tirano più a fondo. “Sì, scopami, scopami forte”, sussurra, e io obbedisco, spingo dentro di lei, ogni colpo un duro impatto contro la sua cervice. Marlene si inginocchia accanto a noi, si china, succhia i capezzoli di Lena mentre io la scopo. Lena urla, il suo corpo trema mentre trovo il suo ritmo, accelero, spingo più a fondo. Sento che si contrae intorno a me, che è vicina all’apice. “Vieni con me”, ansimo, e sento l’onda che mi travolge, il mio sperma che irrompe nel suo grembo, caldo, a getti spessi, mentre lei trema intorno a me, raggiunge il suo culmine, la sua fica si contrae intorno a me. Veniamo insieme, le sue grida si mescolano ai miei gemiti, e sento le sue pareti massaggiarmi, assorbire ogni goccia.

Giacciamo esausti, intrecciati, la candela tremola e proietta ombre sul muro. Marlene si rannicchia al mio fianco, Lena dall’altro lato, la sua mano sul mio petto. Sento il mio cazzo diventare lentamente molle, ma il desiderio è ancora lì, un lieve pulsare. “Questo era solo l’inizio”, sussurra Lena al mio orecchio, e Marlene ride piano, la sua mano scivola più in basso, intorno al mio asta ancora umida. “Non ho ancora finito con te”, dice, e sento l’eccitazione risalire mentre prende il mio cazzo in bocca, lo rende di nuovo duro. La prova di coraggio era solo l’antipasto – ciò che viene adesso è la notte che non dimenticheremo mai.

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