L Lorotica Il portale erotico multilingue

Rincontro nel vagone affollato

Racconti Relazione · circa 12 min di lettura · Vietato ai minori di 18

La fronte premuta contro il vetro freddo del finestrino, osserva il paesaggio scorrere via in un fruscio grigio-verde. Il treno sussulta, un ritmo regolare che la culla in una leggera trance. Prossima fermata tra venti minuti. Dovrebbe sedersi, ma preferisce restare in piedi, le gambe leggermente divaricate per compensare l’ondeggiamento. La borsa pende pesante sulla sua spalla, il libro al suo interno non l’ha ancora aperto. Sotto la gonna sente il collant che si tende stretto attorno alle sue cosce, e tra le gambe inizia a diventare umida – una reazione a nulla, solo al ricordo che improvvisamente affiora, come un’onda che non può controllare. Stringe le cosce per reprimere la sensazione, ma questa si intensifica.

«Mara?»

La voce è profonda, un po’ rauca, e la attraversa come una scossa elettrica. Si gira. Lui è lì, due file più in là, un sorriso sulle labbra che non vedeva da quindici anni. Linus. I suoi capelli sono più corti, striati di grigio alle tempie, ma gli occhi. Quegli stessi occhi verdi che allora l’avevano guardata come se fosse l’unica nella stanza. Il suo sguardo percorre il suo corpo, dalle gambe fino ai seni, che sono sodi sotto la camicetta, i capezzoli che premono duri contro il tessuto. Sente il cuore batterle forte, un fremito nel petto che le schizza dritto nella fica. È subito bagnata, un’ondata di umidità che le inumidisce la fica.

«Linus? Sei su questo treno?» La sua voce suona sottile, incredula, ma anche calda, piena di desiderio inespresso.

Lui si avvicina, le sue spalle larghe sotto il cappotto scuro. «Sono salito a Stoccarda. Viaggio di lavoro. E tu? Abiti a Monaco, vero?» La sua voce è profonda, roca, come lei lo ricorda quando allora sussurrava il suo nome, mentre la prendeva da dietro, nella baracca dietro il campo sportivo.

Lei annuisce. «Ero da mia sorella a Francoforte. Ora torno a casa.» Sente la sua fica pulsare, una sensazione di vuoto che può riempire solo se ha il suo cazzo duro dentro di sé. «Siediti con me.» Le parole escono prima che possa pensarci, un’offerta che non vuole ritirare.

Lui esita un secondo, poi sorride di nuovo, quel sorriso che un tempo le faceva diventare molli le ginocchia. «Volentieri.» La sua mano sfiora il suo braccio mentre le passa accanto, e il contatto è come una scossa elettrica che le schizza dritta nella clitoride. Lei trema, il respiro si blocca.

Si dirigono al loro posto, uno scompartimento per quattro, gli altri sedili vuoti. Lui si siede di fronte a lei, si toglie il cappotto e lo posa accanto a sé. Sotto indossa una camicia azzurra, con le maniche arrotolate fino ai gomiti. Le sue braccia sono muscolose, le vene si delineano, e lei pensa a quelle mani che allora esploravano il suo corpo, che la portavano all’apice, ancora e ancora. Deglutisce, ha la bocca secca, ma tra le sue gambe non è affatto asciutto – la sua fica è ora decisamente bagnata, il collant aderisce alle sue labbra.

„Sei in forma, Mara“, dice lui, e la sua voce ha quel suono familiare che la eccita immediatamente. „Davvero. Non sei cambiata per niente.“

Lei ride piano, ma sembra un gemito. „Menti. Ho le rughe, e i miei capelli non sono più biondi come una volta.“

„Le rughe mi piacciono. Ti donano.“ Il suo sguardo percorre il suo viso, si ferma sulle sue labbra, poi scende sulla scollatura, dove i suoi seni sotto la camicetta si alzano e si abbassano. „Raccontami cosa fai. Sei felice?“

La domanda arriva inaspettata, troppo diretta. Lei beve un sorso d’acqua dalla bottiglia per guadagnare tempo, ma l’acqua non raffredda il calore che brucia nel suo grembo. „Sono sposata. Da dieci anni. Mio marito è… affidabile. Abbiamo una casa, un giardino. È bello.“ Le parole suonano vuote, persino alle sue orecchie, perché pensa a come suo marito l’ha scopata l’ultima volta – mesi fa, frettolosamente, senza sentimento, senza bagnarla davvero. È sembrato un dovere, non il desiderio che ora brucia in lei.

Linus si sporge in avanti, i gomiti appoggiati sul tavolo. „Ma? Sento un ma.“ La sua voce è dolce, ma lei sa cosa vuole. Lo vuole anche lei.

Lei si morde il labbro inferiore. „Nessun ma. È solo… routine. Ci si abitua l’uno all’altro, alle abitudini. La passione…“ Esita, perché sente la sua fica contrarsi, vuota, desiderosa di qualcosa di vero.

„La passione si è addormentata?“, completa lui la sua frase. I suoi occhi sono scuri, e lei vede come i suoi pantaloni tirano all’altezza del cavallo, un rigonfiamento che le ricorda il suo cazzo duro, che allora lei aveva preso in bocca, quando era ancora inesperta, ma desiderosa di imparare tutto da lui.

Lei annuisce, lo sguardo basso, ma non riesce a smettere di fissare i suoi pantaloni, il rigonfiamento che diventa sempre più grande.

„Sai“, dice lui a bassa voce, „ho pensato spesso a te. Al nostro tempo. A come ci siamo baciati, nella baracca dietro il campo sportivo. A come la tua pelle odorava di pioggia. A come gemevi quando ti toccavo con le dita, finché non venivi.“

Un’ondata di calore la attraversa. Lei ricorda. Le sue mani sotto la maglietta, la sua bocca sul suo collo, le sue dita nella sua fica, che la fecero venire per la prima volta. Aveva diciassette anni, inesperta ma desiderosa. Lui l’aveva toccata come se fosse qualcosa di prezioso, e l’aveva scopata così forte che per giorni dopo sentiva ancora le sue mani sulla pelle.

“Anch’io”, confessa, e le parole sono un sussurro che riecheggia tra le sue gambe. “Ci ho pensato anche io. Ogni volta che mio marito non mi soddisfaceva, pensavo a te. Al tuo cazzo, a come ci si sentiva quando mi prendevi.”

Il treno sfreccia in una curva, e il suo corpo viene schiacciato contro lo schienale. Linus allunga la mano attraverso il tavolo, posa la sua sulla sua. Le sue dita sono calde, il tocco come una promessa che le spara dritto nella fica. Sente la sua clitoride pulsare, le sue labbra aprirsi, come per invitarlo.

“Mara, non voglio metterti in imbarazzo. Ma devo chiederti una cosa.” La guarda negli occhi, la sua presa si fa più salda. “Hai mai rimpianto che ci siamo lasciati allora?”

La sua bocca è secca, ma tra le sue gambe è bagnata. “Sì”, dice, e la sua voce è roca di desiderio. “Ogni giorno. Ho rimpianto di averti lasciato andare. Di non essere venuta con te quando te ne sei andato. Ho rimpianto di non essere mai più stata scopata come mi scopavi tu.”

È la verità, e sente che le parole aprono una porta che ha tenuto chiusa a lungo. Linus si alza, si siede accanto a lei, la sua coscia si preme contro la sua. Il tessuto dei loro pantaloni è sottile, lei sente il calore della sua pelle, e non può farne a meno, preme la sua coscia contro la sua per sentire l’attrito che fa ardere la sua clitoride.

“Anch’io”, dice lui, e la sua mano si sposta dalla sua mano al suo ginocchio. “E ora siamo qui, per caso, dopo tutti questi anni. Forse è un segno.” La sua mano scivola su per la sua coscia, si infila sotto l’orlo della gonna. Lei porta una calza sottile, e le sue dita ci scivolano sopra, tracciando il contorno della sua gamba, sempre più su, fino a raggiungere il bordo della calza, dove la sua fica umida lo aspetta.

Chiude gli occhi. Pensa a casa, a suo marito, che ora è seduto in ufficio e probabilmente pensa alla dichiarazione dei redditi. Pensa al letto matrimoniale vuoto, alle notti in cui giacciono l’uno accanto all’altra senza toccarsi, e pensa ai dildo che ha usato, nella speranza di imitare la sensazione di un vero cazzo, ma mai il sapore, l’odore, il calore di un uomo come Linus. E poi apre gli occhi e guarda Linus, quel viso che non ha mai dimenticato, i suoi occhi verdi, ora scuri di desiderio, le sue labbra che vuole baciare fino a rimanere senza fiato.

“Cosa vuoi?”, chiede, e la sua voce trema, ma lei sa cosa vuole. Vuole il suo cazzo in bocca, nella sua fica, vuole che lui la scopi così forte da farla urlare.

“Te”, dice lui. “Una volta sola. Solo per sapere se c’è ancora. Quella sensazione tra di noi.” Le sue dita premono sulla sua fica attraverso il collant, e lei sente la sua clitoride gonfiarsi sotto il suo tocco. “Voglio sentire la tua fica, Mara. Voglio sentirti gemere così forte che tutto il treno ti senta.”

Lei sa che dovrebbe dire di no. Sa che dovrebbe alzarsi e andare in un altro scompartimento. Ma il suo corpo non obbedisce. Invece, si sporge in avanti e lo bacia. Le loro labbra si incontrano, ed è come un déjà-vu, ma ancora più intenso. La sua bocca è morbida, piena, e lei sente il sapore di caffè e sale e qualcosa che è solo suo. Il bacio è dolce all’inizio, quasi esitante, poi diventa più pressante. La sua mano scivola dal suo ginocchio su per la coscia, si infila sotto l’orlo della gonna. Le sue dita trovano l’elastico del collant, lo tirano, e lei solleva i fianchi per aiutarlo. Lui infila la mano dentro, direttamente nella sua fica umida, e lei geme nella sua bocca mentre le sue dita scivolano sulle sue labbra bagnate.

“Sei così bagnata”, sussurra lui, la voce roca di eccitazione. “Così arrapata per me.” Le sue dita trovano la sua clitoride, e la strofina con movimenti circolari, prima lentamente, poi più velocemente, finché lei trema e le sue gambe si aprono per dargli più spazio. Sente l’orgasmo montare, un’onda che inonda il suo corpo, ma lui si ferma prima che lei possa venire.

“Non ancora”, dice lui, e il suo sorriso è malizioso. “Prima voglio scoparti per bene.”

“Vieni”, sussurra, “alzati.”

Lei si alza, le gambe deboli, la sua fica che pulsa di desiderio. Lui la conduce verso il bagno in fondo alla carrozza, la mano sulla sua schiena, la vicinanza del suo calore corporeo che la incendia. Lo spazio è stretto, l’illuminazione cruda. Lui chiude la porta a chiave, si gira verso di lei. Il suo sguardo è scuro di desiderio, i suoi pantaloni sono tesi sul suo cazzo duro, e lei può vedere quanto è grande, come preme contro il tessuto.

„Voglio sentirti“, dice, e le sue mani trovano il suo sedere, la spingono contro il muro. „Voglio sentirti gemere quando ti prendo.“ Le sue mani scivolano sotto la sua gonna, trovano l’elastico del collant, e glielo strappa via, il tessuto sottile si lacera con un rumore che echeggia nello spazio angusto. Lei è lì, la sua fica libera, bagnata, le labbra gonfie, la clitoride dura e pronta.

Lei gli avvolge le braccia al collo, lo attira a sé. Si baciano di nuovo, famelici, le loro lingue si incontrano mentre lei gli slaccia la cintura, gli abbassa la cerniera dei pantaloni. La sua mano trova la sua nuca, la spinge più in basso, e lei sa cosa vuole. Cade in ginocchio, le piastrelle sono fredde sotto le sue ginocchia, ma lei non sente niente tranne il calore che le brucia dentro. Gli abbassa i pantaloni, e il suo cazzo spunta fuori, duro, grosso, il glande rosso e lucido dal prepuzio che si è ritirato. Lei chiude la mano attorno al suo asta, sente il calore, le arterie che pulsano sotto il suo palmo. Si china, apre la bocca, e lo prende in bocca.

Lui geme quando le sue labbra avvolgono il suo glande, e lei inizia a succhiare, lentamente, godendosi il sapore di sale e uomo sulla sua lingua. Lo prende più a fondo, finché non tocca la gola, e sente come trema, come le sue mani si aggrappano ai suoi capelli. „Sì, proprio così“, ansima, „prendilo tutto, puttana vogliosa.“ Lei obbedisce, lo prende fino in fondo, finché il suo naso non tocca la sua pancia, e sente le sue palle battere contro il suo mento. Succhia più forte, e lui geme più forte, il suo bacino spinge contro il suo viso mentre lei lo succhia, sempre più veloce, sempre più a fondo.

Lui la tira su prima di venire, la gira, la preme contro il muro. Le sue mani trovano i suoi fianchi, le sollevano la gonna, e lei sente il suo glande sulla sua fica bagnata. „Per favore“, sussurra lei, „scopami. Scopami forte.“

Lui spinge, una singola, profonda spinta che fa vibrare il suo corpo. Il suo cazzo scivola dentro di lei, la riempie completamente, una lunghezza e grossezza che non sentiva da anni. Lei urla, un urlo che echeggia nello spazio angusto, ma non può fermarsi. Lui inizia a scopare, lentamente all’inizio, sentendo ogni centimetro, come la sua fica si contrae attorno a lui, dandogli il benvenuto. „Sì, sì, scopami“, geme lei, e lui aumenta il ritmo, i suoi fianchi sbattono.

Gefällt dir die Geschichte? Teile sie 🔥

X Reddit Telegram WhatsApp Tumblr kopiert ✓
Valuta: Sii il primo

Le voci della community

Ancora nessuna voce — di’ per prima che cosa ti ha eccitata.

Niente registrazione, niente e-mail — solo il tuo pseudonimo.

Zutritt nur für Erwachsene

Diese Website enthält ausschließlich für volljährige Personen bestimmte Inhalte sinnlicher und erotischer Natur.

Mit dem Eintreten bestätige ich:

Die Bestätigung wird in einem Cookie für 30 Tage gespeichert. Ein Widerruf ist jederzeit durch Cookie-Löschung möglich. Diese Abfrage ersetzt keine technische Jugendschutzsoftware nach § 11 Abs. 1 JMStV; deren Einsatz wird Eltern dringend empfohlen.

Susi · KI-Komplizin (Avatar: AI-generiert via Pollinations.ai Flux, CC0-Stil)Scrivi con Susi